Premio Landolfo: dall’amianto alla Terra dei Fuochi, storie di verità e impegno

Martedì 18 novembre a Napoli la XIV edizione. In primo piano le inchieste scomode e un premio alla memoria per Fabio Postiglione. Bartoli (OdG nazionale) e Costante (FNSI) in prima fila.
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Napoli – Il giornalismo che non ha paura di guardare nelle pieghe più oscure del territorio, dall’emergenza amianto al dramma eterno della Terra dei Fuochi. E quello che, all’opposto, racconta le eccellenze, l’innovazione e la rinascita. Sono questi i temi al centro della quattordicesima edizione del Premio di Giornalismo “Francesco Landolfo”, in programma martedì 18 novembre alle 11 nella sede dell’Istituto di Cultura Meridionale a Palazzo Arlotta.

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Un’edizione che si annuncia ricca di emozioni, con un momento particolarmente toccante dedicato alla memoria di Fabio Postiglione, storico giornalista del Corriere della Sera e per 18 anni cronista del Roma, scomparso prematuramente. Alla cerimonia, che vedrà la presenza di autorevoli rappresentanti della categoria come il presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine, Carlo Bartoli, e la segretaria generale della FNSI, Alessandra Costante, saranno premiati i lavori che si sono distinti per rigore e capacità di inchiesta.

A vincere, spesso a pari merito, sono state indagini scomode e reportage di profondo impatto sociale. Per la carta stampata, trionfano l’inchiesta shock di Giulia Di Leo per La Stampa “Amianto, la strage infinita. E i nuovi malati sono sempre più giovani” e il progetto “SalvaTerra” di Francesco Parrella (Corriere Extra).

Nel campo radio-televisivo, vengono premiati Andrea Ruberto per “La beffa della Terra dei Fuochi” (Fuori dal coro, Rete Quattro) e Rossella Strianese con “Il mare negato di Napoli est: sognando l’eterna bonifica” (Tg news, Ottochannel). Sul web, si impongono Giorgia Colucci con un servaggio sull’imprenditoria femminile in agricoltura (Il Sole 24 Ore) e Giulia Martelli con il suggestivo “Che rumore fa la biodiversità?” per Arpa Campania Ambiente.

Spazio anche al giornalismo di comunità: a Efrem Tassinato va la Targa Gianpaolo Necco per il suo impegno con Wigwam News. Quattro, infine, le menzioni speciali della giuria, che raccontano un Sud fatto di volontariato, parchi e eccellenze enogastronomiche.

Il Premio, promosso dal quotidiano “Roma”, dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, dal Sindacato Unitario Giornalisti della Campania e dall’Arga Campania, mantiene viva la memoria di Francesco Landolfo, segretario dell’Ordine regionale e figura di spicco del giornalismo campano scomparso nel 2006, e di Gianpaolo Necco, artefice del rilancio dell’Arga regionale.

Commenti (1)

L’articolo parla di un premio di giornalismo importante e sembra che ci siano molte iniziative interessanti. È bello vedere riconosciuti i giornalisti che si impegnano a raccontare verità scomode, anche se non sempre è facile fare questo lavoro.

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