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Respinto dal bus senza biglietto, bimbo torna a casa in ipotermia dopo 6 km nella neve: aperta inchiesta

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Vincenzo Scarpa
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Avrebbe dovuto salire sull’autobus per tornare a casa dopo la scuola, come ogni giorno. Invece si è ritrovato a camminare per chilometri sotto la neve, da solo, fino ad arrivare a casa stremato e in ipotermia. È la vicenda che vede protagonista un bambino di undici anni nel Bellunese, ora al centro di un’inchiesta della Procura e di un acceso dibattito pubblico.

Il fatto è avvenuto tra San Vito di Cadore e Vodo. Il ragazzino, finita la giornata scolastica, si è presentato alla fermata con il biglietto che aveva sempre utilizzato, dal costo di 2 euro e 50 centesimi. Ma con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina il prezzo della corsa sarebbe salito a 10 euro. Di fronte a quella cifra, non avendo il titolo di viaggio adeguato, non sarebbe stato fatto salire sul mezzo.

A raccontare cosa è successo dopo è la madre, Sole Vatalaro. «Era sfinito e in ipotermia. Piangeva», dice. Il bambino avrebbe percorso a piedi circa sei chilometri lungo la ciclopedonale, in un tratto reso ancora più pericoloso dalla neve non rimossa. «È arrivato congelato, con le labbra blu. I jeans erano bagnati fino alle cosce», aggiunge la donna. Il figlio, spiega, non è riuscito ad avvisare la famiglia perché non può portare il telefono cellulare a scuola.

L’immagine di un ragazzino che cammina da solo, con due zaini sulle spalle e la neve attorno, ha avuto un impatto immediato sull’opinione pubblica. La società di trasporto Dolomiti Bus ha sospeso l’autista coinvolto, mentre la Procura di Belluno ha aperto un fascicolo per chiarire eventuali responsabilità. Anche il mondo politico ha reagito, chiedendo verifiche e spiegazioni su quanto accaduto, proprio mentre il territorio si prepara a un evento sportivo internazionale che dovrebbe essere vetrina di efficienza e accoglienza.

Una vicenda che solleva interrogativi non solo sulle regole tariffarie, ma anche sulle procedure adottate in situazioni che coinvolgono minori, soprattutto in condizioni meteo difficili. E che lascia l’immagine di un bambino tornato a casa «congelato», diventata il simbolo di una storia che nessuno avrebbe voluto raccontare.

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Vincenzo Scarpa

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