Napoli. “Poteva essere una tragedia. Solo cinque minuti prima c’erano dei clienti seduti ai tavolini. Quando hanno aperto il fuoco, poco più in là, era presente un gruppo di ragazzi. E’ stato un miracolo che i proiettili non abbiano colpito uno dei presenti”. E’ la testimonianza di Genny Pelliccia e Antonio Visconti, i proprietari del Caffè Monidee in piazza Trieste e Trento a Napoli, che la notte scorsa è stato colpito da una sventagliata di proiettili, sparati ad altezza d’uomo. “Intorno all’una e mezza – spiegano – è arrivato uno scooter con due persone a bordo che hanno aperto il fuoco in direzione del marciapiedi. Il fatto è avvenuto appena è andata via la volante della polizia. Probabilmente qualcuno li ha avvertiti, dando il via libera per il raid”. Per i proprietari si tratta di un “vero e proprio tentato omicidio, solo il caso ha voluto che non si consumasse la tragedia. E’ stata la ciliegina sulla torta, piazza Trieste e Trento oramai è il teatro delle azioni dimostrative della criminalità della zona”. Occorre, secondo i due imprenditori, l’istituzione di “un comitato composto dai commercianti che possa avanzare proposte per arginare i fenomeni criminali. Da soli possiamo poco ma unendoci avremo la possibilità di far sentire la nostra voce. Purtroppo ci sentiamo abbandonati. La polizia fa il possibile ma non riesce a presidiare al meglio il territorio”. “Oramai ci troviamo davanti a una vera e propria dichiarazione di guerra alla città e ai commercianti. E’ necessaria al più presto la convocazione del comitato per l’ordine e la sicurezza – affermano il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, che ha incontrato i commercianti testimoni del raid, e il conduttore de “La Radiazza” su Radio Marte Gianni Simioli. “Non è difficile desumere gli autori del raid – aggiungono Borrelli e Simioli -. Si tratta con ogni probabilità dei soggetti legati a vario titolo alle famiglie camorristiche dei Quartieri Spagnoli”.
Napoli, la stesa di piazza Triste e Trento: ‘Poteva essere una tragedia’
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