#CovidGimbe: “Entro fine mese molte Regioni in arancio o rosso”, dice Nino #Cartabellotta commentando i dati settimanali






Gimbe: “Entro fine mese molte Regioni in arancio o rosso”, dice Nino # commentando i dati settimanali

Ci troviamo in una fase estremamente critica della pandemia in cui distorte narrative ottimistiche appannano l’insufficienza delle misure per rallentare la curva dei contagi e sottovalutano i rischi per la salute delle persone e per l’economia del Paese”.

Lo dice Cosi Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe commentando i dati del monitoraggio settimanale.

“Innanzitutto – spiega – l’ingente numero di nuovi casi, in continua crescita, dopo aver mandato in tilt i servizi territoriali sta determinando la progressiva saturazione degli ospedali, con limitazione degli interventi chirurgici programmati – anche in pazienti oncologici – e la riduzione delle capacita’ assistenziali, anche perché il personale sanitario è ormai allo stremo. In secondo luogo, l’enorme numero di persone positive sta progressivamente paralizzando numerosi servizi essenziali: dai trasporti alla scuola, dalla sanità agli uffici pubblici. Infine, a meno di ‘iniezioni’ di posti letto dell’ultimora o di modifica dei criteri per classificare i pazienti ospedalizzati, entro fine mese numerose Regioni andranno in zona arancione e qualcuna rischia la zona rossa. Un colore che certificherebbe il fallimento nella gestione della quarta ondata, nonostante la disponibilita’ di vaccini molto efficaci nel prevenire la malattia grave”.

Nella settimana dal 5 all’11 gennaio si rileva un aumento del 49% dei nuovi casi di -19, che sono stati un milione e 207.689 rispetto agli 810.535 della settimana precedente. In forte crescita sono anche i casi attualmente positivi: sono 2.134.139 rispetto a 1.265.297 della settimana precedente, pari a +68,7%. Mentre l’incidenza di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 in 56 province supera i 2000 casi per 100.000 abitanti. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe che parla di “misure insufficienti a frenare la salita dei contagi”.

“Nell’ultima settimana – dichiara Nino Cartabellotta, presidente
Gimbe – si è registrata un’ulteriore impennata di nuovi casi che hanno superato quota 1,2 milioni, con un incremento che sfiora il 50% rispetto alla settimana precedente e una media giornaliera che aumenta da 128.801 del 5 gennaio a 172.559 l’11 gennaio (+34%)”.

In tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi: dallo 0,5% dell’Umbria al 208,7% della Liguria. Le 56 Province in cui l’incidenza supera i 2.000 casi per 100.000 abitanti sono: Rimini (4469), Forli’-Cesena (3462), Ravenna (3382), Modena (3340), Firenze (3031), Lodi (3016), Monza e della Brianza (2858), Bologna (2806), Varese (2776), Trento (2774), Sondrio (2771), Brescia (2751), Reggio nell’Emilia (2722), Milano (2636), Prato (2625), Pisa (2615), Como (2596), Napoli (2584), Verbano-Cusio-Ossola (2575), Pavia (2567), La Spezia (2531), Pistoia (2529), Rovigo (2483), Aosta (2452), Lecco (2451), Caltanissetta (2435), Parma (2402), Verona (2390), Cremona (2389), Teramo (2385), Genova (2377), Savona (2349), Ferrara (2344), Chieti (2328), Lucca (2324), Bergamo (2320), Terni (2311), Mantova (2224), Arezzo (2222), Imperia (2206), Cuneo (2187), Piacenza (2173), Bolzano (2168), Biella (2163), Massa Carrara (2160), Vicenza (2133), Siena (2131), Livorno (2120), Pordenone (2105), Treviso (2082), Trieste (2071), Salerno (2047), Pescara (2041), Torino (2036), Caserta (2031) e Asti (2028).



Come si calcola il risarcimento del danno da morte

Notizia precedente

Dovresti investire in criptovalute? Ecco un modo per scoprirlo

Notizia Successiva



Ti potrebbe interessare..