INCHIESTA SUL CALCIO ITALIANO

Inchiesta arbitri, la Procura accelera: nuovi testi in aula

Ascoltati nelle ultime ore i dirigenti di Inter, Lega Serie A e i vertici arbitrali. L'attenzione degli inquirenti si concentra sulle dinamiche di interazione tra le società e l'AIA.





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Milano – Prosegue senza sosta il lavoro della Procura di Milano per fare luce sulle dinamiche che hanno regolato le designazioni arbitrali nel corso della passata stagione di Serie A. Oggi, sabato 9 maggio, il pubblico ministero Maurizio Ascione, titolare del fascicolo che ipotizza presunte irregolarità nelle nomine dei direttori di gara, ha confermato che la prossima settimana il calendario delle audizioni si arricchirà di nuovi testimoni.

La giornata di ieri si è rivelata particolarmente densa al quarto piano del Palazzo di Giustizia: gli inquirenti hanno ascoltato come persone informate sui fatti Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, Dino Tommasi, neodesignatore per la Serie A e B, e Antonio Zappi, ex vertice dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA).

Il focus sulle interlocuzioni e la riunione di San Siro

L’audizione di Schenone, protrattasi per circa tre ore, ha avuto come fulcro l’incontro del 2 aprile 2025, avvenuto allo stadio San Siro. A quella riunione era presente anche l’allora designatore Gianluca Rocchi (attualmente autosospeso e indagato in concorso per frode sportiva insieme al supervisore VAR Andrea Gervasoni). Secondo quanto trapela, le testimonianze raccolte starebbero fornendo elementi preziosi per chiarire il perimetro dei rapporti istituzionali tra i club e i vertici arbitrali.

L’attività investigativa ha preso nuovo slancio dall’analisi delle conversazioni tra Rocchi e Riccardo Pinzani, ex coordinatore dei rapporti con le società per l’AIA e attuale referee manager della Lazio. Ascoltato mercoledì dal pm, Pinzani (che non risulta indagato) avrebbe risposto a domande inerenti alle intercettazioni della primavera 2025.

Sebbene il ruolo di Pinzani prevedesse fisiologicamente un dialogo con i club — i quali possono legittimamente esprimere valutazioni tecniche sui direttori di gara — gli inquirenti mirano a chiarire se tali dinamiche abbiano varcato i confini istituzionali, influenzando in modo inappropriato le scelte del designatore Rocchi.

Il ruolo della Lega Serie A e il nodo VAR

Un ulteriore tassello dell’indagine riguarda il funzionamento operativo della macchina calcistica. In quest’ottica si inserisce l’audizione di Andrea Butti, head of competitions and operations della Lega Serie A. Sentito mercoledì per tre ore come persona informata sui fatti (e non indagato), Butti ha illustrato i meccanismi di definizione dei calendari e le prassi di relazione con i club, forte anche della sua lunga esperienza pregressa come dirigente nerazzurro tra il 2002 e il 2013.

Parallelamente, la Procura sta approfondendo un secondo filone investigativo legato all’International Broadcasting Center (IBC) di Lissone, la centrale operativa del VAR. Sotto la lente ci sarebbero presunte intromissioni esterne o “bussate” alla sala di controllo, un aspetto su cui gli inquirenti intendono fare totale chiarezza.

Le intercettazioni e l’ipotesi investigativa

A destare particolare attenzione investigativa è un’intercettazione del 2 aprile 2025 — giorno della semifinale di andata di Coppa Italia tra Inter e Milan — che registrerebbe un dialogo tra Rocchi e Gervasoni. Secondo l’ipotesi accusatoria, i due avrebbero discusso delle preferenze espresse dalle società riguardo ad alcuni arbitri.

Il focus è su una presunta affermazione in cui si farebbe riferimento al direttore di gara Daniele Doveri come figura “non gradita”. Gli inquirenti ipotizzano che tale dinamica possa aver guidato la successiva designazione di Doveri per impegni differenti (come la gara di campionato Parma-Inter del 5 aprile), al fine di evitarne l’impiego per la semifinale di ritorno del 23 aprile. La Procura sta ora lavorando per identificare con certezza i soggetti citati indirettamente in queste conversazioni, valutando se la figura incaricata di interloquire con i vertici arbitrali possa coincidere con il referee manager interista. Al momento, tuttavia, non vi sono riscontri probatori definitivi in tal senso.

Le partite sotto indagine e il quadro degli indagati

Il fascicolo, aperto nell’ottobre 2024, vede attualmente cinque persone iscritte nel registro degli indagati. Oltre a Rocchi e Gervasoni, figurano gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo (con l’ipotesi di concorso in frode sportiva per alcuni episodi della stagione 2024/25), mentre l’arbitro Daniele Paterna deve rispondere all’ipotesi di falsa testimonianza. A Rocchi e Gervasoni è già stato notificato un avviso di garanzia.

Sono cinque le partite poste sotto la lente d’ingrandimento della Procura:

Serie A: Udinese-Parma, Bologna-Inter (arbitrata da Andrea Colombo, ritenuto dall’accusa profilo “gradito”) e Inter-Verona della stagione 2023-24 (relativamente a un contatto tra Bastoni e Duda).

Coppa Italia: La semifinale di ritorno Inter-Milan.

Serie B: Salernitana-Modena.

Infine, l’attenzione si è concentrata anche su un discusso episodio dello scorso campionato (il contatto Ndicka-Bisseck in Roma-Inter). A tal proposito, è opportuno sottolineare che lo stesso Gervasoni, nel corso del suo interrogatorio davanti ai magistrati, ha categoricamente escluso qualsiasi ipotesi di manomissione degli audio della sala VAR, confermando la regolarità tecnica di quegli specifici flussi di comunicazione.

In breve

Milano – Prosegue senza sosta il lavoro della Procura di Milano per fare luce sulle dinamiche che hanno regolato le designazioni arbitrali nel corso della passata stagione di Serie A.

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