È un caso di mobilità sanitaria quotidiana: un genitore di Ercolano accompagna ogni mattina suo figlio, affetto da disturbo dello spettro autistico grave, al centro riabilitativo Anffas di Salerno, percorrendo oltre 50 chilometri sui treni regionali.
Il padre denuncia l’assenza nel territorio di Napoli e provincia di centri pubblici o convenzionati idonei a garantire percorsi terapeutici cognitivo-comportamentali individualizzati (come le metodologie evidence-based e ABA).
Chiede alla Regione Campania l’attivazione immediata di un pulmino attrezzato o di un servizio di trasporto protetto. Per la famiglia, la struttura di Salerno rappresenta l’unica possibilità di accesso a cure e inclusione, ma la terapia diventa una barriera logistica e psicologica quotidiana.
È presente inoltre la testimonianza del genitore sulla necessità di un intervento regionale per evitare una emigrazione sanitaria forzata verso Pontecagnano.



