

Napoli rinnova il contratto di Antonio Vergara fino al 2031
Antonio Vergara, 23 anni, centrocampista del Napoli, rompe il silenzio e lancia un messaggio forte al calcio italiano. In un’intervista al Corriere della Sera, il giocatore napoletano (cresciuto a Frattamaggiore) critica apertamente la mentalità del nostro Paese sui giovani talenti.
«In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions League – dichiara senza mezzi termini – in Italia si parla tanto di talenti, ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo più».
Vergara cita espressamente un nome per rafforzare la sua tesi: Francesco Pio Esposito, attaccante classe 2005 (due anni più giovane di lui), già considerato tra le promesse più luminose del panorama italiano.«Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia», sottolinea il centrocampista azzurro, che vede nei coetanei e nei più giovani una generazione pronta a prendersi la scena.
Il percorso di Vergara negli ultimi mesi è stato fulmineo. A gennaio il piano prevedeva una cessione in prestito, ma una serie di infortuni in rosa ha cambiato tutto.«A gennaio potevo andar via, questi erano i programmi…
Poi quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte», racconta.In poche settimane è passato dall’essere «il signor nessuno» a «il signor qualcuno», come lui stesso sintetizza con ironia e soddisfazione:
«Sono passato dall’essere invisibile a fare le cose di sempre, ma non sono più un invisibile».
Nonostante la concorrenza di campioni affermati, Vergara ha conquistato la fiducia di Antonio Conte con lavoro e personalità.«Gattuso mi ha chiesto di continuare così», rivela riferendosi probabilmente a un precedente allenatore o a un consiglio ricevuto, ma è con Conte che è esploso: «Provo a migliorare ogni giorno.
Ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale, ma ci credo, lavoro».Sugli infortuni che gli hanno aperto le porte da titolare non ha rimpianti né sensi di colpa: «Ci penso tutti i giorni, ma non mi dà fastidio. Nel calcio accade e neanche di rado. Ho avuto la tenacia di stare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l’idea di fare una formazione».
Anche fuori dal campo, Vergara tiene i piedi per terra: «Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho, ai quali il calcio neanche piace». Ma la notorietà è arrivata, e con essa la consapevolezza di aver compiuto un balzo decisivo nella carriera.
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