Per anni ha timbrato idealmente un cartellino senza mai poter svolgere il proprio lavoro. Non per scelta, ma perché nessuno glielo permetteva. Il Tribunale ha ora messo nero su bianco una vicenda che racconta una forma silenziosa e profonda di mobbing, condannando il Comune di Avellino a risarcire con 70mila euro una sua dipendente con disabilità.
La protagonista della vicenda è Paola De Angelis, assunta nel 2011 dall’ente comunale. Nonostante il regolare stipendio, alla donna non vennero mai assegnate mansioni concrete. Anni trascorsi in una condizione di totale inattività lavorativa, isolata in una piccola stanza della sede comunale, senza compiti, senza ruolo, senza prospettive. Una situazione che, nel tempo, si è trasformata in una vera e propria negazione della dignità professionale.
Due esponenti ritenuti vicini a una presunta “costola” del clan camorristico Pagnozzi sono stati fermati dai carabinieri di Avellino e Benevento, a conclusione di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Napoli. Al centro dell’inchiesta, prestiti usurari con tassi da 20% al giorno e un sistema estorsivo nei confronti di una società che seleziona…
Dopo aver deciso di denunciare pubblicamente quanto stava accadendo, De Angelis ha intrapreso un lungo percorso giudiziario che si è concluso solo ora, a quasi nove anni di distanza, con il riconoscimento delle sue ragioni. Il Tribunale ha stabilito che il comportamento del datore di lavoro ha prodotto un danno reale e risarcibile, condannando il Comune non solo al pagamento dell’indennizzo ma anche alle spese legali.
La sentenza è stata notificata al commissario straordinario Giuliana Perrotta, che per far fronte al risarcimento dovrà ricorrere a un debito fuori bilancio. La stessa commissaria ha annunciato l’avvio di un procedimento interno per valutare eventuali responsabilità disciplinari e possibili profili di danno erariale a carico dei dirigenti comunali coinvolti.
Avellino - Ancora un episodio di violenza all'interno della Casa Circondariale di Avellino, dove il ritrovamento di due telefoni cellulari in possesso di alcuni detenuti si è trasformato in un'aggressione ai danni del personale della Polizia Penitenziaria. Il bilancio è di tre agenti feriti, tutti costretti a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'ospedale "San…
Paola De Angelis risulta tuttora dipendente del Comune di Avellino con il ruolo di funzionaria amministrativa nell’ambito delle politiche sociali, ma al momento si trova in malattia. La sua storia, ora riconosciuta anche da una sentenza, riporta al centro del dibattito il tema del lavoro come diritto sostanziale e non solo formale, soprattutto quando riguarda persone con disabilità e pubbliche amministrazioni chiamate a dare l’esempio.









E’ incredibile come sia potuto accadere una cosa del genere in un ente pubbliche. La storia di Paola De Angelis mette in evidenza delle problematiche che dovrebbero essere affrontate con più attenzione. La dignità lavorativa è un diritto fondamentale.