GENOVA – Otto anni dopo il crollo del Ponte Morandi, costato la vita a 43 persone, è arrivato il momento del verdetto. Domani il Tribunale di Genova pronuncerà la sentenza di primo grado al termine di uno dei processi più complessi e imponenti della storia giudiziaria italiana.
Davanti alla Corte sono comparsi 57 imputati tra ex dirigenti e tecnici di Autostrade per l’Italia e della controllata Spea, incaricata delle manutenzioni, oltre a funzionari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le contestazioni, a vario titolo, spaziano dal crollo doloso all’omicidio colposo plurimo, dall’attentato alla sicurezza dei trasporti al falso, fino all’omissione di atti d’ufficio e all’omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Secondo la Procura di Genova, il cedimento del viadotto sarebbe stato provocato da una manutenzione insufficiente. I pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi sostengono che i vertici di Autostrade per l’Italia e di Spea avrebbero consapevolmente ridotto gli investimenti destinati alla manutenzione per incrementare i profitti e distribuire maggiori dividendi agli azionisti. Complessivamente l’accusa ha chiesto condanne per circa 400 anni di reclusione.
L’imputato principale è l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e Atlantia, Giovanni Castellucci, per il quale la Procura ha chiesto una condanna a 18 anni e sei mesi di carcere. Per l’ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, Michele Donferri Mitelli, la richiesta è di 15 anni e sei mesi.
Castellucci sta già scontando nel carcere di Opera la condanna definitiva a sei anni di reclusione per la strage del bus precipitato dal viadotto Acqualonga, ad Avellino, il 28 luglio 2013, nella quale morirono 40 persone.
Il procedimento, iniziato il 7 luglio 2022, si è sviluppato attraverso 284 udienze. In aula sono stati ascoltati 282 testimoni e quattro periti, mentre le parti civili ammesse sono state inizialmente 214, poi ridotte a 168 dopo alcune rinunce.
Impressionanti anche i numeri dell’istruttoria: 112 capi d’imputazione, 67 difensori degli imputati, 33 legali delle parti civili, oltre 24mila pagine di trascrizioni, più di 10mila pagine di verbali e una mole documentale superiore ai 12 terabyte tra atti, fotografie e video.
L’ultima udienza inizierà domani mattina alle 9.30 nell’aula magna del Tribunale di Genova. Dopo la camera di consiglio del collegio presieduto da Paolo Lepri, con i giudici Ferdinando Baldini e Fulvio Polidori, è attesa nel pomeriggio la sentenza destinata a chiudere il primo grado di uno dei processi simbolo della storia recente italiana.





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