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Affare Cirio Castellammare: il 30 giugno il processo a Cesaro, Pentangelo

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Il 30 giugno prossimo compariranno davanti ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata per la prima udienza del processo per il business della riqualificazione dell’ex area Cirio di Castellammare di Stabia.

Si tratta dei due ex parlamentari di Forza Italia, Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo. Con loro alla sbarra ci sono l’ingegnere Antonio Elefante, progettista della mega opera edilizia e Maurizio Biondi, che all’epoca dei fatti contestati era commissario ad acta nominato dall’ente Provincia di Napoli, oggi Città Metropolitana.

Gli episodi contestati (e per i quali fu chiesta la custodia cautelare ai domiciliari sia per Cesaro sia per Pentangelo) riguardano due presunti episodi di corruzione in relazione al futuro del complesso immobiliare dell’ex Cirio di Castellammare di Stabia.

La richiesta di arresto dei due parlamentari fu annullata dal Riesame per l’inutilizzabilita’ delle intercettazioni ed impugnata dalla Procura in Cassazione. Gli ermellini diedero ragione agli inquirenti di Torre Annunziata, spingendo nuovamente il Riesame ad esprimersi sulla richiesta, ancora una volta pero’ annullata, stavolta perche’ a distanza di due anni non sarebbero piu’ sussistite le esigenze cautelari.

Al centro dell’inchiesta vi è però la nomina pilotata di Maurizio Biondi quale commissario ad acta( provvedimento firmato nel 2014 da Antonio Pentangelo all’epoca vice presidente facente funzione della provincia di Napoli) per il rilascio del permesso a costruire nell’ex area Cirio.

 L’ingegnere Elefante faceva la “cresta” sulle mazzette

Ma nell’inchiesta c’è anche l’architetto Antonio Elefante, direttore tecnico dell’operazione Cirio e tramite con Biondi. Elefante-secondo le accuse- dettava i tempi della procedura  ma soprattutto è autore di due clamorose “creste” sulle mazzette a Biondi. Una volta invece di consegnare 10mila euro ne consegna 7 e una secondo volta addirittura 5 invece dei 10.

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