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COPPA ITALIA DI ZONA

Karting, a Sarno la prima gara ufficiale sul nuovo tracciato

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E’ stato, quello appena trascorso, un fine settimana carico di adrenalina e passione al Circuito Internazionale Napoli di Sarno che ha ospitato il quarto round della Coppa Italia di Zona e, per la prima volta, ha presentato il nuovo layout dopo i lavori completati in tempi record. La più importante competizione regionale, che da qualche anno assume la denominazione di Coppa di Zona, per l’occasione ha aperto le porte anche ai piloti delle regioni limitrofe che, a loro volta, si sono confrontati sul tracciato sarnese con validità riservata alla zona calabro lucana.

Oltre 110 i piloti al via, allo stato dell’arte delle attività di base, un record per la disciplina del karting. Paddock animato da una sana competitività e gare in pista che hanno offerto spettacolo e divertimento al numeroso pubblico accorso per l’occasione a riempire le tribune del circuito stagliato ai piedi del Vesuvio. L’occasione, inoltre, è stata ideale per ricordare Salvatore Corrado, collaboratore storico del circuito, prematuramente scomparso qualche anno fa.

Il Circuito Internazionale Napoli, da anni ormai, si attesta tra le strutture di eccellenza del panorama kartistico internazionale, con le più importanti competizioni mondiali che fanno tappa nell’agro con continuità da oltre un decennio. L’appeal offerto dal tracciato ed un movimento regionale rianimato da una promozione efficace sul territorio hanno permesso alla tappa numero quattro del campionato regionale di assumere una rilevanza assoluta nell’economia della stagione sportiva campana. Il tutto con il valore aggiunto della trasmissione in diretta dell’intera giornata che ha raggiunto appassionati in ogni parte del mondo.

Con un parterre eterogeneo di partecipanti che si è diviso equamente tra giovani promesse e piloti più esperti, il programma delle gare ha consegnato dieci finali dall’alto tasso di spettacolarità. A conquistare la vittoria nelle rispettive finali sono stati: Ryan Di Munno (Team Pirozzi – cat. Mini Gr3 Under10) – Domenico Albanese (Team Nitto – cat. Mini Gr3) – Giuseppe Piccolo (Team GP Racing Kart – cat. OKN Junior) – Francesco Pio Scognamiglio (Team Ankart Racing Kart – cat. OKN) – Ermanno Quintieri (Team KRS – cat. Kz2) – Michele Astarita (Team Iscaro – cat.KzN Rookie) – Aniello Di Biase (Team LG Motorsport – KzN Over) – Lorenzo Bruno (Team Laudato Racing – cat.Rotax Mini) – Francesco Palladino (Team Laudato Racing – cat.Rotax DD2) – Marco Valestra (Team Laudato Racing – cat. Rotax DD2 Master) – Vincenzo Spina (Team GC85 Racing – cat.Rotax Max) – Lorenzo Rovina (Team Iscaro – cat.X30 Junior) – Luigi Colasanto (Team TMotorsport – cat.X30 Senior). Resta Sub Judice la finale della classe KzN Under che dovrà attendere gli esiti di un appello prima di consegnare il risultato ufficiale.

Il trend della stagione corse in Campania pare in evidente ascesa e, ancora per questo appuntamento, l’impressione è che il mondo del motorsport regionale stia trovando nuova linfa in iniziative votate all’aggregazione ed al coinvolgimento di tutte le parti di uno spettacolo sempre più affascinante. Prossimo appuntamento con la Coppa Italia di Zona il 9 Giugno al Kartodromo beneventano di Morcone per il penultimo appuntamento stagionale.

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Sarno piange Gaetano Russo, il panettiere ucciso: rabbia e lacrime ai funerali

di Vincenzo Scarpa 11 Febbraio 2026 - 19:22 19:22

Un silenzio carico di dolore, rotto solo dagli applausi e dalle lacrime. Sarno si è fermata per dare l’ultimo saluto a Gaetano Russo, il panettiere di 61 anni ucciso a coltellate la scorsa settimana all’interno del suo negozio di alimentari e panificio in piazza Sabotino. Nel pomeriggio il duomo di Episcopio si è riempito di persone arrivate per stringersi attorno alla famiglia e rendere omaggio a un uomo che in tanti ricordano per la sua gentilezza e disponibilità.

Sulle magliette bianche indossate da amici, conoscenti e semplici cittadini spiccava una scritta rossa, «Vogliamo giustizia per Gaetano», accompagnata dalla foto sorridente del commerciante. Un messaggio semplice e diretto, diventato il simbolo di una comunità scossa da una morte violenta che ha colpito nel cuore la quotidianità del paese.

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Uno sfogo a caldo, catturato dalle telecamere, rischia ora di trasformarsi in un caso disciplinare. Antonio Conte è finito nel mirino della Procura federale dopo un insulto rivolto all’arbitro Manganiello durante la sfida di Coppa Italia tra Napoli e Como. L’episodio è legato alla mancata espulsione del difensore Ramon, graziato dal secondo cartellino giallo in una fase concitata del match.

Dalle immagini si vede chiaramente l’allenatore azzurro protestare con veemenza dalla panchina e pronunciare una frase inequivocabile: «Almeno vallo a vedere, testa di c…». Parole che non sarebbero state percepite né dal direttore di gara, distante dall’area tecnica, né dal quarto uomo, ma che sono state registrate dall’audio ambientale della produzione televisiva. Il filmato ha iniziato rapidamente a circolare online, fino ad arrivare sul tavolo del procuratore federale Giuseppe Chinè.

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Antonio Conte mastica amaro, ma sceglie la strada dell’orgoglio e della franchezza dopo l’eliminazione del Napoli dalla Coppa Italia per mano del Como ai calci di rigore. Il tecnico azzurro parte dalla prestazione dei suoi, messi a dura prova da una situazione che definisce senza giri di parole complicata. «Onore ai ragazzi, perché non era assolutamente una partita semplice. Affrontavamo un Como in totale organico e che veniva da dieci giorni di pausa. Noi, invece, abbiamo giocato una gara dispendiosa contro il Genoa. Anche oggi eravamo senza un’altra pedina come McTominay. Stiamo andando oltre le nostre potenzialità attuali».

Conte non si nasconde dietro un dito e torna anche sul tema arbitrale, pur provando a non trasformarlo nell’alibi principale. «Non voglio parlare sempre di arbitri. Ogni partita c’è sempre qualcosa o qualcuno che si lamenta. Sicuramente non è una buona stagione per gli arbitri. Spero si possa migliorare la situazione: alla fine, sono tutte le squadre a lamentarsi. Così come miglioriamo noi le nostre squadre, penso che anche Rocchi debba migliorare i suoi arbitri e il Var». Parole che fotografano un malcontento diffuso, non solo in casa azzurra.

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