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Neonato in pericolo di vita salvato dai medici della Campania e del Lazio

Il piccolo di 50 giorni è stato stabilizzato al Moscati di Avellino e trasferito al Bambin Gesù di Roma

    Neonato in pericolo di vita salvato dai medici della Campania e del Lazio. Il piccolo di 50 giorni è stato stabilizzato al Moscati di Avellino e trasferito al Bambin Gesù di Roma

    Il piccolo Marco Lorenzo è nato l’8 agosto scorso in una clinica privata. Le sue condizioni sono apparse subito molto gravi.

    Di fronte al repentino peggioramento del quadro clinico, due giorni dopo, ne è stato disposto il trasferimento nella terapia intensiva neonatale dell’azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, dotata di tutti i dispositivi necessari per trattamenti adeguati dell’ipertensione polmonare.

    Lo staff del responsabile della Neonatologia, Sabino Moschella, ha immediatamente attivato tutte le procedure del caso, somministrando ossido nitrico e farmaci off-label.

    “Ci siamo però resi conto – racconta Moschella – che il neonato rispondeva solo temporaneamente ai nostri interventi terapeutici e che non avrebbe retto a lungo perché l’ipertensione polmonare era severissima. L’unica speranza era provare con l’Ecmo. E bisognava fare presto”.

    In Campania non ci sono strutture sanitarie attrezzate per impiantare a pazienti di età pediatrica l’Ecmo (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), il macchinario che vicaria le funzioni dei polmoni e del cuore attraverso la circolazione extracorporea. I neonatologi dell’azienda Moscati hanno quindi preso contatti con i colleghi dell’ospedale Bambin Gesù di Roma.

    È iniziata una corsa contro il tempo: mentre da Roma partiva L’Unità mobile Ecmo pediatrica, ad Avellino si teneva in vita il piccolo Marco Lorenzo e, contemporaneamente, si sistemavano gli spazi per allestire una piccola sala operatoria all’interno della Tin e, grazie alla collaborazione del Servizio Immunotrasfusionale e della Farmacia ospedaliera, si disponevano gli emoderivati e i farmaci per procedere tempestivamente.

    L’ambulanza del Bambin Gesù è arrivata la sera del 10 agosto. A bordo, due cardiochirurghi, due anestesisti, due perfusionisti, un ferrista e due infermieri: l’équipe che al secondo piano della città ospedaliera ha effettuato l’intervento, durato circa due ore. Subito dopo, il piccolo Marco Lorenzo, attaccato alla macchina che gli consentiva di respirare, è stato trasferito nella Terapia intensiva del Bambin Gesù sempre a bordo dell’ambulanza dell’Unità mobile Ecmo.

    “Siamo rimasti in costante contatto con Roma – sottolinea il direttore generale dell’azienda Moscati, Renato Pizzuti – e finalmente ci è stato comunicato che oggi Marco Lorenzo sarà dimesso in buone condizioni. La sua storia è un forte esempio di come una rapida ed efficace collaborazione anche di strutture di regioni diverse possa risolvere i casi più complessi e all’apparenza disperati. Con il piccolo Marco le maglie della rete dell’emergenza non hanno conosciuto confini e l’integrazione di competenze tra specialisti gli ha salvato la vita”.

     

     

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