Omicido di Pollica

Omicidio Vassallo, la Procura chiede il processo per il colonnello Cagnazzo

La Procura di Salerno ha proposto appello contro la decisione del Gup che aveva decretato il non luogo a procedere per il colonnello





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Salerno – Omicidio Vassallo: la Procura impugna la decisione di non luogo a procedere e l’estromissione dal processo del colonnello Fabio Cagnazzo, indagato per il concorso nella morte del sindaco ‘Pescatore’.

Una decisione attesa dopo la decisione del Gup del Tribunale di Salerno che il 27 marzo scorso, non aveva ritenuto di disporre il rinvio a giudizio per mancanza di gravi indizi e per l’inattendibilità delle testimonianze dei collaboratori di giustizia nei confronti del colonnello dei carabinieri, indagato per concorso nell’omicidio di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso il 5 settembre del 2010 e la partecipazione ad un’associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti.

La procura chiede alla Corte di Appello di rinviare a giudizio Cagnazzo

La Procura della Repubblica di Salerno, guidata da Raffaele Cantone, in accordo e condivisione con la Procura generale presso la Corte d’Appello, ha depositato ieri appello contro la sentenza del gup del Tribunale di Salerno chiedendo alla Corte di Appello di disporre il rinvio a giudizio per l’unico imputato per il quale era stato disposto il non luogo a procedere.

Stamane la procura ha diffuso una nota a firma  del procuratore generale facente funzione Elia Taddeo e del procuratore Raffaele Cantone nella quale si annuncia il deposito dell’Appello con la richiesta di rinvio a giudizio per Cagnazzo.

Il Gup di Salerno aveva invece rinviato a giudizio l’imprenditore di Scafati Giuseppe Cipriano, l’ex pentito Romolo Ridosso, e l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi, braccio destro di Cagnazzo nei lunghi anni di lavoro alla Caserma di Castello di Cisterna.

La Corte d’Appello deciderà in tempi brevi, in modo da evitare – qualora decidesse per il rinvio a giudizio del colonnello – uno ‘sdoppiamento’ del processo in corso.

Il colonnello arrestato fu scarcerato per l’inattendibilità dei pentiti

Il colonnello fu arrestato per ordine del Tribunale di Salerno e dopo un periodo di detenzione di sette mesi è stato scarcerato, per mancanza di gravi indizi e per l’inattendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia.

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