La grande vela internazionale si prepara a tracciare una rotta storica che cambierà per sempre il volto di Napoli e del suo litorale. Il palcoscenico del Forum ANSA è diventato l’occasione ideale per lanciare ufficialmente l’avvicinamento all’America’s Cup 2027, il trofeo velico più prestigioso del pianeta, che vedrà la città partenopea come protagonista assoluta. La base operativa dell’evento sarà insediata nell’area di Bagnoli, un territorio rimasto a lungo bloccato e che ora si candida a diventare il motore di una rinascita non solo sportiva, ma anche economica e sociale, con ricadute finanziarie stimate nell’ordine di un miliardo e mezzo di euro. I motori della macchina organizzativa, in realtà, si stanno già scaldando a Cagliari con le regate preliminari, in attesa che l’anno prossimo arrivino in Campania i sei sfidanti agguerriti che tenteranno di strappare la coppa ai campioni in carica di Team New Zealand.
L’impatto di questa manifestazione promette di andare ben oltre i confini delle competizioni agonistiche, configurandosi come un intervento organico di riqualificazione strutturale e civile. Il ministro per lo sport e per i giovani, Andrea Abodi, ha voluto mettere subito in chiaro la filosofia che guiderà l’intero progetto, dichiarando con fermezza che «l’America’s Cup è una manifestazione che renderemo molto popolare». Il ministro non ha nascosto l’emozione e l’orgoglio per la scelta della location, ricordando le ferite ancora aperte del territorio e la svolta impressa dalle istituzioni negli ultimi mesi: «Quando siamo arrivati a Napoli siamo tutti rimasti affascinati, ma con Bagnoli abbiamo scoperto un lato della città rimasto sospeso. Quello che si è riuscito a fare in così poco tempo dopo 30 anni di attesa è un riferimento di come la responsabilità pubblica si declina nell’uscire in tempo breve da situazioni critiche, e i cittadini devono sapere che il nostro obiettivo è riconsegnare pienamente il luogo alla città. E le periferie meritano di essere parte dello spettacolo».
A scendere nei dettagli tecnici e logistici del masterplan ci ha pensato Diego Nepi Molineris, amministratore delegato di Sport e Salute, che ha sottolineato l’eccezionale valore strategico dell’operazione. L’amministratore delegato ha descritto la propria meraviglia davanti al panorama campano, evidenziando la doppia sfida di trasformare un’ex area industriale in un polo di eccellenza: «Quando sono arrivato per la prima volta lì, ho pensato di essere nel paradiso terrestre, guardando il Golfo di Napoli che è un teatro naturale. Ma alle spalle c’era un’area da bonificare: quella diventerà, oltre che la sede dei team, una città della vela dove attività sportive e divertimento per le famiglie si coniugheranno».
I numeri presentati dai vertici dell’organizzazione delineano un quadro di crescita straordinario per tutto il tessuto urbano e imprenditoriale della regione. La nascita della cittadella della vela e l’arrivo dei team internazionali genereranno una spinta occupazionale e abitativa senza precedenti a breve termine. A questo proposito, Nepi Molineris ha tracciato una linea chiara sul futuro economico della manifestazione, specificando che «oltre a questo, 3mila famiglie troveranno casa in città e le aziende potranno creare valore sull’indotto: ci sarà un miliardo e mezzo di ricaduta sulla città. Ma soprattutto c’è un lavoro importante sull’abbandono scolastico, un ritorno sociale che vogliamo lasciare in eredità».
Proprio il riscatto sociale delle aree più disagiate rappresenta il vero cuore pulsante dell’iniziativa, un ponte ideale gettato tra l’eccellenza dello sport d’élite e i ragazzi dei quartieri difficili della Campania. I primi risultati concreti di questa sinergia sono già visibili sul campo, come ha ricordato lo stesso ad di Sport e Salute nel tracciare il bilancio delle attività sociali in corso sul territorio regionale: «I ragazzi di Caivano lavorano nello sport, e verranno a Cagliari a vedere le regate dopo essere stati a Roma agli Internazionali. Le periferie grazie allo sport hanno dei ponti che li collegano al centro, per portare sviluppi e valore al vertice».






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