Castellammare, ubriaco sfonda il vetro del triage al pronto soccorsoe aggredisce le guardie

In manette è finito un uomo di 49 anni di Torre del Greco
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Una notte di caos e violenza quella trascorsa al pronto soccorso dell’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.

Protagonista del brutto episodio un 49enne di Torre del Greco, Pasquale Visciano, già noto alle forze dell’ordine, che ha scatenato la sua ira contro la struttura sanitaria e il personale di sicurezza.

La lite per l’attesa e l’escalation di violenza

Tutto sarebbe nato da un banale motivo: l’uomo, accompagnando la moglie al pronto soccorso con un codice bianco (il meno urgente), non avrebbe sopportato i tempi di attesa.

In preda a quello che sembra essere stato un raptus – forse amplificato dall’alcol – Visciano ha prima sfondato con un pugno la parete in vetro che divide il triage dalla sala d’attesa, poi ha aggredito tre guardie giurate intervenute per calmare la situazione.

L’intervento dei carabinieri

Allertati dall’allarme scattato in ospedale, i militari della compagnia di Castellammare sono intervenuti tempestivamente. Dopo aver bloccato l’uomo in preda all’ira, lo hanno arrestato con l’accusa di lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Visciano, nato a Torre del Greco il 24 marzo 1976, è stato trasferito nel carcere di Poggioreale dove attenderà il processo.

L’accaduto riporta l’attenzione su due problemi cronici del nostro sistema sanitario: da un lato le lunghe attese al pronto soccorso, dall’altro la sicurezza del personale sanitario sempre più spesso oggetto di aggressioni. Solo poche settimane fa un episodio analogo si era verificato in un ospedale del napoletano.

Il direttore sanitario dell’ospedale San Leonardo, raggiunto per un commento, ha espresso solidarietà al personale aggredito: “Condanniamo fermamente questi atti di violenza. I nostri operatori lavorano in condizioni spesso difficili e meritano rispetto. Stiamo valutando misure per aumentare la sicurezza”.

Intanto la parete in vetro distrutta è già stata sostituita, ma il segno lasciato da questa notte di follia rimane nell’umore degli operatori che, ancora una volta, si sono trovati a fare i conti con l’aggressività di un utente.

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