

Nella foto Gianluca Rocchi, Doveri e Colombo
Milano – La gestione delle designazioni arbitrali finisce sotto la lente degli inquirenti. Gianluca Rocchi, attuale designatore dell’Associazione Italiana Arbitri per i campionati di Serie A e B, risulta formalmente iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di concorso in frode sportiva.
Tra i profili di maggiore interesse per l’accusa vi è la presunta manipolazione delle assegnazioni dei direttori di gara in relazione a due specifici impegni dell’Inter nel corso della passata stagione sportiva.
Secondo quanto emerge dagli atti , Rocchi, sfruttando la propria posizione all’interno dell’AIA e operando in concorso con altre figure, avrebbe messo in atto condotte finalizzate a orientare le scelte arbitrali. In particolare, gli inquirenti ipotizzano che durante una partita di Coppa Italia disputata allo stadio San Siro, il designatore abbia concordato l’assegnazione dell’arbitro Andrea Colombo per la successiva gara di campionato Bologna-Inter, andata in scena il 20 aprile 2025. La tesi investigativa si basa sull’ipotesi che il fischietto prescelto fosse ritenuto favorevole alla squadra ospite.
Le carte processuali accendono i riflettori anche su un secondo presunto episodio, risalente alla semifinale di andata di Coppa Italia del 2 aprile 2025. In quel frangente, Rocchi avrebbe adottato una strategia di “schermatura” nei confronti dell’arbitro Daniele Doveri.
L’intento ipotizzato dall’accusa sarebbe stato quello di assegnare Doveri alla direzione della successiva semifinale del 23 aprile, in modo da precluderne tecnicamente l’impiego per i futuri e decisivi match dell’Inter, sia in campionato che nell’eventuale finale della coppa nazionale.
Al di là delle contestazioni mosse dalla Procura, un’analisi oggettiva dei dati statistici offre una prospettiva complementare. Considerando la carriera di Daniele Doveri, l’Inter rappresenta la seconda squadra più diretta (superata solo dal Napoli), con 40 incroci dalla stagione 2012/2013 a oggi. Il bilancio complessivo evidenzia un andamento piuttosto bilanciato: 16 vittorie nerazzurre, 13 pareggi e 11 sconfitte.
Limitando il raggio d’osservazione alle ultime due stagioni, il quadro appare ancora più simmetrico: nelle nove partite dell’Inter arbitrate dal direttore di gara romano si registrano esattamente tre vittorie, tre pareggi e tre sconfitte. Numeri che, sul piano puramente matematico e sportivo, non sembrano restituire anomalie o andamenti unidirezionali nelle sue direzioni di gara.