

Nella foto, un elemento rappresentativo della vicenda.
La sanità in Campania è appesa a un filo, e non è certo il fil di Arianna a guidarci. Negli ospedali, come all’Ospedale del Mare, il sovraffollamento regna sovrano e le barelle scarseggiano. Chi ha bisogno di cure si trova a dover affrontare attese che sembrano interminabili, come se il tempo fosse un lusso di cui non possiamo più disporre.
I Nas sono entrati in scena, portando un po’ di luce in questa situazione buia. Sì, hanno controllato ambulances e barelle, ma cosa cambierà realmente? Un intervento sporadico in una battaglia che va ben oltre le sole misure di sicurezza. Servono riforme concrete e risorse adeguate per garantire un servizio degno di questo nome.
I cittadini non possono subire passivamente questa crisi. La salute non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto. Quale futuro si prospetta, se ad ogni emergenza la risposta è solo una topica di ispezioni? La cronaca quotidiana ci insegna che la lotta contro la mafia della salute è appena iniziata.
È ora di alzare la voce e chiedere quello che è nostro: strutture sanitarie efficienti, personale adeguato e interventi immediati. Napoli merita di più, e non possiamo permetterci di restare in silenzio. Cosa ne pensi? È giunta l’ora di far sentire la nostra voce contro l’inefficienza?
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