L'OPERAZIONE A SCAMPIA

Napoli, intercettato un drone in volo verso il carcere di Secondigliano

I Carabinieri intercettano un carico di hashish e cocaina nel parco "Le Rondini". Arrestato un 31enne e denunciato il complice: il velivolo si era incagliato su un terrazzo.
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A Scampia, i Carabinieri della stazione locale hanno interrotto un tentativo di consegna illecita dall’alto. L’operazione si è svolta all’interno del parco privato “Le Rondini”, in via Bakù. I militari, intervenuti in modo tempestivo, hanno bloccato due uomini intenti a recuperare un drone rimasto accidentalmente incastrato sul terrazzo di un’abitazione durante la fase di volo.

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Il carico agganciato al velivolo

Il sistema utilizzato dai fermati era tecnologicamente studiato per eludere i controlli: il velivolo era equipaggiato con una carrucola elettrica collegata a una bobina con filo da pesca. Al cavo era agganciato un carico consistente, verosimilmente destinato a sorpassare le mura del vicino istituto penitenziario. Sotto sequestro sono finiti 15 panetti di hashish, per un peso complessivo di 778 grammi, un involucro contenente 32 grammi di cocaina e una somma in contanti pari a 195 euro.

Al termine dell’operazione, i militari hanno tratto in arresto un cittadino trentunenne, successivamente trasferito in carcere e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il complice, un uomo di 41 anni, è stato invece deferito in stato di libertà. Le forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato il furgone Fiat Fiorino utilizzato dalla coppia per i loro spostamenti, a causa di sospette contraffazioni del telaio.

I recenti sequestri di droni a Napoli

L’arresto di Scampia si inserisce in un quadro investigativo molto più ampio e attuale che sta impegnando le forze dell’ordine partenopee. Negli ultimi mesi della primavera 2026, si è registrata un’impennata di sequestri simili nei pressi delle principali strutture carcerarie cittadine, dimostrando l’esistenza di una filiera organizzata:

L’escalation a Poggioreale: Solo poche settimane fa, un altro drone ha perso la rotta ed è precipitato in strada nei pressi del carcere di Poggioreale. Trasportava una busta scura contenente 200 grammi di hashish, dosi di crack e tre smartphone di ultima generazione destinati ai detenuti. All’inizio di maggio, altri due velivoli carichi di dispositivi elettronici diretti alla stessa struttura sono stati intercettati e abbattuti dalle autorità.

I precedenti a Secondigliano: Il fenomeno coinvolge attivamente anche il penitenziario di Secondigliano, dove in passato i droni sono riusciti a far atterrare simultaneamente carichi pesanti e fino a dieci cellulari in un singolo volo. Questo trend ha spinto i sindacati di Polizia Penitenziaria a reiterare la richiesta di dotazioni tecnologiche avanzate, come radar a corto raggio e dispositivi jammer per bloccare il segnale radio.

I “piloti” professionisti: Le indagini della DDA confermano che non si tratta di iniziative spontanee. Dietro questi voli operano dei veri e propri “dronisti”, professionisti capaci di governare velivoli con firmware modificati per aggirare i limiti di peso e le no-fly zone, percependo compensi illeciti che, secondo le intercettazioni, possono raggiungere svariate migliaia di euro per ogni volo andato a buon fine.

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Commenti (1)

Articolo utile ma lascia dubbi i detagli son confusi e la cronaca sembra frammentata I carabinieri ha fermato dui ommini che provavano a recuprar un drono incastrato sul terrazz o, col carico che pareva destinato alcarcere Speriamo che linchiesta vada avanti e chiarisca le responsabilita

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