“Ora in nazionale mister. Vado io a coltivarti la terra, portaci il mondiale tu”. E’ solo uno dei tanti commenti dei tifosi italiani che da ore stanno invadendo i profili social di Luciano Spalletti, da quando il suo nome è stato accostato a quello della Nazionale dopo le dimissioni di Roberto Mancini.
“L’Italia chiamò”, scrive Ranz_56 su Instagram rispondendo a una foto postata dal tecnico nove settimane fa, nella quale inquadra il suo ufficio con le maglie da calcio collezionate e che da quest’anno vanta anche il tricolore del Napoli campione d’Italia sul letto.
Gianfranco Zola torna a vestire l'azzurro, questa volta fuori dal campo. L'ex campione della Nazionale entra a far parte del Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili, incarico fortemente voluto dal presidente della Figc Giovanni Malagò e dal presidente del Club Italia Claudio Ranieri. La nomina completa l'organigramma della struttura…
Poi c’è anche chi dà la trattativa con la Figc già per fatta, facendogli gli auguri per la sua prossima avventura. “Buona nazionale mister”. Insomma, l’operazione Spalletti commissario tecnico dell’Italia riscuote il favore popolare del tifo che da 24 ore chiede all’ex Napoli di accettare la panchina azzurra.
L’avvocato Grassani parla dell’ipotesi Spalletti ct della Nazionale
“La clausola impegna il Napoli e Spalletti, nessun altro. Poi non è vietato che un club o una federazione, interessati a ingaggiare l’allenatore, possano surrogarsi al tecnico, versando l’importo”. Così l’avvocato ed esperto di diritto sportivo, Mattia Grassani, commenta all’ANSA, i contorni della clausola di non concorrenza tra Spalletti e De Laurentiis.
Brutta disavventura per Igli Tare, ex dirigente di Milan e Lazio, vittima di un furto mentre rientrava in treno a Roma dopo aver partecipato ai funerali di Franco Baresi, celebrati ieri a Milano. Il colpo, però, è durato poco: la borsa è stata recuperata grazie al rapido intervento della Polizia di Stato. Secondo quanto reso…
“Spalletti è padrone del suo destino – aggiunge – Se si colloca in un club piuttosto che in una federazione, quella somma è dovuta. Oppure resta fermo”. Secondo Grassani, “la clausola aveva lo scopo di ristorare il Napoli qualora Spalletti non avesse mantenuto la promessa di fermarsi per un anno, nella prospettiva che ci fosse una società concorrente. Nessuno – conclude – pensava a una federazione. E la Figc mai ha pagato un club per un allenatore. Questo è lo scoglio politico da superare”.









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