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Cronaca Nera

Tornano i signori delle stese: nella notte in scena a San Giovanni a Teduccio e ai Quartieri Spagnoli

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Tornano in scena i psitoleri delle in due diverse zone di . E’ accaduto questa notte. La prima in via Ravello a san Giovanni a Teduccio zona controllata dal boss Ciro Rinaldi My way e dalla sua famiglia. Qui i pistoleri hanno sfrecciato in sella ad alcune moto e hanno messo in atto la classica stesa di esplodendo numerosi colpi di pistola all’indirizzo del palazzo centrando la veranda di un’abitazione dove abita un pregiudicato legato al clan.
Sono quasi trenta  i colpi di arma da fuoco  esplosi la scorsa notte, poco prima dell’una, in via Ravello, tra San Giovanni a Teduccio e Barra, alla periferia di Napoli. L’allarme alla Polizia di Stato lo ha dato un uomo, incensurato, che abita al secondo piano di uno stabile che si trova in quella strada, dopo che il vetro del suo balcone e’ stato infranto da uno dei proiettili. Sul posto, in seguito ai rilievi, sul manto stradale sono stati rinvenuti 26 bossoli calibro 9×19. Non risultano persone ferite ne’ telecamere in zona: i proiettili per fortuna hanno infranto solo le vetrate ma non hanno colpito persone che si trovavano all’interno. la seconda stesa  c’è stata ai Quartieri Spagnoli ed ha avuto conseguenze ben più gravi. I proiettili infatti esplosi in via Gradini San Liborio hanno centrato il tubo del gas che si troavava all’esterno della casa presa come bersaglio. C’è stata una fiammata che ha causato un incendio dell’appartamento al primo piano della palazzina. Sul posto vigili del fuoco e forze dell’ordine. per gli abitanti del palazzo tanta paura.

 

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Acerra

Arrestati i killer del boss di Acerra, Pasquale Tortora

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Omicidio di Pasquale Tortora ad Acerra: i Carabinieri eseguono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di . Arrestate due persone.

 

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura partenopea nei confronti di un 29enne domiciliato a Qualiano e un 34enne di Marano di Napoli, entrambi censurati e gravemente indiziati di “omicidio volontario”, “porto e detenzione illegale di arma da fuoco” e “ricettazione”, tutti reati aggravati dalle modalità e finalità mafiose.
L’indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli e condotta dal citato Nucleo Investigativo, è stata avviata a seguito dell’omicidio di  Pasquale Tortora, 54enne acerrano, esponente apicale dell’omonimo clan, avvenuto ad Acerra il 20 maggio 2020. Le investigazioni sono risultate da subito estremamente complesse ed articolate, tali da richiedere anche l’intervento dei carabinieri del R.i.s. di Roma.

 

Nel corso dell’attività investigativa sono state visionate decine di telecamere di videosorveglianza, sia pubbliche che private, ed è stato necessario analizzare minuziosamente un imponente flusso telefonico, per il quale sono stati utilizzati avanzati software appositamente concepiti.
Gli inquirenti hanno raccolto molteplici elementi per cui i due indagati risulterebbero gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali dell’omicidio di Pasquale Tortora, delitto maturato negli ambienti camorristici locali, per cui sono tuttora in corso approfondimenti investigativi al fine di delineare i contorni dell’uccisione.
Per l’omicidio sono state utilizzate una pistola di grosso calibro, rubata anni prima nel salernitano, gettata poco dopo l’azione di fuoco sotto un ponte tra Acerra e Pomigliano d’Arco, e un’autovettura sottratta in un paese del napoletano a dicembre 2019. Sia l’arma che la vettura sono state ritrovate dai militari nel corso delle indagini e sulle stesse il R.i.s. di Roma ha condotto accertamenti scientifici, risultati poi determinanti per l’identificazione di uno degli indagati.
Il 29enne qualianese, il 21 giugno scorso, era stato già arrestato dai militari del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, perché trovato in possesso di una pistola clandestina, diversa da quella usata per commettere l’omicidio de quo.

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