Napoli, l’assassino di Samuele: “E’ caduto, lo avevo in braccio”

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Napoli. “L’ho preso in braccio, mi sono affacciato. E’ caduto”: la versione di Mariano Cannio, il domestico, fermato per l’omicidio del piccolo Samuele Gargiulo, non fuga i dubbi. Anzi.

L’uomo non ha mai chiarito nel lungo e ‘faticoso’ interrogatorio dinanzi al pm Barbara Aprea della Procura di Napoli, all’avvocato d’ufficio Carmen Moscarella, agli agenti della squadra mobile che nella tarda serata di ieri – 17 settembre – lo hanno fermato nella sua abitazione nel quartiere Stella la dinamica di quanto accaduto. L’unica giustificazione plausibile che ha opposto ad una tragedia immane sono stati i suoi presunti problemi psichici.

Per la morte di Samuele Gargiulo, inspiegabile e assurda, gli inquirenti escludono vi siano cause legate a motivi più abietti come la pedofilia o una ritorsione nei confronti dei genitori del piccolo.



    Ora, Mariano Cannio, 38enne – residente nel quartiere Stella, lo stesso della tragedia – conosciuto da tutti proprio per la sua disponibilità a fare lavoretti di qualsiasi genere dalle pulizie, a portare la spesa, è in carcere. L’accusa nei suoi confronti è quella di omicidio con dolo, ritenendo che l’uomo possa aver volontariamente buttato il bimbo giù.

    Mentre a notte fonda, tra il 17 e il 18 settembre, Cannio varcava la porta del carcere, dove il pm ha disposto nei suoi confronti l’isolamento con vigilanza a ‘vista’, gli inquirenti continuavano le indagini tecniche su quanto accaduto in via Foria, all’ora di pranzo.

    Il piccolo Samuele è caduto proprio nei pressi del negozio di casalinghi, abbigliamento sportivo e tempo libero del papà, Giuseppe Gargiulo. Soccorso e trasportato all’ospedale Pellegrini nel disperato tentativo di salvarlo, per il piccolo non c’è stato nulla da fare.

    La posizione di caduta del bambino, nella ricostruzione tecnica dell’incidente, potrebbe dare un valido aiuto agli inquirenti per capire la volontarietà del gesto dell’uomo accusato di omicidio.

    Proprio per questo il pm ha disposto diverse perizie e la scientifica anche stamane è tornata nell’abitazione dei coniugi Gargiulo per nuovi rilievi.

    Una perizia è stata disposta anche sul 38enne accusato di omicidio, il pm ha chiesto di verificare lo status psichico dell’indagato. E’ stato proprio l’indagato a sostenere di avere problemi psichici di cui però gli inquirenti non ha fornito tracce documentate. Lunedì mattina, alle 9,30, Cannio dovrà comparire, dinanzi al Gip Gallo del Tribunale di Napoli, per la convalida del fermo di indiziato di delitto, con l’accusa di omicidio, alla presenza del difensore d’ufficio Carmen Moscarella.

    I genitori del piccolo Samuele, Samu, come lo chiamavano tutti in famiglia non hanno ancora nominato un proprio legale che li assista nella vicenda.

    E’ stata la mamma del piccolo a dare una svolta all’indagine, nel pomeriggio di ieri. Interrogata dagli agenti della squadra Mobile Ciappi Razzano, incinta all’ottavo mese, ha ricostruito gli attimi precedenti e successivi la tragedia.

    Era in cucina, all’ora di pranzo, Samuele era in camera a giocare. Poi ha sentito delle urla provenire dalla strada, dove suo marito ha il negozio. Samule era già immobile. La tragedia si è consumata quasi sotto ai suoi occhi.

    E’ stata proprio la donna a raccontare, qualche ora dopo agli agenti che non era sola in casa: c’era anche Mariano Cannio, il tuttofare del quartiere. Un uomo di 38 anni, incensurato, celibe, senza un lavoro fisso, un uomo taciturno, servizievole del quale tutti si fidavano e al quale molti affidavano piccole commissioni in cambio di una paghetta. Ma di Cannio nell’immediatezza della tragedia ha lasciato la casa, senza nessuna spiegazione. Sparito.

     FERMATO IERI SERA DALLA SQUADRA MOBILE DI NAPOLI

    Gli agenti lo hanno prelevato nella sua abitazione a pochi passi dalla casa di Samuele, nel corso della perquisizione, hanno trovato le chiavi aveva in casa le chiavi di tanti appartamenti che ogni mattina l’uomo andava a pulire.

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    Oggi, il quartiere ha fatto ‘muro’ intorno ai familiari del piccolo ma anche intorno al presunto omicida. Non sono mancati momenti di tensione con i giornalisti, tanto che per tutto il giorno due volanti della polizia hanno presidiato il luogo della tragedia.

    maglietta cuginetto samuele

    Proprio lì dove è caduto il piccolo Samuele sono comparsi fuori, scritte biglietti, di conoscenti, sconosciuti e familiari. C’è anche la maglietta del Napoli con il numero 10 di Maradona e una dedica speciale quella del cuginetto Mattia: “Samu resterai sempre nei nostri cuori”.

    A sovrastare quegli omaggi, le candele e i fiori, un cartello bianco fatto affisso probabilmente proprio dalla famiglia. Si legge: “Nel rispetto dell’immenso dolore della famiglia preghiamo giornalisti e curiosi di non fare pellegrinaggio e sciacallaggio mediatico!”.

    cartello famiglia

    “Quanto accaduto al piccolo Samuele mi lascia senza parole”. Lo dice il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto. “A nome della città di Ercolano ho espresso cordoglio e vicinanza alla famiglia Gargiulo, nonni di Samuele, storici commercianti della nostra comunità. Da padre provo un profondo senso di dolore per la tragica circostanza”.


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