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Cronaca

B&B abusivi nel complesso dei Gerolomini, sequestro della polizia municipale in via Duono a Napoli

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La di in riscontro ad un esposto è intervenuta in Vico Gerolomini, in un locale facente parte del ‘Complesso Monumentale dei Gerolomini’, bene culturale soggetto a vincolo monumentale, in nel cuore del centro storico, dove è stata riscontrata la presenza di un Bed & Breakfast abusivo realizzato in un locale terraneo con destinazione ad uso deposito. Gli Agenti del Nucleo Polizia Turistica del distaccamento Chiaia hanno riscontrato la totale assenza di titoli autorizzativi per l’esercizio dell’attività e la presenza di modifiche edili con la realizzazione di un soppalco di circa 30 mq. All’interno del vano c’erano valige ed effetti personali degli ospiti della struttura allacciata abusivamente alla rete idrica. Il locale è stato sequestrato ed il gestore dell’attività è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per lavori edili abusivi compiuti in bene ad alto pregio monumentale e sottoposto a vincolo della Soprintendenza. I turisti che vi alloggiavano sono stati inviatati a lasciare la struttura abusiva e il titolare è stato verbalizzato con un importo di euro 3.333. La di Napoli con personale della Polizia Investigativa Centrale e del Gruppo Intervento Territoriale sono poi intervenuti nel fine settimana con un servizio di controllo per contrastare l’accesso abusivo al borgo di Marechiaro. Durante le operazioni di controllo sono stati fermati 39 veicoli ed elevati 28 verbali di contravvenzione.  In alcuni casi i motocicli per evitare di essere ripresi dalle telecamere di controllo della ZTL occultavano la targa del veicolo; per tale violazione sono state denunciate 7 persone con informativa alla Procura della Repubblica.

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Campania

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati

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carcere santa maria capua vetere

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati.

 

Botta e risposta a distanza tra il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello e il sindacato Uspp: ad innescare le polemiche e’ stato un video registrato dal sistema di video sorveglianza del carcere di Santa Maria Capua Vetere che, secondo il garante rappresenterebbe la prova “principe” dei pestaggi avvenuti nell’istituto di pena casertano durante il lockdown, dopo una protesta dei detenuti. Un episodio che risale al 6 aprile e che al momento vede iscritti nei registro degli indagati 57 agenti, accusati di abuso di potere e tortura.

 

Presunte vittime e presunti carnefici, secondo il garante, condividerebbero ancora lo stesso tetto, il reparto Nilo. Soprattutto ci sarebbero ora queste immagini che inchioderebbero gli agenti alle loro responsabilita’. Si tratterebbe di video della videosorveglianza interna del carcere, acquisito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere alcuni mesi fa e sul quale il lavoro investigativo sarebbe finito. “Ora ci sono le immagini che provano le violenze”, dice il garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello, tra i primi a denunciare i presunti abusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

“Forse gli agenti pensavano che le telecamere non funzionassero o, cosa ancora piu’ grave – osserva Ciambriello – credevano di restare impuniti; ma cosi’ non e’ stato. Nel carcere – prosegue – il clima e’ ancora troppo pesante tra detenuti e agenti della penitenziaria a causa dell’indagine sui pestaggi di aprile, che potrebbe allargarsi ad altri agenti. Solo pochi detenuti sono stati trasferiti, la maggior parte e’ rimasta nello stesso reparto, il Nilo, dove avvennero i pestaggi, insieme agli stessi agenti denunciati. Non capisco – prosegue – perche’ il Dap non intervenga con i trasferimenti di tutti i detenuti o dei poliziotti coinvolti nella vicenda”. Antitetiche invece le parole del segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio.

“A Santa Maria il clima non e’ teso, contrariamente a quanto ha dichiarato il garante. Il 24 settembre e’ entrato in servizio un nuovo comandante e gli agenti continuano a lavorare rispettando la legalita’”. Riguardo alla presenza dei poliziotti penitenziari indagati nei reparti dove sono avvenute le presunte violenze, Auricchio e il presidente nazionale dell’Uspp Giuseppe Moretti smentiscono: “gli agenti prestano servizio esclusivamente nei settori esterni all’area detentiva. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, lasciamo lavorare gli inquirenti su una delicata vicenda strumentalizzata dalla politica. Come sindacato ribadiamo che gli agenti non sono torturatori ma hanno garantito e garantiscono la sicurezza nelle carceri”.

L’indagine sulle presunte violenze nacque dalle segnalazioni dello stesso Ciambriello, di associazioni come Antigone e dalle denunce dei familiari dei detenuti. I presunti pestaggi avvennero il 6 aprile scorso – in pieno lockdown – quando centinaia di agenti, non solo del carcere casertano, ma anche di altre carceri e di reparti speciali come il Gruppo operativo mobile), intervennero a Santa Maria Capua Vetere per perquisire i detenuti del Reparto Nilo, dopo una rivolta scattata a seguito della positivita’ al covid-19 di un recluso. Dell’inchiesta se ne seppe lo scorso giugno, quando i carabinieri notificarono alcuni decreti di perquisizione agli agenti indagati all’esterno del carcere, provocando la reazione dei poliziotti che ritennero le modalita’ di “troppo spettacolari”; al vaglio dei magistrati c’era la posizione di altri agenti, afferma ancora Ciambriello che paventa un allargamento dell’inchiesta non confermato e neppure smentito dagli inquirenti: “Le immagini in possesso della Procura – spiega – potrebbero aver portato all’identificazione di altri responsabili delle violenze”.

 

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Cronaca Napoli

Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid

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Caos trasporti, vagoni strapieni negli orari di punta e tensioni fra gli utenti a causa del Covid. Borrelli (Europa Verde): “Serve subito una organizzazione diversa, sia migliorato il servizio per evitare assembramenti”

“La situazione trasporti a e provincia non è positiva. Ogni giorno ci arrivano decine di segnalazioni di vagoni strapieni. La linea 1 della metropolitana, la Circumflegrea, la Cumana sono al collasso negli orari di punta. Viaggiatori ammassati, nessun distanziamento sociale e pochissimi controlli. Una condizione di pericolo e paura che genera spesso momenti di grande tensione fra gli utenti. Anche perché, quasi sempre, rinunciare a salire su un treno troppo pieno vuole dire aspettarne un altro, e i tempi di attesa sono sempre più lunghi. Cittadini ci hanno detto di aver atteso tempi lunghissimi, un disagio enorme perché chi deve marcare il cartellino a lavoro o ha impegni improrogabili. Una bomba sanitaria che rischia di esplodere e far registrare tanti contagi in più. Serve al più presto una organizzazione migliore sui trasporti per evitare che la situazione diventi insostenibile: più controlli ma soprattutto più corse e un servizio degno di questo nome. Per superare questo momento serve uno sforzo da parte di tutti, a partire delle aziende dei trasporti”.

Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde, sollecitato da tantissimi cittadini preoccupati assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli.

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