

Tanti italiani a letto con l'influenza
Non è ancora Natale, ma l’Italia è già a letto. La stagione influenzale 2025 ha subito un’accelerazione brutale nell’ultima settimana, trascinata da quella che gli esperti hanno ribattezzato la “variante europea”: il Ceppo K del virus A/H3N2.
Secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, sono 816 mila gli italiani colpiti da infezioni respiratorie acute in soli sette giorni, un balzo di 100 mila unità rispetto alla rilevazione precedente.
A preoccupare le autorità sanitarie non è la letalità del virus, che resta sovrapponibile alle stagioni passate, ma la sua incredibile velocità di diffusione. Il Ceppo K presenta un vantaggio evolutivo che ne facilita il contagio, rendendo vana, in molti casi, la barriera immunitaria contro l’infezione, sebbene i vaccini stiano reggendo bene l’urto per quanto riguarda la prevenzione delle forme gravi e dei ricoveri.
Mentre il Regno Unito intravede la luce in fondo al tunnel con una prima flessione della curva, il resto del continente è nel pieno della tempesta. In Germania i malati sono 7 milioni, in Francia i pronto soccorso sono presi d’assalto (6,2% degli accessi totali) e in Spagna la mortalità tra i ricoverati ha raggiunto il 4,1%.
Il caso Campania: un’impennata che fa tremare la rete ospedaliera
Se il Nord Italia sembra al momento gestire l’afflusso, è nel Mezzogiorno che si registra la criticità maggiore. La Campania, insieme alla Sardegna, è la regione che ha mostrato l’impennata più violenta e improvvisa.
Diverse sono le determinanti che stanno rendendo la regione un “caso” nazionale in queste ore:
Alta densità abitativa: Nelle aree metropolitane, in particolare a Napoli e nell’hinterland, la velocità di trasmissione del Ceppo K ha trovato terreno fertile.
Contatti intergenerazionali: La forte coabitazione tra giovani (vettore principale del virus) e anziani sta portando a un rapido trasferimento del contagio verso le fasce più fragili della popolazione.
Pressione sui Pronto Soccorso: Negli ospedali cardine come il Cardarelli di Napoli e il San Giuseppe Moscati di Avellino, si registra già un incremento significativo degli accessi per complicazioni respiratorie, spesso legate a sovra-infezioni batteriche.
Le autorità sanitarie regionali segnalano che, nelle ultime 48 ore, le chiamate al 118 per crisi respiratorie sono aumentate del 25%. Il timore principale riguarda le festività imminenti: i pranzi e le cene di Natale rischiano di trasformarsi in eventi “super-diffusori”, portando il sistema sanitario regionale vicino al punto di rottura proprio nei giorni di festa.
Nonostante il Ceppo K riesca talvolta a “bucare” la protezione vaccinale contro l’infezione lieve, l’ISS ribadisce l’importanza della profilassi. I dati dimostrano che chi è vaccinato evita quasi sempre il ricovero. Con il Molise unica isola felice ancora non raggiunta dall’epidemia, il resto d’Italia si prepara a un Natale di clausura forzata, sperando che, come accaduto a Londra, il picco sia vicino.
Il consiglio degli esperti: In caso di sintomi, evitare di affollare i pronto soccorso se non strettamente necessario (difficoltà respiratorie gravi) e consultare telefonicamente il medico di medicina generale per evitare di saturare le strutture d’emergenza.
Dal 19 al 28 luglio il bosco cittadino di Pontecagnano Faiano ospiterà WoodFest 2026, un… Leggi tutto
Il coro degli alunni dell’Istituto Comprensivo Sabatino Minucci ha messo la propria voce nel brano… Leggi tutto
Un’importante operazione della Polizia Penitenziaria ha portato al sequestro di droga nascosta nell’infermeria della Casa… Leggi tutto
Le truffe agli anziani rappresentano un fenomeno in crescita e spesso coinvolgono anche minorenni esperti.… Leggi tutto
ATLANTA – Novanta minuti non sono bastati per raccontare una sfida che, ancora una volta,… Leggi tutto
Ischia - Avevano 180 euro in tasca come rimborso spese per la trasferta e le… Leggi tutto