“In riferimento alla pseudo cultura dell’odio e dell’intolleranza, la risposta e’ qui, in questo ateneo, come negli altri. In un momento in cui il mondo e’ attraversato da incertezze che si rinnovano spesso e che ora sono allarmanti, la risposta a questa distorsione risiede nella cultura e nei messaggi che i nostri atei sono in grado di dare”. A dirlo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella inaugurando l’anno accademico 2019 – 2020 dell’universita’ degli Studi del Sannio. Il Capo dello Stato è stato accolto alla stazione dal prefetto Francesco Antonio Cappetta. Prima la vista alla chiesa di Santa Lucia (che con il suo chiostro rientra nel patrimonio dell’Unesco), dove verrà accolto dal vescovo monsignor Felice Accrocca e dai bimbi della scuola elementare Torre di Benevento e l’ic Santangelo a Sasso. Il capo dello Stato con il sindaco di Benevento Clemente Mastella e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ha visitato anche il Museo del Sannio. Successivamente il Capo dello Stato è stato all’università degli Studi del Sannio, dove, nell’auditorium Sant’Agostino, ha inaugurato con il ministro della Ricerca Gaetano Manfredi l’anno accademico 2019-2020 nell’auditorium Sant’Agostino. Ad accogliere il Presidente della Repubblica, il rettore Gerardo Canfora e l’inno nazionale eseguito dai musicisti del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento, Alla cerimonia i rettori delle università campane. All’uscita dalla chiesa di Santa Sofia bagno di folla per il presidente Mattarella che, accolto dagli applausi dei presenti, ha salutato i ragazzi di tre scuole medie ed elementari di Benevento e i tanti che lo attendevano dietro le transenne. Tanti i cartelli di incoraggiamento. Da qualcuno si e’ levato l’incitamento “Tieni duro Presidente”. Moltissime le strette di mano.
Cuore «bruciato» al Monaldi, l’avvocato: «Il bimbo non è inabile al trapianto»
"Il bambino non è inabile al trapianto, inoltre abbiamo chiesto all'ospedale Monaldi di chiedere un secondo parere all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Credo sia normale che si sia incrinato un po' il rapporto fiduciario tra la famiglia del bambino e il Monaldi. Vuole solo la conferma che il cuore sia ancora trapiantabile, così tiriamo un…
I gesti scaramantici napoletani: tra fede popolare, simboli e rituali
Napoli non è solo una città famosa per la sua storia, il cibo e la musica: è un crogiolo di tradizioni antiche, dove scaramanzia e superstizione sono parte integrante della cultura quotidiana. I gesti scaramantici napoletani e le superstizioni napoletane non sono semplici rituali folkloristici, ma espressioni di un immaginario collettivo che intreccia fede, paura…
Gianturco, a quattro mesi dall’incendio 17 famiglie ancora fuori casa: appello al Comune
NAPOLI – Sono passati quasi quattro mesi dal violento incendio che il 23 ottobre ha colpito il quartiere di Gianturco, ma per diciassette famiglie di via Santa Maria di Costantinopoli alle Mosche l’emergenza non è mai terminata. Da quella notte vivono lontano dalle proprie abitazioni, tra sistemazioni provvisorie e un’attesa che si è trasformata in esasperazione.
A farsi portavoce del disagio è una residente che, a nome degli sfollati, ha scritto al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli per denunciare ritardi e silenzi. Nella lettera si parla di lavori di ripristino rallentati dalla burocrazia e di risposte che non arrivano. «Abbiamo bisogno di tornare nelle nostre case e di riprendere le nostre vite», è il senso dell’appello, che richiama anche precedenti segnalazioni su presunti abusi nell’area rimaste, secondo i cittadini, senza seguito prima del disastro.
REDAZIONE






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