Rai, lettera di contestazione a Sigfrido Ranucci: nel mirino le dichiarazioni e l’invio di mail riservate a Lavitola

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Roma – Lettera di contestazione a Sigfrido Ranucci per violazione del codice etico interno. La Rai ha inviato all’ex conduttore di Report le contestazioni rilevate dal Comitato Etico dell’azienda innescando di fatto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Tra i rilievi fatti dall’azienda vi sarebbero l’invio di mail interne a soggetti esterni (Valter Lavitola, ndr) e i giudizi espressi nei confronti dei vertici aziendali e dei nuovi conduttori di Report, veicolati sui suoi profili social e nelle dichiarazioni ai giornalisti.

Ora il giornalista ha cinque giorni per rispondere. L’invio della lettera sarebbe avvenuto a seguito della relazione del Comitato Etico, dalla quale – secondo l’azienda – emergerebbero profili rilevanti dal punto di vista disciplinare relativi alla condotta personale del giornalista, che avrebbe violato norme interne. Il procedimento potrebbe portare a un richiamo, una sospensione e in extremis al licenziamento.

L’invio della lettera – secondo fonti aziendali – sarebbe dunque di un atto dovuto, slegato dalla presentazione del ricorso d’urgenza contro la rimozione dalla conduzione di Report da parte di Ranucci.

La lettera sarebbe stata, infatti, protocollata dalla Direzione Risorse Umane lunedì scorso, prima della comunicazione della presentazione del ricorso da parte dei legali di Ranucci. La contestazione riguarderebbe comportamenti come l’invio a soggetti esterni di mail interne, in particolare la circolare inviata a Ranucci dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini; i giudizi espressi nei confronti dei vertici aziendali e nei confronti dei nuovi conduttori di Report, l’accesso non consentito in azienda di soggetti esterni.

L’invio della lettera sarebbe, inoltre, indipendente dall’audit interno che indagherà sulle procedure aziendali seguite nella realizzazione delle inchieste di Report, e quindi su eventuali interferenze di Lavitola, che dovrebbe essere avviato successivamente.

La rimozione dalla conduzione, risponde, invece, secondo l’azienda, a logiche editoriali, essendo stata, tra l’altro, firmata da Corsini e non dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi.

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