La rivelazione

Garlasco, impronta 33: un software Nasa per la guerra delle perizie

La difesa di Stasi ha affidato l'analisi dell'impronta che incastrerebbe Sempio ad un tecnica normalmente impiegata dalla Nasa
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Pavia – E’ una guerra all’ultima traccia di sangue quella che si sta conducendo sul caso Garlasco e il coinvolgimento di Andrea Sempio.

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Il dibattito forense è appuntato sulla famosa impronta 33 quella che ha condotto gli inquirenti ad Andrea Sempiio, l’amico del fratello di Chiara Poggi. Quell’impronta che – secondo una perizia disposta dalla Procura di Pavia – non ha i requisiti necessari per essere inconfutabile secondo le leggi italiane ma che in campo internazionale sarebbe ampiamente affidabile e riconosciuta, è stata oggetto di una nuova perizia affidata dai legali di Alberto Stasi.

A rivelarlo nel corso della puntata di Mattino 5 andata in onda oggi 28 maggio è stato il genetista Pasquale Linarello, consulente del team di Stasi.

La difesa di Stasi confuta i risultati della Procura: i consulenti hanno confuso i solchi dell’intonaco con delle impronte

L’analisi dell’impronta è stata effettuata con un software normalmente impiegato dalla Nasa per lo studio cromatico dei corpi celesti. Applicato alle fotografie del reperto, l’algoritmo ha permesso di confrontare le caratteristiche cromatiche dell’impronta 33 con altre due tracce presenti sulla scena del crimine, la 42 e la 45, ritenute pacificamente ematiche per la loro colorazione rossa. Secondo questa analisi tutte e tre le tracce hanno le stesse caratteristici compatibili con la presenza di sangue.

L’obiettivo è dimostrare che l’impronta non è solo di Andrea Sempio che frequentava abitualmente casa Poggi, ma che è stata lasciata dopo l’omicidio di Chiara appunto perchè contiene tracce di sangue.

“La 42 e la 45 sono cromaticamente tracce rosse, lo si vede immediatamente dalle fotografie. Con questo software sono state analizzate due tracce sicuramente ematiche e sono state comparate con una parte dell’impronta 33 – la parte raschiata dal muro, quella superiore, la più marcata dalla ninidrina – che evidentemente presenta le stesse caratteristiche cromatiche, che sono sicuramente ematiche” ha detto Linarello.

Il consulente ha spiegato l’intento della difesa di Stasi: “Vogliamo difendere il lavoro che sta facendo la Procura. I loro consulenti non si possono esprimere pubblicamente, quindi mi trovo a interpretare le relazioni per sostenere il lavoro degli altri. Il Colonnello Iuliano e il dottor Caprioli, a cui si è affidata la Procura, non sono gli ultimi arrivati: non possiamo pensare che due professionisti come loro abbiano confuso i solchi dell’intonaco con delle impronte”, questa è invece la tesi sostenuta dalla difesa di Sempio.

L’avvocato Bocellari: “La consulenza depositata prima della conclusione delle indagini”

L’avvocata Giada Bocellari, che difende Alberto Stasi, aggiunge: «La nostra consulenza è stata depositata poco prima della conclusione delle indagini preliminari e conferma le sperimentazioni che avevamo già condotto. Ci dicevano che i nostri consulenti fossero degli alchimisti, per questo abbiamo scelto di utilizzare un algoritmo certificato”.

Commenti (1)

Ho lettto l’articollo su Garlasco e la cosa mi pare moolto complessa, ma non capisco bene le conclusioni i periti han detto cosi diversi e pare che la stamppa confonde i termni. L’impronta33 è ambiguala, la foto e sfuocata; l’algoritmo della Nasa non prova tuttto forse han usato foto sbagliateo intonaco rovinato che somiglia a sangue. Speriamo che ci sia piu chiaretà presto.

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