Crescere in diretta sui social e su Youtube: Sky racconta la vita Marghe e Giulia, la due ragazzine di Giugliano diventate star del web

Cosa significa diventare YouTuber di successo sin da bambine? Marghe e Giulia, sorelle di 9 e 12 anni, sono seguite sui social da 300 mila persone e i loro video su YouTube collezionano milioni di visualizzazioni. Il documentario ‘Marghe e Giulia-Crescere in diretta’, prodotto da Somewhere studio in collaborazione con Sky, per la regia di Alberto Gottardo e Francesca Sironi, racconta con uno sguardo inedito questo fenomeno, entrando nella quotidianita’ delle bambine e dei loro genitori alle prese con un nuovo modello di successo, nel quale vita privata e notorieta’, ricordi e contenuti condivisi si sovrappongono continuamente. La pellicola sara’ trasmessa domenica, 21.15 Su Sky Atlantic per il ciclo ‘Il Racconto del Reale’ (e’ disponibile anche su Sky On Demand). Il papa’ Luigi, la mamma Maria, Margherita e Giulia abitano a Giugliano, in provincia di Napoli. Nei loro video – girati quasi sempre dal padre – aprono giocattoli, organizzano sfide, inventano scherzi. In live e vlog si raccontano in diretta. In poco piu’ di due anni hanno caricato oltre 700 contenuti, risposto a migliaia e migliaia di messaggi. Quando camminano per strada vengono spesso riconosciute dalle loro coetanee, fermate per un abbraccio, una foto. Durante le dirette, bambine da tutta Italia le chiamano per salutarle. Da dicembre 2017, per un anno, i due registi sono andati a trovare la famiglia ogni mese. «Raccontare Marghe e Giulia significava per noi chiederci cosa vuol dire essere bambine dentro la potenza e i limiti dei social network visti e vissuti dal lato dei protagonisti, diventare grandi proiettando i propri successi e fallimenti nelle reazioni immediate dell’online». Com’è condividere la propria infanzia con il pubblico? Cosa proveranno Marghe e Giulia da grandi, riguardando i loro video? C’è un limite di età per diventare youtuber o influencer? I due registi.- come riporta Rivista Studio- Gottardo e Sironi, avevano già lavorato insieme in Follow the Paintings, un documentario d’inchiesta sul mercato dell’arte e gli investimenti opachi di mafiosi e criminali (uscito nel 2016). Come anche in Marghe e Giulia, la colonna sonora del film era firmata Iosonouncane. Entrambi i documentari sono caratterizzati da una fotografia molto curata: composta, equilibrata, capace di valorizzare paesaggi e scene familiari attraverso luci e composizioni pacate. Lo sguardo sofisticato della telecamera dei registi stride con quello amatoriale e bambinesco dei video di Marghe e Giulia, e ancora di più con gli interni della loro casa e i luoghi in cui si svolgono le scene esterne (il Mc Donald’s, il centro commerciale, il bazar cinese) e pone una serie di questioni sul ruolo dell’autenticità e dello status sociale nel successo delle due bambine. Un esempio: nel traballante “Apertura regali natale: Marghe piange a dirotto per 5 minuti”, la più grande delle sorelle – star indiscussa della coppia, all’epoca di questo video aveva 10 anni – scoppia in lacrime dopo aver scartato il suo regalo di Natale, un iPhone X, e continua a piangere a lungo. La separazione imposta dallo sguardo ricercato dei registi ci permette di entrare nella vita di Marghe e Giulia mantenendoci distaccati, all’esterno: una distanza che rende il documentario ancora più intenso, ipnotico e, in certi punti, quasi doloroso, rendendo difficile empatizzare con le bambine e soprattutto con i loro genitori, datori di lavoro soffocanti e affettuosi che sembrano dedicare tutto il loro tempo libero alla carriera delle figlie, che fanno i compiti davanti ai loro stessi video che scorrono sulla tv del salotto.

La Redazione
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