Una storia di dolore e rinascita si è consumata ad Avellino. Sakil, un uomo di 26 anni originario del Bangladesh, è deceduto ieri pomeriggio all’Ospedale Moscati dopo alcuni giorni di lotta per le gravi ferite riportate in un incidente sul lavoro.
Il giovane era rimasto gravemente ferito mentre controllava il funzionamento di una giostra in fase di installazione a Lioni. La notizia della sua morte ha colpito profondamente la comunità locale e non solo. Nel frattempo, a migliaia di chilometri di distanza, in Bangladesh, la moglie di Sakil ha dato alla luce una bambina. La nuova vita arriva come un segno di speranza e continuità.
La notizia è stata condivisa con don Gelsomino Spatola, parroco di Lioni, da un cugino del giovane. Il sacerdote ha suggerito di chiamare la piccola Fatima, un nome che unisce tradizioni cristiane e islamiche. “Questa bambina è un po’ figlia della nostra comunità. Non lasceremo sola né la madre né la piccola”, ha dichiarato don Spatola, esprimendo il sentimento di solidarietà della comunità verso la famiglia colpita dalla tragedia. Un evento drammatico che si intreccia con la vita che si rinnova, ricordando quanto fragile e preziosa sia ogni esistenza.






Notizia toccante, mi pare, ma resta ambiguo tant cose: il ragazzo era 26 annni, lavorava alla giostra e poi succede l’incidente. La comunità han mostrato solidarietá ma si vedranno i fatti, e la neonata sembra un segno di speranzaa, ma non basta. Nonlasceranno la madre..