Parete. Sale la preoccupazione tra la cittadinanza di Parete per l’aggravarsi delle condizioni di salute di Don Emilio Tamburrino risultato positivo, ad inizio settimana, al Covid.
Le condizioni del sacerdote sono apparse subito critiche, al tal punto che è stato necessario il ricovero d’urgenza presso l’ospedale Cotugno di Napoli.
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Covid a Parete, Don Camillo ricoverato e il sindaco chiude anche il liceo
Riaperta, dopo le operazioni di sanificazione, la chiesa di San Pietro Apostolo dove i fedeli si sono raccolti in preghiera per Don Emilio.
Il cantiere edile di via della Repubblica a Parete ha visto questa mattina, 21 gennaio 2026, una presenza inusuale: tra impalcature e tavole di legno, i Carabinieri della locale Stazione si sono affiancati ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Caserta e ai funzionari dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro per un controllo incrociato sulla…
Parete– Hanno fatto leva sulla paura e sull'amore di una donna per la sua famiglia. Una trappola messa in scena con la freddezza di un copione collaudato, quello del "finto carabiniere", che si è abbattuta su un'anziana pensionata di Parete. Oggi, a distanza di mesi, i Carabinieri della Stazione locale, con il supporto del Nucleo…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti