Il caso Maiello

Pomigliano, diffamazione aggravata, chiesto il rinvio a giudizio per l’assessore al personale

Al centro della vicenda le dichiarazioni rese in Consiglio comunale sul comandante della Polizia Locale. I provvedimenti amministrativi contro Luigi Maiello erano già stati annullati da TAR e Consiglio di Stato





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Si intrecciano profili politici, amministrativi e giudiziari nella vicenda che riguarda il Comune di Pomigliano d’Arco e il comandante della Polizia Locale Luigi Maiello. La Procura della Repubblica di Nola ha infatti avanzato una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Marianna Manna, assessore comunale al Personale con l’ipotesi di reato di diffamazione aggravata.

L’iniziativa della magistratura trae origine da alcune dichiarazioni rese pubblicamente durante una seduta del Consiglio comunale, nel corso della quale si discuteva della procedura di decadenza di Maiello dall’incarico di dirigente comandante della Polizia Locale. Una procedura che, nel frattempo, è stata integralmente smontata dalla giustizia amministrativa.

Le parole finite sotto la lente della Procura

Secondo quanto emerge dagli atti, le contestazioni formulate dal pubblico ministero riguarderebbero affermazioni considerate potenzialmente lesive della reputazione professionale del dirigente. Dichiarazioni che sarebbero state pronunciate nel massimo consesso istituzionale cittadino, in una fase particolarmente delicata dello scontro amministrativo interno all’ente.

La vicenda assume rilievo anche perché le argomentazioni richiamate nelle dichiarazioni pubbliche coincidono, in larga parte, con quelle utilizzate dall’amministrazione comunale per giustificare il procedimento di decadenza nei confronti di Maiello.

Il doppio stop dei giudici amministrativi

Sul piano amministrativo, però, la linea del Comune aveva già subito una pesante battuta d’arresto. In un primo momento il provvedimento era stato sospeso in via cautelare dal Tar Campania. Successivamente, i giudici amministrativi hanno annullato nel merito gli atti adottati dall’amministrazione, ritenendoli privi di adeguato fondamento normativo e caratterizzati da carenze motivazionali.

Il successivo ricorso proposto dal Comune davanti al Consiglio di Stato è stato rigettato integralmente, con la conferma delle decisioni di primo grado e dell’illegittimità del provvedimento adottato nei confronti del dirigente della Polizia Locale.

Una pronuncia che ha consolidato definitivamente il quadro giuridico della vicenda amministrativa, lasciando però aperte le conseguenze sul piano istituzionale e personale.

Il nodo politico e istituzionale

L’attenzione si concentra ora sul fatto che quelle stesse argomentazioni già ritenute infondate dalla giustizia amministrativa siano oggi oggetto di valutazione anche in sede penale. Un passaggio che rischia di avere riflessi significativi sull’immagine dell’ente locale e sul clima politico-amministrativo cittadino.

La posizione dell’assessore dovrà naturalmente essere vagliata dal giudice competente nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza e delle garanzie del giusto processo. La richiesta di rinvio a giudizio, infatti, rappresenta una fase preliminare dell’iter processuale e non implica alcun accertamento definitivo di responsabilità.

La posizione di Maiello

Resta però centrale la figura del comandante Luigi Maiello, che per un lungo periodo è stato coinvolto in una complessa controversia amministrativa culminata con l’annullamento degli atti contestati da parte dei giudici amministrativi. Nonostante le pronunce favorevoli ottenute davanti al Tar e al Consiglio di Stato, la vicenda continua a produrre effetti sul piano professionale e istituzionale, anche in relazione al ruolo di comando della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco.

P.B.

In breve

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