Cronaca Napoli

Napoli, le prime ammissioni dell’assassino del piccolo Samuele

Il domestico Mariano Cannio, difeso da un avvocato d’ufficio di Napoli, ha fatto le prime parziali ammissioni: avrebbe agito in preda a un raptus. Ad incastrarlo la mamma del piccolo



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Napoli. E’ stata Ciappi Razzano, la mamma del piccolo Samuele Gargiulo, con la sua testimonianza ma soprattutto con il suo ricordo a consentire agli investigatori la clamorosa svolta nelle indagini sulla morte del piccolo che si pensava fosse caduto da solo dal balcone al terzo piano del palazzo che si affaccia su via Foria, nella tarda mattinata di ieri.

La squadra mobile di Napoli, su disposizione del pm Barbara Aprea della procura di Napoli, ha sottoposto a fermo Mariano Cannio, un 38enne indiziato di delitto. L’uomo, che ha problemi psichici, è un collaboratore domestico, molto conosciuto nella zona, dove abita. Ha fatto parziali ammissioni: avrebbe agito in preda ad un raptus. Da quanto ricostruito aveva accesso alle abitazioni di diverse famiglie del quartiere che si fidavano di lui. Viene descritto come persona molto chiusa di carattere. L’uomo, che al momento è assistito dall’avvocato d’ufficio Carmen Moscarella, di Napoli,  sarà interrogato dal pm nella giornata di lunedì: è stato bloccato a casa alcune ore dopo la morte di Samuele.

Decisive per la svolta nelle indagini sono state le dichiarazioni della madre di Samuele, Ciappi Razzano. Nonostante lo choc e l’affaticamento dovuto alla gravidanza all’ottavo mese, la donna ha raccontato agli agenti della squadra mobile come in casa – al momento del tragico volo – fosse presente Mariano Cannio. Ciappi e il marito, Giuseppe Gargiulo, sono una coppia molto affiatata e conosciuta nel quartiere Stella – San Carlo all’Arena. L’uomo gestisce diversi negozi, uno dei quali nello stesso edificio in cui abita la famiglia.

Al momento della tragedia la mamma del piccolo  si era allontanata dalla stanza dove era Samuele insieme all’uomo fermato oggi. Incredulità e stupore tra la gente del quartiere al diffondersi della notizia: “Non e’ possibile ammazzare un bimbo” urla una donna. Lumini, fiori bianchi e peluche in via Foria davanti al palazzo: le persone del quartiere sono sgomente, senza parole perchè è troppo il dolore per una morte così “assurda e inconcepibile”.

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E ora, dopo aver appreso che c’è un uomo fermato per omicidio, lo stupore di Napoli e dei napoletani si trasforma in rabbia. Chiunque passa davanti al palazzo si ferma per qualche minuto, si fa il segno della croce, alza lo sguardo verso quel balcone del terzo piano. “E’ un dolore troppo forte – dice una donna anziana – Non riesco a immaginare il dolore dei genitori e della mamma che è anche incinta. Povera donna”.

 IL DOLORE DI NAPOLI E DEI NAPOLETANI

E’ l’incredulità il sentimento che si associa al dolore. “Non ci resta che pregare per questa povera giovane anima candida che è volata in cielo diventato un angioletto – dice un’altra donna – Io sono cattolica ma a volte mi chiedo perchè ai criminali non succede nulla e poi un bimbo innocente debba morire così. Davvero non lo capisco”.

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Tra i messaggi lasciati con i fiori una bigliettino recita: “Adesso giochi con gli angeli”. Il via vai di cittadini del quartiere che vogliono lasciare una loro testimonianza di affetto e vicinanza ai genitori, conosciuti nella zona, e’ incessante. Mamme che vengono qui con i loro figli a depositare un fiore o un messaggio per salutare a loro modo il piccolo Samuele.

via foria

“Da mamma non riesco nemmeno a immaginare il dolore della mamma di questo angioletto – racconta Anna, giovane madre arrivata sul posto con la figlia di 8 anni – stamattina è stata proprio mia figlia a dirmi ‘Mamma andiamo a portare un fiore”.

 

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