Quale sarà il futuro di Pepe Reina, col contratto è in scadenza a giugno? L’edizione odierno de La Gazzetta dello Sport fa sapere che – si legge – “il braccio di ferro con De Laurentiis della scorsa estate fa pensare a un divorzio incombente e a Milano sono pronti ad approfittarne”. Il club rossonero, infatti, ha mosso i primi passi per lo spagnolo, considerato erede ideale di Donnarumma.
Olimpiadi: Goggia centra l’oro in discesa
Sofia Goggia regala all’Italia team la terza medaglia d’oro (e nona medaglia complessiva) dei Giochi Olimpici di Pyeongchang. Nella discesa libera la bergamasca ha preceduto di nove centesimi la norvegese Ragnhild Mowinckel, argento ‘a sorpresa’, e di 47 centesimi la statunitense Lindsay Vonn. Le altre tre azzurre in gara sulla pista del Jeongseon alpine centre – Nadia Fanchini, Federica Brignone e Nicol Delago – non hanno concluso la prova.
Il mistero dei tre napoletani scomparsi in Messico e l’ombra dei criminali del ‘Cartel Jalisco Nueva Generation’
Il mistero dei tre napoletani scomparsi in Messico da 22 giorni oggi potrebbe portare ad importanti novità. Dalla cittadina di Tecalitlan, fino ad oggi conosciuta per il Festival dei Mariachi, fonti vicine alla polizia locale fanno sapere che il delegato della polizia appunto oggi potrebbe tenere una conferenza stampa per spiegare l’accaduto. La scomparsa di Raffaele Russo prima e di suo figlio Antonio e del nipote Vincenzo Cimmino potrebbe essere legata a una presunta truffa che il primo avrebbe commesso nei confronti delle persone “sbagliate”. E chi sarebbero le persone sbagliate? In quella zona da tempo è operativo uno dei cartelli criminali più pericolosi del Messico ovvero il “Cartel Jalisco Nueva Generation”, al cui interno ci sarebbero anche molti ex militari. Cosa è accaduto e perché Raffaele Russo avrebbe avuto contatti con questa gente resta per il momento ancora avvolto nel mistero. Ma la cosa preoccupa un po tutti perché secondo fonti ufficiali nello stato di Jalisco dal 2014 al 2016 ben 6943 persone sono state sequestrate, 4782 delle quali ritrovate poi in vita, 282 morte e il resto ancora ufficialmente desaparecidos. La pericolosità di questo cartello criminale è testimoniata dal fatto che ieri il giovane sindaco Victor Diaz Contreras “presidente municipale” di Tecalitlan, parlando alla trasmissione Rai “Chi l’ha visto?” ha detto che i tre italiani non si trovano nel carcere della sua città e che Raffaele Russo era diretto in un altro paese di cui non ha voluto fornire il nome. Ma le fonti investigative sanno bene quale è il paese: è la piccola cittadina di Jlotlan de los Dolores, che si trova su una montagna a 64 chilometri di distanza e a cui si ci arriva inerpicandosi su una tortuosa strada di montagna tra colline aspre intervallate da foreste. Una strada deserta. Dove non c’è nulla. All’apparenza. Ma invece ci sarebbe una centrale di raffineria di stupefacenti. E allora ecco il mistero. Perché Raffaele Russo è andato li? Lui e i suoi familiari che da alcuni anni girano il Messico facendo i “magliari” non hanno mai avuto a che fare con i narcos. E’ stato un errore? E andando li ha visto qualcosa che non doveva? Oppure arrivato nel paese nel tentare di vendere i suoi prodotti qualcuno si è impressionato che si trattava di una truffa e possa averlo sequestrato? Se è certo come ha spiegato il sindaco Diaz che i tre napoletani non si trovano in carcere allora questa ipotesi è quella più probabile ma anche quella più preoccupante e angosciante. Perché il cartello di “Jalisco Nueva Generation” potrebbe aver sequestrato anche gli altri due familiari di Russo che si erano messi sulle loro tracce. Anche se come hanno dimostrato i messaggi vocali via whats app lasciati agli altri due familiari presenti in Messico il giorno della scomparsa si parlava di poliziotti che li avevano invitati a seguirli. Erano veri o falsi? E perchè dalla polizia locale prima avevano detto che i tre italiani stavano li e poi avevano negato? Il mistero resta, almeno per oggi. Poi si spera che qualcuno cominci a fare chiarezza.
(nella foto il piccolo paese di Jlotlan de los Dolores e i tre napoletani scomparsi)
Da Fuorni a Roccaraso, l’ex sindaco di Scafati lascia il carcere: squallida ironia del fratello su Fb
Scafati. Ventisei notti in carcere, poi verso una casa in montagna agli arresti domiciliari. E’ la fine del carcere per l’ex sindaco Angelo Pasqualino Aliberti, arrestato per scambio elettorale politico-mafioso con esponenti del clan Loreto-Ridosso. E’ stata eseguita, in mattinata, l’ordinanza che ha permesso ad Aliberti, di ottenere gli arresti domiciliari. C’erano ad attenderlo i genitori nell’abitazione di Roccaraso. Un’abitazione che, seppur lontana da Scafati, non è lontana dal suo mondo politico. La casa, infatti, è stata messa a disposizione da un’amica di famiglia, una professoressa – figlia di un esponente di spicco della Democrazia Cristiana negli anni ’90 e sindaco di Scafati che ha poi preferito lasciare la politica attiva -. Un esponente politico di cui, in qualche modo, Aliberti è stato un giovane allievo negli anni in cui si dilettava a fare da anchorman per una tv privata locale e dava i primi passi in politica.
A Roccaraso Aliberti dovrebbe trascorrere i giorni di detenzione in assoluto isolamento, senza contatti con il mondo esterno se non i suoi genitori che provvederanno ai bisogni quotidiani. Nessun contatto social, nessuna comunicazione con il fratello Nello Maurizio e con la moglie Monica Paolino, entrambi indagati nel procedimento che lo ha portato poi all’arresto. La settimana scorsa, ci aveva pensato il Gip del Tribunale di Salerno, Giovanna Pacifico, ad accogliere l’istanza di scarcerazione degli avvocati Silverio Sica e Agostino De Caro, nella quale la difesa chiedeva la trasformazione della detenzione in carcere con quella domiciliare. A dare il via libera a questa decisione il parere positivo della Procura antimafia che tanto aveva insistito, nell’ultimo anno, per il suo arresto: prima due volte davanti al Riesame e poi altrettante volte dinanzi ai giudici della Cassazione. Venti giorni sono bastati alla Procura per vedere cessate quelle esigenze cautelari che aveva tante volte riproposto. Il Gip Pacifico ha deciso per i domiciliari con l’utilizzo del braccialetto elettronico e la detenzione a Roccaraso, con assoluto divieto di comunicare attraverso ogni mezzo con il mondo esterno. In particolare, il giudice aveva specificato il divieto assoluto per l’utilizzo dei social, uno dei presupposti che avevano spinto la Cassazione a disporre l’arresto in carcere. Questa decisione è stata alleggerita dal Riesame, ieri mattina, che ha evitato ad Aliberti il braccialetto elettronico, indisponibile per il momento, che tratteneva ancora nel carcere di Fuorni l’ex sindaco di Scafati. E senza braccialetto, il provvedimento è stato eseguito subito. In mattinata è stata la sarcastica quanto sgradevole ironia del fratello, Nello Maurizio, ad annunciare al mondo social la lieta novella. ‘In partenza il padre e la mamma di Totò Riina’ con la foto dei genitori questo il suo post su Facebook. Un cattivo gusto spinto che ha raccolto, invece, messaggi indirizzati a Pasquale Aliberti, con richieste di abbracci e saluti e un commento della madre Rosaria Matrone: “Io e tuo padre siamo orgogliosi e fieri dei nostri figli…”. Evidentemente, l’accostamento a Totò Riina, non ha sconvolto nessuno.
In realtà, Nello Maurizio Aliberti – salvato dall’arresto – ma non dall’inchiesta nella quale è pesantemente coinvolto, continua ad essere – come lo è stato in passato – il tramite tra l’allora fratello sindaco, ora non più, e il microcosmo che lo ha circondato, fatto di semplici supporter politici o simpatizzanti, ma anche di quelli che si sono rivelati camorristi in cerca di appalti, ma anche imprenditori in cerca di appalti appetitosi e disposti a qualunque cosa. Il nome dei fratelli Aliberti, nel bene e nel male, continua ad essere legato indissolubilmente, anche oggi. A lui vengono affidati gli abbracci e i saluti, anche se quei saluti in realtà ad Angelo Pasqualino Aliberti, non potrebbero mai arrivare.
Rosaria Federico
*PRECISAZIONE: In merito all’abitazione di Roccaraso nella quale l’ex sindaco sta trascorrendo i domiciliari, si precisa che l’abitazione è di proprietà della moglie dell’ex presidente dell’Acse Eduardo D’Angolo, omonima della figlia dell’ex sindaco Dc di Scafati, come scritto erroneamente nell’articolo. Tanto si deve per correttezza nei confronti dei nostri lettori e dei diretti interessati con i quali ci scusiamo. (r. f.)
Inchiesta Sma, Colletta si difende: “Sono stato vittima di un raggiro, offrivo le mie competenze professionali”
Angri. “Ho scelto la strada del silenzio per vedere fino a che punto il regista di questo film fosse capace di confondere i giornalisti seri e l’opinione pubblica; in questa vicenda, sono stato vittima di un raggiro da parte di pericolosi delinquenti finalizzato a porre in essere un tentativo di affossamento politico e mediatico di uno degli amministratori più cristallini e di indubbia integrità morale del nostro panorama nazionale; altrettanto vergognoso è il parallelismo mediatico che tenta di accostare l’inchiesta Sma alla vicenda che mi coinvolge”. Lo scrive Francesco Igor Colletta, il consulente del lavoro di Angri che partecipò con l’ex assessore salernitano e suo amico Roberto De Luca, all’incontro con il falso imprenditore Nunzio Perrella, ‘infiltrato’ di Fanpage.it. Colletta e De Luca sono stati iscritti nel registro degli indagati dai magistrati della procura di Napoli con l’accusa di corruzione. Il commercialista ha diffuso una dichiarazione attraverso il suo difensore, avvocato Michele Avino, nella quale di difende: “Emergerà, in modo incontrovertibile – dice Colletta- , che il mio intervento era finalizzato esclusivamente ad offrire le mie competenze professionali ad una società che si presentava all’interlocutore come una realtà d’eccellenza nella gestione dei rifiuti. Lo stesso De Luca veniva interpellato nella sua sola e precipua qualità di libero professionista. L’incontro con Roberto De Luca mi veniva sollecitato dall’Ingegnere Giancarlo Adami, con il quale ho rapporti professionali; quest’ultimo mi presentava il sedicente Signor Paolo Varotto (in realtà Perrella col quale non ho mai avuto alcun tipo di rapporto), responsabile Commerciale della PUNTO RICICLO srl, il quale sommariamente mi esponeva un progetto innovativo nel campo dello smaltimento dei rifiuti”. “Nel corso dell’incontro – afferma Colletta – si è parlato anche del mio incarico professionale e delle mie competenze professionali. All’incontro presso lo Studio Professionale del Dottor Roberto De Luca il sedicente Paolo Varotto illustrava la documentazione dell’azienda Punto Riciclo srl ed esponeva le procedure innovative per il trattamento dei rifiuti grazie al cosiddetto sistema di separazione e di stoccaggio. In nessuno dei due incontri con il Varotto si è parlato di partecipazione a gare, ma solo ed esclusivamente di progetti innovativi da valutare e verificare in via sperimentale”. “E’ mio primario interesse – conclude il commercialista – che i magistrati titolari dell’inchiesta, cui va il mio massimo tributo, superato il polverone mediatico provocato da una sottile ed orientata regia politico-criminale, consegnino al cittadino Francesco Igor Colletta ed a tutti i cittadini una verità giudiziaria che sia lo specchio della verità dei fatti, fatti che mi vedono totalmente estraneo a condotte illecite. Forte della consapevolezza della liceità e della trasparenza della mia condotta professionale che passa anche attraverso la mia storia personale di carabiniere, ho già manifestato alla Magistratura la mia operosa disponibilità affinchè ogni aspetto della vicenda venga chiarito”.
Napoli, la polizia sequestra una pistola nell’ascensore di un palazzo antico
Napoli. Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile – sezione Falchi hanno effettuato una ispezione all’interno di un fabbricato nel vicoletto Zuroli a Napoli. L’attenta e scrupolosa osservazione dei poliziotti ha consentito di rinvenire e sequestrare, ben occultata sul tetto della cabina dell’ascensore, avvolta in uno strofinaccio da cucina colorato, una pistola semiautomatica marca Makarov PM calibro 9 mm corto, munita di slot per l’alloggiamento del silenziatore e con il caricatore fornito di 5 cartucce cal. 380. La pistola è stata sequestrata ed è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti.
Napoli, nuova stesa al Rione Sanità: trovati cinque bossoli
Napoli. Nuova stesa al Rione Sanità. Alle 19 la polizia è stata allertata per alcuni spari, giunti in vico Canale ai Cristallini gli agenti hanno ritrovato cinque bossoli. Secondo gli inquirenti, si tratta di una nuova stesa. Un fenomeno che negli ultimissimi tempi sembrava stesse scemando ma che stasera è tornato al Rione Sanità, uno dei quartieri più controllati del centro storico di Napoli. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa è accaduto in questi ultimi tempi che ha determinato la sparatoria di stasera e la conseguente rottura della pax mafiosa non sottoscritta tra le cosche che si contendono il predominio delle attività illecite nel rione ovvero i Vastarella-Mauro da una parte e i Sequino-Savarese dall’altra.
Spaccio, l’inviato di Striscia torna nel rione Traiano: i pusher lo insultano. Irruzione della polizia
Napoli. L’inviato di Striscia la notizia, Vittorio Brumotti torna nelle piazze di spaccio del Rione Traino, i pusher gli lanciano insulti e oggetti: blitz della Polizia. Dopo i servizi andati in onda il 23 e 24 gennaio scorsi, Brumotti torna a documentare il continuo spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo aver raccolto nuove immagini di spacciatori che all’interno di due appartamenti preparavano dosi di droga da vendere, – rende noto un comunicato di ‘Striscia’ – l’inviato del tg satirico si è recato nel quartiere armato di megafono ed è stato nuovamente accolto dai pusher con insulti e lancio di oggetti. “Sul posto – conclude la nota diffusa da ‘Striscia’ – sono poi giunti i Vigili del Fuoco e i Falchi, sezione della Squadra Mobile della Polizia, che con Brumotti hanno fatto irruzione e hanno perquisito un bunker del nuovo supermarket della droga a Napoli, smantellando anche il sistema di videosorveglianza: gli spacciatori avevano infatti piazzato numerose microcamere per verificare chi entrava e usciva dall’abitazione”.
Napoli: seconde linee per l’operazione Lipsia
Ounas, Rog e Diawara. Non è ancora chiaro se giocheranno tutti dall’inizio, ma la sensazione è che gran parte delle chances azzurre di qualificazione agli ottavi di Europa League passerà dai loro piedi visto che Maurizio Sarri è pronto a dargli nuovamente fiducia nel ritorno col Lipsia di giovedì sera (ore 19.00) alla Red Bull Arena. Per un motivo o per un altro, nessuno di questi tre calciatori è riuscito a rendere al meglio in questa stagione, e questa potrebbe essere l’ultima possibilità per mettersi in mostra sul palcoscenico europeo, specie per gente come Rog e Diawara: il croato ha spesso dimostrato forza fisica e dinamismo, ma gli manca forse la qualità nel palleggio, indispensabile per conquistare un ruolo di primo piano in questo Napoli; discorso inverso per Diawara, che dopo una prima stagione più che positiva sta vivendo un’annata in chiaroscuro e spesso quando è stato chiamato in causa dall’inizio (vedi Spal e Genoa nel girone d’andata) non ha convinto. Sarri si aspetta di più da entrambi, così come dall’algerino Ounas, autore comunque dell’unico gol azzurro nell’1-3 di giovedì scorso: quell’entusiasmo e quella freschezza che saranno fondamentali per ribaltare il risultato e tentare l’impresa in terra tedesca.Una delle chiavi del match sta forse nelle parole del difensore Raul Albiol, intervistato oggi ai microfoni di Kiss Kiss Napoli: “Dobbiamo migliorare atteggiamento in Europa, manca ancora una gara e dobbiamo provare a fare risultato. Solo così potremo pensare a passare il turno, prima di riconcentrarci poi sul campionato e sul Cagliari”. Una crescita di mentalità che deve passare in primis dall’atteggiamento e dalle motivazioni, fattori che anche giovedì sera potranno fare la differenza tra una vittoria e una sconfitta. D’altronde gli azzurri avranno comunque l’obbligo di giocarsela fino all’ultimo minuto e di vender cara la pelle. Non solo per la gloria, per il ranking o per gli eventuali introiti economici, ma anche per i circa 1200 tifosi partenopei che tra oggi e domani arriveranno a Lipsia solo per assistere al match della Red Bull Arena.
Napoli, i clan della zona Orientale facevano anche il traffico di armi.IL VIDEO
Non solo droga ma, forse, anche il traffico di armi nel ‘core business’ dell’associazione a delinquere sgominata oggi dalla DDA di Napoli e dalla Squadra Mobile della Questura partenopea, con l’esecuzione di 17 arresti concentrati nei quartieri di Ponticelli e San Giovanni a Teduccio. Le armi (12 pistole di diverso calibro, due mitragliette Uzi, un fucile di precisione, 636 proiettili di calibro diverso), sono state trovate ancora confezionate, non pronte all’uso, come avviene di solito durante i blitz. Di fatto, secondo gli investigatori, la banda non aveva necessita’ di tenere sotto controllo armato il territorio. Aspetto a cui, invece, e’ interessata la camorra. E, quindi, non e’ escluso che l’arsenale sequestrato fosse destinato proprio alla criminalita’ organizzata. Al momento, comunque, agli indagati non viene contestato il reato di traffico di armi. Le indagini, pero’, sono ancora in corso. La banda – e’ emerso dall’attivita’ investigativa – aveva contatti diretti con i narcotrafficanti colombiani, spagnoli e olandesi. La droga, una volta arrivata in Italia, veniva distribuita in varie regioni e anche venduta alla camorra, che cosi’ inondava di cocaina, hashish e marijuana, le sue piazze di spaccio.
Il Tar del Lazio dichiara inammissibile il ricorso contro lo scioglimento del consiglio comunale di Marano
E’ inammissibile il ricorso amministrativo proposto da cittadini-elettori per contestare un decreto di scioglimento di un consiglio comunale per presunte infiltrazioni della criminalita’ organizzata. E’ il principio espresso dal Tar del Lazio con una sentenza con la quale ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto da 14 cittadini di Marano (Napoli) per contestate il decreto con il quale nel dicembre 2016 fu deciso che la gestione del comune dovessero essere affidata a una Commissione straordinaria a causa di ritenuti condizionamenti dell’attivita’ amministrativa da parte della criminalita’. I cittadini ricorrenti lamentavano, quale effetto degli atti impugnati, “la lesione del diritto di elettorato attivo” e “la lesione dell”immagine’ della comunita’ alla quale appartengono”, privata del diritto di essere amministrata da organi non eletti. Per il Tar, il ricorso “e’ inammissibile per carenza di interesse a ricorrere, per non essere i cittadini nella qualita’ di elettori portatori di un interesse diretto, concreto ed attuale all’annullamento dell’atto impugnato”. In proposito, i giudici amministrativi hanno richiamato una recente pronuncia secondo la quale lo scioglimento di un’amministrazione comunale “mentre incide sulle situazioni soggettive dei componenti degli organi elettivi, i quali, per effetto di essa, vengono a subire una perdita di status, non altrettanto incide su quella dell’ente locale, titolare di posizioni autonome e distinte, che, anzi, nella misura vede uno strumento di tutela e di garanzia dell’Amministrazione”.
Invece con una seconda ordinanza, che fa seguito a un provvedimento del maggio scorso, il Tar del Lazio ha nuovamente chiesto al Ministero dell’Interno di depositare tutti gli atti che nel gennaio dello scorso anno hanno portato allo scioglimento del Comune di Casavatore, per la ritenuta esistenza di infiltrazioni da parte della criminalita’ organizzata. A rivolgersi al tribunale amministrativo sono gli ex amministratori, con in testa l’ex sindaco Lorenza Orefice. Chiedono l’annullamento del Dpr con il quale il 24 gennaio 2017 il Presidente della Repubblica ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale di Casavatore, con conseguente nomina della commissione straordinaria, ma anche della proposta del Ministro dell’Interno e della Relazione del 19 gennaio 2017, allegata al decreto presidenziale, della successiva deliberazione del Consiglio dei Ministri, delle relazioni della Prefettura, della Commissione ispettiva e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonche’ del decreto del Prefetto di Napoli con il quale e’ stata disposta la sospensione degli organi amministrativi. Con la sua ordinanza il Tar, considerato “che le relazioni della Commissione ispettiva del 15.09.2016 e del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del 26.10.2016 costituiscono provvedimenti la cui conoscenza in forma integrale e’ propedeutica alla difesa in giudizio delle ricorrenti” e rilevato che per tale ragione, con ordinanza del 10 maggio 2017, “la Sezione aveva gia’ ordinato il deposito della detta documentazione, unitamente a tutti gli atti e documenti in base ai quali e’ stato emanato il decreto di scioglimento del consiglio comunale di Casavatore, in versione integrale e fermo il rispetto delle cautele imposte dalla natura classificata del testo”, ha ritenuto “di ribadire l’ordine di produrre i predetti atti nel fascicolo di causa, in versione integrale e senza ‘omissis'”. Un mese di tempo e’ stato concesso per il deposito degli atti richiesti; prossima udienza il 6 giugno.
Fincantieri Castellammare: nuova nave LHD avra’ anche ospedale a bordo
Il profilo di impiego civile della nave della Marina militare la cui realizzazione e’ stata avviata oggi negli stabilimenti Fincantieri di Castellammare di Stabia (NAPOLI), prevede, tra l’altro, supporto sanitario e ospedaliero; trasporto e sbarco anche in zone non attrezzate di personale e mezzi di soccorso ruotati o cingolati; fornitura a terra di acqua potabile e alimentazione elettrica; possibilita’ di ospitare a bordo personale specialistico o di ricoverare personale civile; supporto per operazioni di soccorso tramite elicotteri e battelli di dotazione organica. Dotata di ampie aree di imbarco carico all’interno (circa 4.500 mq tra bacino-garage e hangar-garage) e di un ponte continuo scoperto idoneo a ricevere veicoli ruotati di vario tipo, container ed elicotteri, l’unita’ puo’ assolvere molteplici missioni sia di tipo militare che civile. Le varie aree di stivaggio del carico sono accessibili tramite rampe poppiere e laterali, e la movimentazione del carico sara’ affidata a rampe interne ed elevatori. Sara’ presente a bordo un ospedale completamente attrezzato, con sale chirurgiche, radiologia e analisi, gabinetto dentistico, e zona degenza per 28 ricoverati gravi (ulteriori ricoveri sono possibili in moduli container opportunamente attrezzati).
Giugliano, fermati dalla polizia i due presunti rapinatori della pasticceria di via Spazzilli
I poliziotti del commissariato di Giugliano Villaricca hanno sottoposto, questa mattina, a fermo di PG due rapinatori, D.L. 39anni e G.M. 29anni entrambi giuglianesi per il reato di rapina aggravata.Lo scorso 13 febbraio, i poliziotti sono intervenuti presso una pasticceria di Via Spazzilli, dove era stata commessa una rapina. I poliziotti, hanno accertato che un uomo, indossante un grosso giubbino e parzialmente coperto da un cappello era entrato nell’esercizio commerciale e facendo intendere di essere armato aveva minacciato la commessa di morte se non gli avesse consegnato tutti i soldi. La vittima, riferiva al rapinatore che tutto quello che aveva era in cassa, il 39enne s’impossessava del registratore di cassa e scappava per raggiungere il complice che lo attendeva a poca distanza a bordo di un’autovettura Fiat Panda con il motore acceso. I poliziotti dopo accurate indagini sono risaliti ai due uomini che, sono stati bloccati all’alba; D.L. in un appartamento di via Verdi mentre G.M. presso alcuni congiunti in Via Paganini. Entrambi hanno tentato di scappare all’arrivo della Polizia ma, sono stati arrestati e condotti al carcere di Poggioreale. La Polizia ha trovato gli abiti usati per commettere la rapina presso l’abitazione di G.M. che aveva tentato di nasconderli nella lavatrice. Proseguono le indagini della Polizia di Stato per verificare se i due uomini si sono resi autori di altre rapine.
Napoli, georgiano ricercato beccato dalla polizia nella zona Mercato
Ieri pomeriggio gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato hanno arrestato un cittadino georgiano, Tatvidze Vasikli del 1978, colpito da provvedimento esecutivo della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, dello scorso 18 febbraio per l’espiazione di pene concorrenti per un totale di 2 anni e 10 mesi di reclusione, nonché 600 euro di multa per i reato di concorso in furto aggravato.Un mirato servizio di osservazione ed appostamento nei pressi di alcuni negozi soliti vendere prodotti non italiani, dove cittadini georgiani sovente soggiornano, ha concesso di individuare il cittadino da rintracciare, in particolare per le sue caratteristiche fisico‑somatiche. Condotto in Ufficio , attraverso il foto-segnalamento presso i locali della Polizia Scientifica, è stato accertata compiutamente l’identità del giovane. Notiziata l’autorità giudiziaria, il cittadino georgiano è stato associato presso la Casa Circondariale di Napoli Poggioreale.
Napoli, girava armato nella zona delle Case Nuove: arrestato
Ieri sera gli agenti del Commissariato Vicaria Mercato, a conclusione di una attività info – investigativa, finalizzata alla repressione dei reati, iniziata nel primo pomeriggio di ieri 19 febbraio , nella zona delle cosiddette “Case Nuove” , hanno arrestato Campanile Carmine, 38 enne conosciuto per i suoi pregiudizi di Polizia per detenzione e porto di abusivo di arma da guerra clandestina e relativo munizionamento.
I poliziotti hanno avuto notizia che il Campanile girava per le strade del quartiere armato, pertanto hanno immediatamente predisposto un servizio di appostamento, nel parco dove lo stesso risiedeva.
Quando è rientrato si è imbattuto in un poliziotto che gli ha intimato l’alt, non rispettato dal Campanile che è scappato facendo perdere le sue tracce. Ma la tenacia dei poliziotti li ha condotti presso l’abitazione dei genitori dove, non hanno trovato il figlio ma, nel corso di una perquisizione, occultata in una intercapedine della dispensa del soggiorno, una pistola Beretta Modello FS con 5 proiettili, uno dei quali inserito nella camera di scoppio. Entrambi i genitori sono stati portati in ufficio per le incombenze di rito e solo in questa circostanza che Carmine Campanile si è presentato spontaneamente presso il Commissariato Vicaria dichiarando che l’arma era sua e che l’aveva nascosta in casa dei genitori a loro insaputa. Per tali dichiarazioni è stato arrestato.
L’autorità giudiziaria, opportunamente informata disponeva l’associazione presso le camere di sicurezza della Questura dell’arrestato per poi condurlo, in data 20 febbraio presso la casa Circondariale di Napoli- Poggioreale in attesa della successiva convalida e disponeva , altresì, la denuncia in stato di libertà , per il reato di detenzione di arma da guerra a carico dei genitori C.S. e G. B.
Salerno, il pm chiede 8 anni di carcere per l’attore Diele
Il pm Elena Cosentino del Tribunale di Salerno ha chiesto otto anni di carcere per l’attore romano Domenico Diele accusato di aver investito e ucciso mentre era drogato e ubriaco alla guida la salernitana Ilaria Dilillo la notte tra il 23 e 24 giugno dello scorso anno. L’incidente si verificò allo svincolo autostradale di Montecorvino Pugliano. Il processo con rito abbreviato si sta celebrando davanti al gup Pietro Indinnimeo del Tribunale di Salerno. Nel corso dell’udienza di oggi l’avvocato Michele Tedesco, che rappresenta il padre e il fratello della vittima che si sono costituiti parte civile, ha chiesto il risarcimento del danno ed una provvisionale pari a 500 mila euro. Alla prossima udienza, il 27 febbraio, ci saranno le discussioni dei difensori dell’imputato e la sentenza.
Grande festa per il Trio La Smorfia: una manifestazione di 5 giorni per i quarant’anni dalla nascita del Trio
Annunciata questa mattina nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo, a Napoli, una grande festa per celebrare Massimo Troisi e il Trio La Smorfia. Da una idea di Mario Esposito e Lello Arena, Enzo De Caro e Stefano Veneruso, nipote di Troisi, daranno vita a una manifestazione che si terrà a Napoli dal 18 al 24 giugno. Un lavoro di progettazione, studio e ricerca di materiali inediti che va avanti da più di un anno che possa offrire, per i quarant’anni del Trio, una rassegna antologica delle loro produzioni teatrali, televisive e cinematografiche che hanno indubbiamente segnato la storia della recitazione napoletana e italiana.
L’iniziativa vedrà la partecipazione di alcuni grandi protagonisti dello spettacolo e della cultura che hanno lavorato direttamente con Troisi o che si sono ispirati a lui. La direzione artistica è a cura di Lello Arena ed Enzo De Caro e le serate saranno a cura di Stefano Veneruso. Cinque sere spettacolo e per ognuna un tema che verrà sviluppato in un dibattito/show attraverso testimonianze, aneddoti. Ogni serata sarà aperta da un gruppo musicale emergente e a seguire sarà proiettata una selezione dei migliori videobox che tutti i fans di Massimo Troisi e de La Smorfia potranno lasciare su una piattaforma creata ad hoc. Inoltre ogni serata avrà la proiezione di un film di Massimo Troisi. I temi scelti per le cinque serate con i relativi film sono: Donne di Massimo con “Pensavo fosse amore invece era un calesse”, No stop con “Ricomincio da tre”, Amici di Massimo con “Non ci resta che piangere”, Fans famosi con “Scusate il ritardo” e, infine, tema Poesia con “Il postino”.
Durante la manifestazione avrà ampio spazio l’associazione “Bambini Cardiopatici nel Mondo”. Intanto si sta lavorando per l’allestimento di una mostra su Massimo Troisi e La Smorfia.
Estradato il narcos De Simone arrestato ad Amsterdam
Rientra oggi in Italia, presso l’aeroporto di Fiumicino, Francesco De Simone, 62enne napoletano, arrestato ad Amsterdam dieci giorni fa, grazie alle preziose indagini esperite dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Torre Annunziata e dal supporto del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Divisione S.I.Re.N.E. (Supplementary Information Request at the National Entry) che ha coordinato il lavoro della Polizia olandese per localizzarlo. De Simone, latitante dal 2015 e condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti ad oltre 7 anni di reclusione, ha sempre ricoperto il ruolo di ‘broker della droga’ per i sodalizi criminali di Torre Annunziata, fungendo da tramite per quei carichi che proprio dall’Olanda raggiungevano i porti italiani. All’arrivo a Fiumicino scortato dagli Agenti dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, verranno espletate le formalità dell’arresto sul territorio nazionale presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, ed immediatamente sarà associato presso la competente Casa Circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria partenopea.






