Gricignano di Aversa,Blitz anti-droga dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, 105 chili di cocaina sequestrati.
A finire in manette un 51enne incensurato di Sant’Antimo. E’ l’alba quando i carabinieri insieme alle unità cinofile entrano nella villetta di Gricignano di Aversa dove l’uomo abita con la moglie.
Nel garage una lavastoviglie ancora imballata. Non è vuota. Al suo interno non ci sono piatti da lavare ma 50 pacchi di cocaina. Riportano diversi simboli, numeri e scritte e su qualcuno anche un logo che richiama quello di un noto fast-food americano.
Nella villa di Gricignano di Aversa trovata cocaina per 8 milioni di euro
Le ricerche non terminano lì e poco dopo, sotto una botola nel vano scale della villa, ancora altra droga. 40 pacchi della stessa sostanza che porta il conto totale a 105 chili di cocaina pura, ancora da “tagliare”. Un bottino che sul mercato avrebbe fruttato circa 8 milioni di euro. L’arrestato ora è in carcere in attesa di giudizio.
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I carabinieri continuano le indagini per risalire ai clan ai quali l’uomo faceva riferimento. E’ evidente che l’incensurato, come spesso accade da anni, fosse stato scelto come custode della droga per la sua insospettabilità.
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Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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