Dopo la convincente vittoria per 5-0 contro il Palermo in Coppa Italia, Giacomo Raspadori, attaccante del Napoli, ha analizzato la prestazione della squadra, evidenziando l’importanza di mantenere una mentalità vincente e di lavorare con costanza per crescere ulteriormente: “Stiamo cercando di costruire una mentalità vincente,” ha detto ai microfoni di Mediaset.
“Penso che avere continuità nei 90 minuti sia una delle cose più difficili ma anche fondamentale.Siamo riusciti ad avere questa concentrazione per tutta la partita e questo è un segnale positivo.” Raspadori, protagonista di una buona prestazione e autore di un assist per Ngonge, ha voluto sottolineare l’importanza dell’attenzione e della determinazione anche in partite che, guardando il risultato, possono sembrare scontate.
“Dal risultato questa sembra una partita facile, ma è proprio in queste gare che serve maggiore attenzione,” ha spiegato l’attaccante. “Non dobbiamo rilassarci.
Dobbiamo lavorare così, mantenendo alta la concentrazione e continuando a crescere come gruppo.” Sul reparto offensivo del Napoli, che si è dimostrato particolarmente prolifico in questa occasione, Raspadori mantiene un approccio cauto: “Penso sia presto per dire che il reparto è completo, ma siamo consapevoli di essere una squadra forte.La cosa importante è non smettere mai di lavorare e di migliorarsi.”
Il giovane attaccante azzurro ha preferito non fare paragoni con la scorsa stagione. “Non c’è bisogno”, ha affermato. “Sappiamo quello che dobbiamo fare e sappiamo di dover lavorare duramente.
Possiamo fare ancora meglio di quanto fatto finora e dobbiamo continuare con questo entusiasmo per costruire il nostro futuro.”
Uno sfogo a caldo, catturato dalle telecamere, rischia ora di trasformarsi in un caso disciplinare. Antonio Conte è finito nel mirino della Procura federale dopo un insulto rivolto all’arbitro Manganiello durante la sfida di Coppa Italia tra Napoli e Como. L’episodio è legato alla mancata espulsione del difensore Ramon, graziato dal secondo cartellino giallo in una fase concitata del match.
Dalle immagini si vede chiaramente l’allenatore azzurro protestare con veemenza dalla panchina e pronunciare una frase inequivocabile: «Almeno vallo a vedere, testa di c…». Parole che non sarebbero state percepite né dal direttore di gara, distante dall’area tecnica, né dal quarto uomo, ma che sono state registrate dall’audio ambientale della produzione televisiva. Il filmato ha iniziato rapidamente a circolare online, fino ad arrivare sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè.
Antonio Conte mastica amaro, ma sceglie la strada dell’orgoglio e della franchezza dopo l’eliminazione del Napoli dalla Coppa Italia per mano del Como ai calci di rigore. Il tecnico azzurro parte dalla prestazione dei suoi, messi a dura prova da una situazione che definisce senza giri di parole complicata. «Onore ai ragazzi, perché non era assolutamente una partita semplice. Affrontavamo un Como in totale organico e che veniva da dieci giorni di pausa. Noi, invece, abbiamo giocato una gara dispendiosa contro il Genoa. Anche oggi eravamo senza un’altra pedina come McTominay. Stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali».
Conte non si nasconde dietro un dito e torna anche sul tema arbitrale, pur provando a non trasformarlo nell’alibi principale. «Non voglio parlare sempre di arbitri. Ogni partita c’è sempre qualcosa o qualcuno che si lamenta. Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Spero si possa migliorare la situazione: alla fine, sono tutte le squadre a lamentarsi. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il Var». Parole che fotografano un malcontento diffuso, non solo in casa azzurra.
Sergi Roberto, uno degli uomini d’esperienza dello spogliatoio lariano, non nasconde l’orgoglio per la qualificazione in semifinale di Coppa Italia arrivata al termine di una lunghissima serie di rigori contro il Napoli. «Sono molto orgoglioso per il traguardo raggiunto. Come squadra siamo molto uniti e stiamo lavorando tantissimo. Sono fiero di far parte di questa famiglia», ha raccontato il centrocampista, sottolineando lo spirito che tiene insieme un gruppo giovane ma ambizioso.
L’ex Barcellona ha poi acceso i riflettori sull’aspetto emotivo della serata. «Oggi c’erano tanti giovani che si sono ritrovati per la prima volta a giocare un quarto di finale di una Coppa. Io stesso ero nervosissimo», ha ammesso, dando la misura della tensione vissuta in campo prima e durante la lotteria dal dischetto. Una tensione trasformata però in energia positiva, capace di spingere il Como oltre l’ostacolo di uno stadio caldissimo e di un avversario di altissimo livello.
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