Napoli. In arrivo gli avvisi di garanzia per la morte di Anna Siena la 36enne della Pignasecca morta all’ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli dopo che le era stata diagnosticato un banale mal di pancia. La famiglia che si è rivolta agli avvocati Angelo e Sergio Pisani si aspetta l’accertamento della verità. “Siamo certi che l’autopsia potrà indicare con chiarezza le cause della inspiegabile tragedia – ha spiegato l’avvocato Angelo Pisani a Il Mattino – è assurdo che nel 2019 un paziente esca da un pronto soccorso per dolori lancinanti a stomaco e schiena senza essere sottoposto ai controlli del caso. Sappiamo che una semplice radiografia può salvare la vita. Speriamo che oltre alla magistratura anche il ministro invii un’ispezione. La sanità campana ha gravi carenze organizzative che possono aumentare la frequenza degli errori e che rendono insicure molte strutture. C’è bisogno di interventi concreti e non più di passerelle politiche. È assurdo morire per risparmiare su un esame diagnostico o per dimettere più in fretta. Barelle e sedie nei pronto soccorso sono costanti e riducono la possibilità per i medici di assistere nelle migliori condizioni i pazienti. In 4 giorni questa ragazza poteva essere salvata. Ora nulla potrà restituirla ai familiari e al suo promesso sposo”.
Napoli — Cresce la preoccupazione tra i lavoratori del trasporto pubblico non di linea dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Gaetano Manfredi sui livelli di polveri sottili nell’area di Piazza Garibaldi. Secondo il Comitato Tassisti di Base, le parole del primo cittadino confermano che l’inquinamento nel centro urbano ha ormai raggiunto soglie allarmanti, nonostante i…
Napoli - Resta in lista per un eventuale nuovo trapianto di cuore, in Italia e all’estero, il bambino di due anni e quattro mesi ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto effettuato il 23 dicembre 2025 su un organo risultato danneggiato. A riferirlo è l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, secondo cui dalla Direzione del…
Napoli – La notizia che nessuno avrebbe voluto ascoltare, quella che si temeva ma che si sperava di poter scacciare via, è arrivata come una sentenza inappellabile. Il bambino ricoverato all’ospedale Monaldi, sopravvissuto per oltre cinquanta giorni attaccato a un macchinario dopo aver ricevuto un "cuore bruciato", non è più trapiantabile. A spegnere l’ultima luce…
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