Roma – Omicidio Diabolik: ribaltata la sentenza di primo grado. I giudici della Corte d’assise d’appello di Roma hanno assolto “per non aver commesso il fatto” Raul Esteban Calderon, al secolo Gustavo Alejandro Musumeci. Calderon era stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Fabrizio Piscitelli alias Diabolik, ex capo degli Irriducibili della Lazio ucciso con un colpo di pistola alla testa il 7 agosto 2019 nel Parco degli Acquedotti a Roma.
La decisione è arrivata oggi pomeriggio, 8 maggio. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. È stato cancellato, dunque, il verdetto del primo grado, del marzo 2025, quando invece Calderon era stato condannato all’ergastolo.
Soddisfazione è stata espressa dai legali di Calderon: “Abbiamo sempre creduto nell’assoluzione che ci aspettavamo arrivasse già in primo grado – hanno affermato gli avvocati Gian Domenico Caiazza ed Eleonora Nicla Moiraghi -. Si è trattato di un processo indiziario. Non sono mai esistite prove dirette della responsabilità di Calderon e anzi erano molti gli elementi investigativi che lo scagionavano”.
Rammarico per la sentenza è stato invece espresso dall’avvocato Tiziana Siano, legale della madre e della sorella di Fabrizio Piscitelli: “Esprimiamo rammarico e soprattutto siamo sbalorditi e arrabbiati perché a distanza di 7 anni non abbiamo i mandanti e neanche l’esecutore materiale”, dice Siano. “L’assoluzione – ha continuato – è frutto di errori investigativi. Secondo noi è stato dichiarato inutilizzabile il video e questo fa sì che cade l’impianto accusatorio. Siamo fiduciosi però nell’operato della procura e pretendiamo chiarezza”.
L’omicidio di ‘Diabolik’ in un video: 20 secondi per uccidere Piscitelli
L’omicidio ‘Diabolik’ era stato documentato da un video che mostra come l’agguato si sia consumato in 20 secondi. In un’intervista alla trasmissione Rai ‘Belve’, Rina Bussone, ex compagna di Calderon e testimone del processo, aveva rivelato un suo presunto dialogo con lui dopo che si era diffusa la notizia dell’omicidio di Piscitelli: “Parto per Roma e raggiungo Raul, lui mi porta in camera da letto, abbassa la serranda e mi dice a bassa voce: ho ammazzato Diabolik”, ha raccontato nei giorni scorsi.
In primo grado, a marzo dello scorso anno, i giudici avevano condannato Calderon all’ergastolo, escludendo però l’aggravante del metodo mafioso. Con la sentenza di oggi, invece, non è stata accolta la richiesta della Procura generale, che aveva sollecitato la conferma dell’ergastolo e il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso.
Alejandro Musumeci, alias Calderon, è stato condannato per un tentato duplice omicidio e all’ergastoloper il delitto di ‘Passerotto’ avvenuto a Torvaianica
Calderon, la cui vera identità secondo gli inquirenti è quella di Gustavo Alejandro Musumeci, ha assistito alla lettura del dispositivo collegato dal carcere di Cagliari, dove sta scontando una condanna definitiva a 12 anni per il tentato duplice omicidio dei fratelli Emanuele e Alessio Costantino avvenuto nel luglio 2021 nel quartiere Alessandrino di Roma. Lo scorso marzo, i giudici d’appello hanno invece confermato per Calderon la condanna all’ergastolo, senza il metodo mafioso, per l’omicidio di Selavdi Shehaj, detto “Passerotto”, ucciso sulla spiaggia in località Torvajanica del Comune di Pomezia, nel settembre del 2020.






Un’assoluzionepoliti ci dividerà: per alcuni ingiustizia,per altri innocente. Io resto neutro ma vorrei un resoconto più dettagliat0, i giornali scrivon frettolosamente e spesso sbagliano date e nomi. Se non ci son prove dirette il proceso dovrebbe chiarire ogni pass0.
Il video c’era ma dicono inutilizzabile,e questo crea un vuoto probatorio enorme. L’istruzionepena non ha valutato bene tutte le piste; le testimonianze si contradittano e alcuni particolari non sono stati verificat0. Penso che la procura debba approfondire ancora,ma intanto resta un caos di versioni.
La sentenzasorpresa mi lascia perplesso,pare che la giustizia si sia capovolta ma mancano spiegazioni nette. I giudici ha ribaltato la decisione senza motivazionichiare, la procura dovrebber fare controllipiù approfonditi. Nonci sono ancora i mandanti e restano troppi dubbi procedurali e fatti confusi.