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Troppo obeso per operarsi di cancro al rene: salvato a Napoli

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pascale napoli

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E’ troppo obeso per operarsi. Un uomo di 190 chili, affetto da cancro al rene, ha girato mezza Italia prima di trovare l’equipe chirurgica di Sisto Perdona’, dell’Istituto dei tumori di , che gli ha asportato un rene con il robot da Vinci.

Si tratta di un paziente cilentano di 41 anni, M.U., e per operarlo il team del ha dovuto fare ricorso a speciali sistemi di supporto e di lavoro, contando soprattutto su una perfetta sinergia tra i chirurghi, l’equipe anestesiologica, il personale della sala operatoria. C’e’ voluta quasi un’ora per posizionare il paziente sul letto operatorio, letto ovviamente non conforme al suo peso. Una volta attaccato ai bracci del robot da Vinci tutto e’ filato liscio. M.U. ora sta bene. Anche durante l’emergenza Covid 19, l’attivita’ di chirurgia mininvasiva del , tra marzo e aprile, non ha avuto eguali in tutta Italia con oltre 50 interventi.

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Si torna a sparare a Napoli: pregiudicato ferito a Ponticelli

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Si torna a sparare a : pregiudicato ferito a Ponticelli.

Si torna a fare fuoco a Ponticelli, quartiere orientale di . Un pregiudicato di 50 anni, Luigi Aulisio, e’ stato ferito da diversi colpi di pistola ed e’ ricoverato in prognosi riservata all’ospedale a Villa Betania. Attualmente e’ in prognosi riservata.

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A Napoli l’ospedale San Giovanni Bosco diventa covid center

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san giovanni bosco

“La conversione dell’ospedale San Giovanni Bosco in ospedale interamente dedicato al covid sara’ una svolta positiva. Li’ ci sono tutti i medici specialistici e sara’ un hub fondamentale per i pazienti che hanno comorbilita’”.

Lo afferma Giuseppe Galano, responsabile del 118 a . “Ero sempre stato convinto – ha spiegato Galano – che il Cotugno non puo’ essere l’unico pronto soccorso attivo esclusivamente sul covid, ce ne voleva un altro. I pazienti arrivano in ospedale affetti da covid ma anche con una serie di altre patologie, e avere un ospedale dedicato significa avere le specialistiche mediche e chirurgiche per curare anche diabete, tumore, patologie ematologiche. Il San Giovanni Bosco finalmente sara’ un ospedale dedicato, forse e’ un punto di di svolta che finalmente abbiamo preso. Ha il personale adatto e che con le dovute attenzioni e protezioni verra’ utilizzato per le stesse specializzazioni che ha sempre curato ma con i pazienti covid19, ora”.

“Sono scelte – spiega Galano – non facili da prendere perche’ vuol dire sottrarre un intero ospedale all’assistenza generica. Ma e’ una tappa importante di un percorso che ora deve continuare. Il prossimo passo e’ un pieno coinvolgimento in questa battaglia della medicina territoriale, intendo medici di base e guardia medica. Se avviene questo possiamo superare fase. Ricordo anche che la guardia medica a ha 40 medici di notte, il 118 ne ha 12. Noi facciamo circa 70 interventi con i medici che abbiamo, credo che la risorsa guardia medica debba essere integrata nel in sistema del 118. Un contributo maggiore deve arrivare anche dai Policlinici universitari”.

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