Napoli.Due uomini, un 45enne e un 51enne napoletani, sono stati arrestati dai Carabinieri in seguito ad un’ordinanza applicativa dei domiciliari del Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Salerno. I due lo scorso 5 maggio hanno letteralmente rapito un giovane corriere in via Mazzini a Battipaglia.
Il ragazzo, dipendente di una società del Casertano, aveva appena consegnato dei pacchi nello store di “Intimissimi” al centro di Battipaglia e si era rimesso alla guida del suo Daily Iveco quando due uomini a piedi si avvicinarono fingendo di chiedergli informazioni.
Quando il corriere si è distratto uno dei due aprì la portiera al lato passeggero, e salì sul furgone facendosi consegnare documenti e cellulare, mentre il suo complice si mise alla guida del furgone. Arrivati in un garage a Ponticelli costringere il corriere a scaricare i pacchi e in seguito, dopo avergli restituito documenti e cellulare, lo fecero andare via. Il valore commerciale della merce ammonta a 62.298,39 euro.
I militari, seguendo una Renault Captur noleggiata nei mesi scorsi da uno dei due arrestati, hanno scoperto e identificato i rapinatori, riconosciuti in foto dal giovane corriere rapinato e rapito. I due uomini sono ora accusati di concorso in rapina aggravata dalla minaccia con armi e concorso in sequestro di persona aggravato.
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Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
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