

Il comune di Torre Annunziata
Napoli— Ilprefetto di Napoli, Michele di Bari, ha formalizzato lo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata e la nomina del commissario prefettizio. La decisione arriva a seguito delle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, presentate il 5 maggio scorso e divenute efficaci e irrevocabili alla data odierna, dopo la scadenza dei venti giorni previsti dalla legge.
Con un provvedimento assunto oggi, il prefetto ha sospeso il Consiglio comunale e affidato la gestione provvisoria del Comune al dottor Gianfranco Tomao, prefetto in quiescenza con una lunga esperienza in ruoli di vertice al Viminale e nelle prefetture di Cosenza e Livorno, oltre che in numerose commissioni d’accesso antimafia.
Tutto ha avuto origine martedì 5 maggio, durante la cerimonia per l’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storico simbolo del potere del clan Gionta a Torre Annunziata. Alla presenza dei ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e delle Infrastrutture Matteo Salvini, il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha pronunciato un duro intervento pubblico.
«Dopo lo scioglimento del 2022 e il commissariamento mi sarei aspettato uno scatto in avanti della società e dell’amministrazione, con un forte segnale di discontinuità, che sto aspettando ancora — ha detto Fragliasso —. Invece vedo ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale».Poche ore dopo, il sindaco Corrado Cuccurullo — eletto nella primavera del 2024 alla guida di una lista civica di centrosinistra — ha rassegnato le dimissioni, definendole irrevocabili.
Nei giorni successivi il primo cittadino ha confermato più volte la propria scelta, pur chiedendo pubblicamente un confronto con il magistrato. In una piazza affollata da circa duecento persone nel centro storico, accanto alle macerie di Palazzo Fienga, Cuccurullo ha dichiarato:«Ritirerò le dimissioni se ci sarà un confronto con il procuratore Nunzio Fragliasso, altrimenti me ne vado. Non sono attaccato alla poltrona. […] Non ho mai subito condizionamenti di tipo criminale.
L’attacco ricevuto è politico. Resto un uomo libero».Ha inoltre sottolineato: «I fatti oggetto di accertamento, se confermati nelle sedi proprie, costituirebbero certamente una vicenda grave. Resta tuttavia ferma la necessità che ogni responsabilità sia accertata nelle sedi competenti, nel pieno contraddittorio tra le parti».Parallelamente è emersa un’inchiesta su due consiglieri comunali del Pd per rimborsi e gettoni di presenza gonfiati.
Torre Annunziata non è nuova a crisi istituzionali profonde. Il Comune è stato sciolto due volte per infiltrazioni camorristiche (1993 e 2022) e una volta per crisi politica (2007). Lo scioglimento del 2022 era seguito alle dimissioni del sindaco Pd Vincenzo Ascione, dopo indagini che avevano portato all’arresto di un dirigente dell’ufficio tecnico e all’emersione di presunti legami con esponenti del clan Gionta negli appalti.
Nel gennaio 2026 lo stesso prefetto Michele di Bari aveva nominato una commissione d’accesso per verificare eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale eletta nel 2024. Il dossier è ancora al vaglio del Viminale: in caso di scioglimento per mafia (art. 143 del Testo Unico Enti Locali), le elezioni potrebbero slittare di due anni.
Con la nomina di Gianfranco Tomao il Comune di Torre Annunziata passa in gestione commissariale. Toccherà al prefetto in quiescenza — esperto di sicurezza e di procedure antimafia — assicurare la continuità amministrativa, gestire l’ordinaria amministrazione e preparare il terreno per il ritorno al voto.La vicenda di Torre Annunziata si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra istituzioni locali, magistratura e governo centrale su come contrastare le persistenti ombre della Camorra in un territorio storicamente segnato dal clan Gionta.
Oggi, con le dimissioni del sindaco e lo scioglimento del Consiglio, si chiude una parentesi durata poco più di due anni e si riapre l’ennesimo capitolo dell’eterna emergenza istituzionale oplontina. Le prossime settimane diranno se lo scioglimento resterà “ordinario” (legato solo alle dimissioni del sindaco) o se il Viminale deciderà di procedere anche con il provvedimento per infiltrazioni mafiose. In entrambi i casi, Torre Annunziata torna commissariata. E l’attesa per una vera discontinuità si allunga ancora