

Al Processo d’Appello in corso a Napoli, la Corte d’Assise ha accolto le richieste dei difensori di alcuni imputati, a cui la Procura generale non si e’ opposta, disponendo una nuova perizia che dovra’ accertare se siano effettivamente inquinati i suoli sotto la maxi-discarica Resit ubicata tra le province di Caserta e Napoli, in piena Terra dei fuochi. Con la sentenza di primo grado e le maxicondanne dei presunti responsabili, sembrava chiusa l’inchiesta sullo scempio ambientale provocato dalla camorra casalese, insieme a imprenditori collusi e funzionari pubblici corrotti, nei comuni di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, e Parete, nel casertano, mediante lo smaltimento illegale in grosse discariche come la Resit di rifiuti urbani e tossici, spesso provenienti dal Nord.
Piugnataro Maggiore - «Non capivo più nulla per l'ansia, ma non ho mai lasciato solo… Leggi tutto
Fondi - Una rissa all’interno di un locale pubblico, quattro persone rimaste ferite e un… Leggi tutto
Roma - Stato di agitazione e sciopero, se necessario. Lo ha annunciato l'assemblea dei giornalisti… Leggi tutto
Durante un controllo di polizia a Cardito, un uomo ha tentato di sfuggire agli agenti… Leggi tutto
Avellino - «Se qualcuno può andarmi a fare un po’ di spesa alimentare, che grazie… Leggi tutto
Due uomini sono stati fermati dalla Polizia di Stato a Napoli per aver rubato una… Leggi tutto