“A chi mi ispiro come giocatore? Beh, non devo cercare lontano: a Napoli abbiamo Hamsik, lo guardo ogni giorno in allenamento e sicuramente vorrei diventare come lui. Scudetto? Sentiamo di non essere lontani da questo sogno e per noi le prossime saranno 12 finali: dobbiamo cercare di vincerle tutte e così facendo il sogno diventerà realtà”. “Col tempo sono cresciuto, ma tutti sanno che posso fare ancor di più. Il paragone con De Bruyne? Stiamo parlando di un campione che da tre anni è tra i migliori del suo ruolo. Mi fa piacere essere accostato a lui, ma ad oggi è molto più forte di me. Ho le potenzialità per diventare un campione e spero che ciò accada a breve, ma per adesso devo solo pensare solo a lavorare”. Così il centrocampista del Napoli Piotr Zielinski nell’intervista odierna rilasciata a Radio Kiss Kiss Napoli.
Napoletani scomparsi in Messico, la famiglia vede de Magistris. Chiesto un incontro col ministro Alfano
“Anche oggi abbiamo seguito questa tragica vicenda, ho incontrato alcuni familiari delle tre persone scomparse, ieri c’è stata una fiaccolata, il Governo è più volte intervenuto, ne parlano i media”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, risponde ai giornalisti che, a margine della presentazione della “consulta degli immigrati”, nella sala Giunta di Palazzo San Giacomo, gli chiedono dei tre napoletani scomparsi in Messico alla fine di gennaio e di cui non si hanno notizie. Ieri nel tardo pomeriggio c’è stata una fiaccolata a piazza Municipio, in quell’occasione il primo cittadino ha incontrato i familiari dei tre uomini scomparsi e racconta: “l’incontro con i familiari è stato utile, mi hanno fatto alcune richieste che devo riferire in giornata al ministro, che è in missione all’estero e mi richiamerà più tardi. La prima richiesta, che credo egli possa esaudire, è quella di incontrare i familiari, poi ci sono delle questioni che mi sono state sottoposte”. “Sicuramente c’è l’ansia di sapere che fine hanno fatto queste persone “, afferma il numero uno di palazzo San Giacomo, “e che si possa fare tutto quello che è doveroso, perché le indagini di polizia siano quanto più scrupolose e dettagliate ed efficaci”. “È una vicenda assai inquietante”, conclude il leader di demA, “che coinvolge tre cittadini napoletani, farò di tutto perché l’attenzione sia molto alta su questa vicenda e che il Governo e le forze istituzionali coinvolte facciano di tutto per far sapere ai familiari qual è la situazione”.
Intanto le agenzie di stampa internazionali confermano quanto anticipato ieri sera da cronachedellacampania: un 24enne italiano, Umberto Stefano, e’ stato fermato lo scorso 20 febbraio dalla polizia messicana nello stato di Guanajuato, nel centro del paese, mentre trasportava generatori elettrici simili a quelli che vendevano Vincenzo Cimmino e Raffaele e Antonio Russo, i tre napoletani scomparsi nel vicino stato di Jalisco nel gennaio scorso. Dopo una serie di accertamenti, Stefano e’ stato rilasciato, ma gli e’ stato sequestrato il materiale e le autorita’ hanno aperto un’inchiesta, anche per accertare se vi siano legami con il caso di Cimmino e dei fratelli Russo. Secondo la stampa locale Stefano circolava sulla strada che porta da Irapuato a Penjamo quando e’ stato fermato per un controllo. A bordo del suo veicolo sono stati trovati generatori elettrici e pompe idrauliche, apparentemente di marca falsificata. Questi apparecchi, segnala la polizia in un comunicato “sono usati per realizzare vendite truffaldine presso gli stabilimenti agricoli, con emissione di fatture apocrife”. Consultando gli archivi di Interpol, la polizia messicana ha scoperto che Umberto Stefano aveva precedenti penali in Italia ed era entrato in Messico come turista.
A Napoli però non si placano le polemiche perché in una nota il Sindacato unitario giornalisti della Campania, Fnsi, Ordine nazionale dei giornalisti e Usigrai si schierano a difesa della “giornalista napoletana Claudia Marra, mentre preparava un servizio per la trasmissione di Raidue “I fatti vostri” sugli italiani scomparsi in Messico, e’ stata vittima di un episodio intollerabile. Uno dei parenti che non aveva alcuna intenzione di raccontare quanto accaduto in Messico, al rifiuto della giornalista di realizzare un servizio inutile ha immediatamente registrato un video in diretta su Facebook contro la collega. Al video sono seguiti commenti violenti e anche minacce di morte contro la cronista. Da questa mattina una pattuglia della polizia vigilia sulla sua sicurezza”. E per questo che “chiedono che la Rai affianchi la giornalista contro gli autori del video e delle minacce e sono pronti a costituirsi parte civile in un eventuale processo contro queste persone”.
Dossier sui preti gay, il vescovo di Lagonegro incontra i sacerdoti citati. La Curia invita a denunciare gli abusi
Potenza. Dossier sui preti gay: il Vescovo della diocesi Tursi-Lagonegro ha incontrato, singolarmente, i sacerdoti i cui nomi compaiono nel dossier scritto dal gigolò Francesco Mangiacapra e consegnato alla Curia di Napoli. La Curia guidata da Monsignor Vincenzo Orofino ha fatto sapere che “in modo del tutto precauzionale, ha già incontrato singolarmente i sacerdoti i cui nomi, a vario titolo, sono apparsi sulla stampa” come quelli che sarebbero citati nel “dossier” sulla rete dei preti gay. Inoltre la Curia ha precisato che “ad oggi, nessuna copia del ‘dossier Mangiacapra’ è stato trasmesso alla curia di questa diocesi. Solo lo studio attento e competente del ‘dossier’ – è stato spiegato – potrà far emergere eventuali responsabilità e permettere alle autorità ecclesiastiche di prendere le decisioni più opportune, secondo le vigenti norme della Chiesa”. La curia, inoltre, ha sottolineato che alla diocesi di Tursi-Lagonegro “non sono mai arrivate lettere firmate o anonime per denunciare abusi sessuali che sarebbero stati commessi da sacerdoti: nulla è mai giunto alla curia o al vescovo. Onde favorire l’accertamento della verità – e’ scritto in una nota – chiunque ne fosse a conoscenza è vivamente pregato di fornirne copia a questa curia per permettere ai competenti uffici diocesani di compiere il proprio dovere”. Infine, la nota della diocesi parla di “momento di particolare sofferenza morale e spirituale” e di una comunità diocesana “profondamente turbata nel sentire religioso”.
“Splendi piccola stella”, i commoventi biglietti sui banchi di Alessia e Martina. LE FOTO
“X Alessia. Spero che la sù tu possa star meglio di quando eri qua giù. Non potrò mai dimenticarmi di te. E’ il tuo momento, splendi piccola stella, e anche se siamo lontani io ti porto sempre nel mio CUORE. Da Renee. Spero che tu mi abbi perdonato. Mi Manchi. Nessuno se ne va per sempre”. E’ il commovente messaggio scritto da uno degli amichetti di classe di Alessia. Il messaggio era contenuto in un grande cuore ritagliato da un quadernone a quadretti e poggiato sul banco della tredicenne nella terza media dell’istituto Antonio Ballardini di Cisterna di Latina. Un altro le ha scritto: ” Amici da 11 anni, abbiamo riso, scherzato, giocato e pianto insieme. Ma che ci vuoi fare, la vita è imprevedibile. martedì ti ho vista ridere, e a pensare che no ti vedrò più ci sto malissimo. Immaginavo che avremmo pianto tutti insieme, ma alla fine di questo viaggio. ma il tuo è finito prima del nostro. Addio amica mia, e fai vedere chi eri e chi sei la sopra”. E ancora: “Carissima Alessia, io ti ho sempre voluto bene, e non smetterò anche se non ti vedrò più. La tua immagine è sempre dentro la mia mente, e non significa che sarai dimenticata, sari sempre nel mio cuore. Ti penserò sempre, piangerò, ma non sari mai dimenticata, soprattutto da me. Sono stati gli anni più felici e sorprendenti della mia vita perché c’eri tu, e ci sarai sempre. Ti voglio bene e te ne vorrò per sempre”.
Rose bianche e rosse sono state messe stamane sui banchi di Alessia e Martina nella scuola che si trova a pochi passi dall’abitazione dove ieri all’alba il padre, Luigi Capasso, dopo avere sparato alla moglie Antonietta Gargiulo, le ha uccise e poi si e’ suicidato. Per la piu’ piccola, Martina, otto anni, un pupazzetto giallo donato da un suo compagno. Un altro compagno ha chiesto invece alla preside, Patrizia Pochesci: “Ma secondo te Martina sta sopra o sotto le nuvole?”. E la preside ha replicato: “Secondo me sopra le nuvole”. E il piccolo ha chiesto ancora: “Ma secondo te può giocare con i cani?”, Perchè Martina li amava tanto. I piccoli dopo due ore, come concordato tra genitori e docenti, hanno lasciato la scuola alle 10 e 30. Se i compagni di Martina erano tristi ed alcuni hanno pianto, gli alunni delle della classe di Alessia, 14 anni, secondo la preside erano arrabbiati. Non sono riusciti a parlare, solo un compagno ha chiesto: “Perche’?”. Per ricordare Alessia i compagni di classe hanno chiesto il permesso di affiggere fuori la porta dell’aula una foto che li ritraeva tutti insieme felici: quando erano andati a vedere la mostra di Leonardo a Cisterna. Sul banco di Martina che frequentava la seconda elementare una rosa bianca, mentre su quello di Alessia che era in terza media un biglietto con scritto “Ale” e un cuore, oltre a due mazzi di fiori. Anche all’esterno dell’istituto ci sono dei fiori e biglietti per ricordare le bambine uccise. Fiori sono stati lasciati anche al residence “Collina dei Pini”, dove ieri si è consumata la tragedia. “Sapevamo che i coniugi Capasso stavano divorziando e che i loro rapporti non erano idilliaci, ma arrivare a pensare ad un epilogo del genere no”. Ha spiegato ancora la preside Patrizia Pochesci. “Del resto stavano affrontando un divorzio – aggiunge – frequentissimo oggigiorno, ma non ne conoscevamo la gravita'”. Secondo la preside, “non ci sono parole degne per commentare una situazione del genere. Siamo tutti molto frastornati”.Studenti, docenti, e famiglie della scuola Antonio Bellardini, l’istituto che frequentavano Alessia e Martina Capasso, nel pomeriggio parteciperanno ad un “momento di preghiera” nella parrocchia di San Francesco a Cisterna, per ricordare le due piccole di 13 e 7 anni, uccise ieri dal loro papa’. “Alle 17 – dice la preside Patrizia Pochesci dell’istituto Bellardini, frequentato da 1.328 alunni – chi vorra’ potra’ venire a pregare”. La preside descrive le due ragazzine come “solari e discrete: Martina, la piu’ piccola, socializzava con i suoi silenzi. Non amava molto parlare. Alessia, la maggiore, che conoscevo da 11 anni, era solare, discreta ma piu’ coinvolgente e sempre disponibile ad aiutare gli altri”. Per la preside stamattina a scuola, conclude, “c’era un silenzio assordante e tante lacrime”.
Torre Annunziata, controlli della polizia: arrestati due noti pregiudicati
Gli agenti del Commissariato di P.S. Torre Annunziata hanno effettuato una vasta e mirata attività di controllo del territorio , in particolare nei quartieri cittadini a maggiore densità criminale, sulle arterie principali di comunicazione , nei centri commerciali nonché ponendo grande attenzione sui soggetti pregiudicati sottoposti a misure di prevenzione e di sicurezza. Verso le 13.00 del giorno 28 i poliziotti intercettavano un’autovettura condotta da un noto pregiudicato, Gallo Francesco di 37 anni, in transito sulla via Vittorio Veneto che alla vista della volante si immetteva sulla via Melito effettuando numerose manovre spericolate, mettendo a repentaglio l’incolumità di alcune persone per sottrarsi all’alt che gli era stato intimato.
L’inseguimento si è concluso nel Parco Trento dove il Gallo è stato bloccato e trovato in possesso di un involucro trasparente di cellophane contenente sostanza erbacea di colore verde- marrone risultata all’analisi marijuana per un totale di quasi 4 grammi.Il Gallo è stato tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione di sostanza stupefacente, per la violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale alla quale era sottoposto nonché per le violazioni al codice della strada per guida senza patente, auto sprovvista di assicurazione e guida pericolosa.Sottoposto a giudizio con rito direttissimo nella giornata odierna, presso il Tribunale di Torre Annunziata.Il giorno 27 è stato altresì rintracciato il pregiudicato Osimo Pasquale di 28 anni, condannato dal Tribunale di Torre Annunziata all’espiazione di tre anni e 4 mesi di reclusione per rapina, il quale veniva associato alla casa circondariale di Napoli Poggioreale. Nel corso dei servizi di controllo del territorio sono state intercettate due cittadine ucraine prive di permesso di soggiorno che sono state accompagnate alla frontiera di Fiumicino per l’espulsione dal territorio italiano
Innocenzo Dall’Osso vittima illustre della retorica savoiarda falsa e bugiarda. A lui un omaggio postumo?
L’archeologo preistorico Innocenzo DALL’OSSO intuì, sostenne e tentò di affermare – scrivendo e operando con tenacia – la grande importanza delle fasi preistoriche campane, che nulla avevano da invidiare a quelle dell’Italia del Nord. Tutt’altro, perché testimoniavano una civiltà affermata.
Egli trovò sempre però di traverso sulla propria strada il più autorevole collega PIGORINI e certa intellighenzia paleontologica asservita al potere
savoiardo prepotente nella Italia postunitaria, che era alla ricerca di lignaggio e credibilità in Europa, ormai alle soglie dell’avvento dei totalitarismi.
Luigi PIGORINI con la propria teoria proponeva un legame ideale tra i popoli italici delle Terramare e gli abitanti del centro Europa, coerente con le scelte di quei governi sabaudi che miravano a un avvicinamento tra Regno d’Italia e Imperi germanici. Il cattedratico contribuì così, forse scientemente, ad alimentare e diffondere l’idea di una arcaica e originaria preminenza del Nord sul Meridione d’Italia, dovuta alle sua vicinanza ideale e geografica alle nazioni di lingua tedesca. A ciò si opponeva di fatto DALL’OSSO, brandendo i risultati delle proprie fruttuose ricerche condotte sulla preistoria della Valle del Sarno, che egli riteneva almeno altrettanto prestigiosa e anche “generatrice” degli insediamenti nel territorio pompeiano. Ma Pompei nel Regno d’Italia era intanto divenuto un intoccabile simbolo di una Romanità dalle radici lontane.
DALL’OSSO allora cercò sostegno alle proprie intuizioni eseguendo saggi archeologici nel sottosuolo di Pompei, alla ricerca delle sue radici arcaiche.Purtroppo dai suoi scavi stratigrafici non emersero – o non furono coltivati –segni diacronici espliciti dalla Pompei romana già portata alla luce.
L’assenza di risultati fu intesa come un fallimento e innescò polemiche roventi, tanto che addirittura si scomodò “Don” Benedetto CROCE, scrivendoa favore di DALL’OSSO sul periodico Napoli Nobilissima. Il Tempo e la Storia però hanno fatto giustizia, dando ragione al precursore
DALL’OSSO e torto al cattedratico PIGORINI. In anni più recenti alcune indagini archeologiche mirate hanno poi confermato che il sito arcaico di Pompei era frequentato addirittura già nel tardo Neolitico e stabilmente occupato sin dall’antica età del Bronzo. Cioè il sito pompeiano era occupato da abitanti stanziali molto tempo prima distrutturarsi, nel Sec. VI a. C., come un abitato urbano evoluto e difeso da una poderosa cinta muraria, definita osca. Le scoperte infatti fanno ipotizzare l’esistenza di un insediamento preistorico del tardo neolitico – cioè databile intorno al tremila a.C.(!) – non lontano da quella che sarà, successivamente, la Pumpàia osca.Dunque, senza girarci intorno, dobbiamo concludere che la piena
riabilitazione di Innocenzo DALL’OSSO, sebbene postuma e tardiva, si profila necessaria. In vita a lui tocco’ di essere al centro di vivaci polemiche e (mal)trattato davisionario, perché aveva eseguito scavi a San Marzano e a San ValentinoTorio, rinvenendo, tra l’altro, anche i resti di un abitato palafitticolo. Tra le accuse, la più cocente e sanguinosa era quella che sosteneva che i numerosi reperti lignei da lui scavati nella Valle del Sarno erano i resti di processi di decomposizione naturale di legni e pali, da studiare dal punto di vista… botanico più che archeologico! L’insediamento capannicolo di Lòngola, protetto da centinaia di pali di legno, ha dimostrato che DALL’OSSO aveva in buona parte ragione ! Ma l’archeologia togata savoiarda, quella più “ministeriale” e romanocentrica – già pronta ad abbracciare il Fascismo strisciante – colse l’occasione per liberarsi di DALL’OSSO e delle sue teorie velleitarie e “revisionistiche”. DALL’OSSO fu rimosso da Pompei e trasferito nelle Marche, nel nome del
prestigio del giovane Regno d’Italia “riunito” sotto un’unica bandiera tricolore, ancora grondante sangue e ingiustizie.
Federico L.I. Federico
(Fine)
Post Scriptum
Al precursore di Lòngola, Innocenzo DALL’OSSO, il Comune Poggiomarino, anche di intesa con gli altri Comuni della Valle del Sarno teatro delle sue fruttuose ricerche e di ritrovamenti preistorici potrebbe dedicare con un atto simbolico riparatore il Sito Archeofluviale di Lòngola appena inaugurato, nel solco di un consapevole revisionismo storico e di un maturo Meridionalismo. Dalle colonne di questo Giornale lanciamo la proposta, chiedendo adesioni.
Reggia Caserta: chiude bar interno, dipendenti in agitazione
In agitazione i lavoratori del bar interno alla Reggia di Caserta, che da oggi ha chiuso i battenti dopo che la direzione ha notificato alla societa’ Angelica che lo gestisce la decisione di interrompere il rapporto per scadenza del contratto. Scadenza che risale a qualche anno fa e al centro di un contenzioso finito al Consiglio di Stato. La buvette, in cui lavoravano otto persone piu’ due stagionali, era ubicata poco prima dell’ingresso del Parco Reale, in particolare alla fine del cannocchiale, il lungo corridoio che porta dall’ingresso principale a quello che da’ accesso ai giardini. Il manager bolognese non ha voluto procedere ad alcuna proroga in attesa che venisse completato l’iter per il nuovo affidamento; oggi e’ infatti prevista l’apertura delle buste con le offerte delle aziende interessate, e su 25 invitate a partecipare, solo tre hanno presentato la loro proposta. L’iter comunque non si concludera’ nei prossimi giorni, e potrebbero esserci disagi per i turisti, specie ora che il meteo dovrebbe iniziare a migliorare e arriveranno comitive e soprattutto scolaresche; cio’ gia’ a partire dal prossimo 4 marzo, prima domenica del mese, quando per l’iniziativa Domenica al museo, l’ingresso alla Reggia sara’ gratuito per quanto concerne gli appartamenti storici, mentre l’ingresso al parco si paghera’ 5 euro. Anche per questo la direzione ha fatto affiggere sulla porta d’ingresso del bar un manifesto rivolto ai turisti, che consente in questo periodo in cui il “bar e’ momentaneamente chiuso”, di “entrare e uscire dal museo con lo stesso biglietto, per usufruire dei servizi di ristoro presenti in citta'”. Con la buvette chiuderanno, anzi non riapriranno con la stagione primaverile, il chiosco-bar posto nei pressi dell’ingresso del Giardino Inglese e il ristorante Diana e Atteone posto a poca distanza dalla omonima fontana storica, entrambi erano gestiti dalla societa’ Angelica.
Elezioni: Ciarambino (M5S), De Luca come Antonio La Trippa…
“Cosa non si fa per i figli. Negli ultimi tre mesi Vincenzo De Luca si e’ visto costretto a sacrificare il ruolo di governatore, per impegnarsi notte e giorno a trovare occupazione stabile al figlio indagato Piero. E l’unico posto disponibile, che lo salvera’ anche dalle conseguenze di una possibile condanna, l’ha trovato in Parlamento. Un imputato per bancarotta non potra’ che trovarsi a suo agio tra gli scranni occupati dal Pd, dove si e’ perso il conto degli inquisiti a vario titolo. E non dovesse bastargli quell’allegra comitiva, Pierino incontrera’ certamente nuovi amici impresentabili e indagati tra i suoi alleati di Forza Italia”. Cosi’ la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino. “Nel frattempo, ci ha pensato papa’ a procurargli un salvacondotto per Roma, presenziando ad un comizio al giorno, lanciando spot poco credibili. Dai numeri farsa sulla rimozione delle ecoballe, all’apertura di qualche reparto fantasma nei rari ospedali non ancora chiusi col suo piano rivoluzionario. Oggi ha rilanciato il finanziamento sull’aeroporto di Salerno, a cui dona fior di milioni ogni anno a fronte di un numero in costante decrescita di passeggeri. Quindi e’ tornato per un giorno a fare il sindaco di Salerno, il collegio dove ha candidato Pierino, annunciando fior di opere infrastrutturali. Un comizio durante il quale ha snocciolato numeri, promesse e strabilianti proclami che ha evocato la celebre scena di Antonio La Trippa nella citta’ di Roccasecca”, sottolinea. “E’ chiaro che il governatore – conclude Ciarambino – sta provando a recuperare un po’ del terreno perso nei giorni scorsi, occupato com’era a difendere Robertino, l’altro erede, fresco indagato per corruzione, reso celebre dalla sua interpretazione nella videoinchiesta di Fanpage. Una storia che a Robertino e’ costata il posto da assessore. Sistemato Piero, ora papa’ pensera’ anche a lui. Un’occupazione gliela trovera’. Nella peggiore delle ipotesi, potra’ approfittare del reddito di cittadinanza del prossimo Governo M5S. E chissa’ che Roberto De Luca non sara’ uno dei tantissimi giovani che troveranno collocazione nel mercato del lavoro grazie alle misure introdotte dal Movimento 5 Stelle”.
Presidio lavoratori Fonderie Pisano Salerno alla Regione
Presidio dei lavoratori delle Fonderie Pisano oggi a via Santa Lucia, a NAPOLI, davanti alla sede della Regione Campania, promosso da Cgil e Fiom Campania e Salerno. “Dopo gli annunci, incomprensibili e allarmanti, di una possibile chiusura dello stabilimento da parte della Regione Campania e del Comune di Salerno – afferma il sindacato – non una parola e’ stata spesa per dare un orizzonte di serenita’ ai lavoratori. Gli stessi lavoratori che hanno gia’ vissuto gli ultimi due anni nella piu’ profonda esasperazione dopo il fermo del 2016 e la riapertura a scartamento ridotto e con lo stipendio dimezzato”. Cgil e Fiom “hanno sempre ribadito la necessita’ di salvaguardare salute e lavoro e si sono mosse in ogni direzione possibile per ottenere la costruzione di un nuovo impianto in altra area industriale”. “E’ necessario – concludono Cgil e Fiom – che la politica ponga in essere atti concreti per dare risposte ai bisogni dei lavoratori e per supportare la costruzione del nuovo stabilimento”. Al termine della manifestazione e’ stato fissato un incontro per martedi 6 marzo alle ore 10, presso palazzo Santa Lucia, con Fulvio Bonavitacola, per la presidenza della giunta regionale e gli assessori Amedeo Lepore e Sonia Palmeri. Incontro al quale il sindacato chiede sia convocata anche l’azienda.
Elezioni: manifesti choc contro Renzi, impedita l’affissione
A Pomigliano d’Arco (NAPOLI) le forze dell’ordine hanno impedito l’affissione abusiva di centinaia di manifesti funebri che annunciavano la morte del segretario del Pd Matteo Renzi, con tanto di richiamo ai funerali previsti per “domenica 4 marzo dal Parlamento”, e anche di altri manifesti con la foto dell’ex premier in una bara attorniata da articoli di giornale che richiamano suicidi di operai e morti bianche. I manifesti erano stati fatti stampare da Si Cobas e Collettivo 48OHM, che ieri ne avevano annunciato l’affissione invitando il segretario Pd “a non disertare l’evento elettorale di Pomigliano”. Evento poi annullato. “La nostra era satira – si giustificano oggi i sindacalisti – e la ‘morte’ di Renzi era elettorale, prevedendo la grande batosta che il Pd prendera’ domenica alle urne. Noi operai, per la vita che viviamo, non potremmo esprimere una satira ‘vitale’, ‘allegra’, ma non gli abbiamo augurato di fare la nostra stessa vita, non siamo stati cattivi fino a questo punto”. A Renzi, aggiungono i promotori dell’iniziativa “abbiamo solo preannunciato la sconfitta elettorale del Pd domenica – hanno concluso – che per uno come Renzi che si realizza nell’apparire, nel comandare, significhera’ tornare dietro le quinte e questo sara’ veramente ‘macabro’ per lui”.
Elezioni: De Luca, mi aspetto molti voti
“Mi aspetto molti voti. Mi aspetto che la grande famiglia salernitana difenda la dignita’ di Salerno e di questa provincia che e’ stata gratuitamente calpestata per anni. Chiedo che si difenda la nostra dignita’ e i nostri interessi con tanta maggiore convinzione perche’ il governo regionale ha dimostrato di rispettare tutti i territori allo stesso modo. Quello che mi pare inaccettabile e’ che ci sia gente come i 5 Stelle che sono nemici di Salerno a Napoli e poi si presentano qui a chiedere non si sa che cosa”. A dirlo, in merito alle prossime elezioni, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a margine di una conferenza stampa sugli investimenti per le opere pubbliche, tenutasi stamane a Salerno.
Musica: Nino D’Angelo suonera’ al Bataclan di Parigi
Nino D’Angelo suonera’ al Bataclan di Parigi, l’1 dicembre: si aggiunge una nuova tappa al suo “Il Concerto 6.0” perennemente “sold out” ovunque in Italia e in Europa (a novembre il tour tocchera’ anche Londra e il 30 dello stesso il Forum di Liegi). La notizia e’ apparsa sulla pagina Facebook dell’artista e in meno di 24 ore, secondo quanto riferisce una nota, “ha fatto il giro del web superando un milione di visualizzazioni, ottenendo un effetto mediatico senza precedenti tra like e condivisioni”. L’artista e’ entrato in classifica nelle statistiche musicali di YouTube (IT) dov’e’ tra i primi cinque italiani piu’ visti dal 2014 ad oggi. Ora, “una “prova” impegnativa sia dal punto di vista umano che emotivo attende l’artista napoletano: calcare il palco del Bataclan di Parigi, teatro del terribile attentato del 13 novembre 2015, in cui persero la vita 128 persone. Nino D’Angelo pero’, si sa, e’ portatore sano di vita, di coraggio e di buona musica – tutti ingredienti che anticipano gia’ una serata carica di passione e spiritualita’ all’ennesima potenza”, aggiunge la nota. La voglia di “festeggiare” i suoi 60 anni (compiuti lo scorso 21 giugno) insieme al suo pubblico – ha portato l’artista in giro per l’Italia e per l’Europa, una tourne’e – partita con il sold out nella Curva B dello Stadio San Paolo di NAPOLI (dello scorso 24 giugno) – che ha fatto registrare sempre l'”overbooking” (da Milano a Torino, a Reggio Emilia, Cosenza, Roma, Catania e Palermo; dalla Germania alla Svizzera). E, su tutte, NAPOLI dove, dopo l’ultimo evento live al PalaPartenope e’ stata fissata una nuova data, il 19 maggio.
Preti Gay a Napoli: nel dossier i nomi di 34 sacerdoti
Nessun caso di pedofilia, nessun reato, un dossier e un elenco di 34 pareti e 6 seminaristi. E’ in sintesi quanto acquisito dalla Curia di Napoli da Francesco Mangiacapra, un escort che ha svelato prima in un libro poi in varie interviste un giro di festini gay con sacerdoti anche campani, che ieri ha poi portato la sua testimonianza in Curia a Napoli. Curia che interviene con una nota per fugare ricostruzioni della testimonianza apparse su quotidiani. “Il signor Francesco Mangiacapra ha consegnato, ieri mattina, al Cancelliere della Curia Arcivescovile negli Uffici di Largo Donnaregina, un dossier di denuncia di casi di presunta omosessualita’, ritirando il cd gia’ portato il 21 febbraio scorso, ‘per fornire invece un file con lo stesso materiale, ma disposto in maniera piu’ ordinata”‘, spiega la Curia. “L’unico elenco di nomi che io fornisco e’ quello di stamattina – ha messo a verbale Mangiacapra – corredato da cio’ che ritengo essere delle prove”, dichiarazione sottoscritta da lui stesso, dal Cancelliere e dal notaio ad actum. E ha precisato che “su internet e WhatsApp circola un file denominato preti Salerno 1, in cui sono elencati una serie di nomi di preti che si imputano come gay. Non sono stato io a redigere questo elenco che circola, sebbene risulti firmato a mio nome”. Mangiacapra ha aggiunto che “l’elenco numerico dei nomi diffuso da alcuni organi di stampa e’ impreciso, perche’ ai nomi che effettivamente segnalo in questa sede con relativi allegati vengono ingiustamente aggiunti nomi di altri preti a loro volta menzionati nelle conversazioni allegate”. “Questo mio file contiene 34 sacerdoti e 6 seminaristi. Preciso altresi’ – ha aggiunto – che non riscontro nel materiale consegnato casi di pedofilia ne’ alcun profilo di condotta penalmente rilevante: si tratta di peccati, non di reati”, si legge ancora. “Mi sono rivolto alla diocesi di Napoli innanzitutto perche’ risiedo a Napoli e questa e’ la Curia per me piu’ facilmente raggiungibile, in secondo luogo per la presenza di padre Ortaglio, che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare. “opo aver preso visione del documento stampato in mia presenza presso questa Curia Arcivescovile in data odierna, dichiaro che esso, composto da 1233 pagine, e’ da me sottoscritto sulla prima ed ultima pagina e corrisponde integralmente al file da me esibito”, conclude il verbale delle dichiarazioni di Mangiacapra. Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, preso atto del documento, contenente chat, e tenuto conto che esso fa riferimento a diocesi diverse, ha deciso di trasmetterlo alle competenti autorita’ ecclesiastiche del Vaticano per gli adempimenti ritenuti necessari. “Al di la’ della competenza – sottolinea Sepe – e al di la’ del fatto che, nel documento sbobinato e stampato, lasciato e sottoscritto dall’autore, non figurano nomi riconducibili alla diocesi di Napoli, resta la gravita’ dei casi denunciati per i quali, allorche’ accertati, coloro che hanno sbagliato devono pagare e devono essere aiutati a pentirsi per il male fatto”.
Napoli-Roma: l’arbitro sarà Massa
LAZIO – JUVENTUS Sabato 03/03 h.18.00
BANTI
COSTANZO – VUOTO
IV: DAMATO
VAR: IRRATI
AVAR: PERETTI
ATALANTA – SAMPDORIA
TAGLIAVENTO
DI IORIO – TOLFO
IV: DI PAOLO
VAR: CHIFFI
AVAR: PICCININI
BENEVENTO – H. VERONA
VALERI
DI FIORE – MONDIN
IV: MARTINELLI
VAR: MARIANI
AVAR: POSADO
CHIEVO – SASSUOLO
GUIDA
CARBONE – DI VUOLO
IV: ILLUZZI
VAR: PINZANI
AVAR: MANGANELLI
GENOA – CAGLIARI h.12.30
PASQUA
PRENNA – ZAPPATORE
IV: MANGANIELLO
VAR: MARESCA
AVAR: SERRA
MILAN – INTER h.20.45
DI BELLO
GIALLATINI – DOBOSZ
IV: DOVERI
VAR: ORSATO
AVAR: SCHENONE
NAPOLI – ROMA Sabato 03/03 h.20.45
MASSA
MELI – TEGONI
IV: PAIRETTO
VAR: FABBRI
AVAR: RANGHETTI
SPAL – BOLOGNA Sabato 03/03 h.15.00
ROCCHI
DI LIBERATORE – TONOLINI
IV: ABISSO
VAR: GIACOMELLI
AVAR: PASSERI
TORINO – CROTONE
GAVILLUCCI
DE MEO – FIORITO
IV: SACCHI
VAR: MAZZOLENI
AVAR: CRISPO
UDINESE – FIORENTINA
LA PENNA
MARRAZZO – LA ROCCA
IV: ROS
VAR: CALVARESE
AVAR: AURELIANO
Baby gang a Napoli, il Ministro Minniti: “Si stringe il cerchio sugli aggressori di Arturo”
Napoli. BAby gang: il cerchio si stringe sugli aggressori di Arturo: ad annunciarlo il Ministro dell’interno Marco Minniti commentando a L’aria che tira su La7 l’aggressione del ragazzino napoletano per il quale uno solo degli autori è stato individuato. “Non voglio anticipare nulla, ma il cerchio si sta stringendo sugli aggressori di Arturo, non avremo pace finchè non li avremo presi tutti”. Arturo era stato accoltellato a Via Foria, una settimana prima di Natale. Gli aggressori gli tagliarono la gola ed è stato molti giorni ricoverato in ospedale. E’ stato uno dei fenomeni di baby gang più cruenti degli ultimi mesi a Napoli. Numerose le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti.
Nola, poliziotto accusato da un pentito di camorra: assolto dai giudici Giuseppe Bruno
Nola. Agente accusato da un collaboratore di giustizia di essere un referente del clan: assolto dopo cinque anni. Finisce con un’assoluzione per non aver commesso il fatto, la disavventura giudiziaria di Giuseppe Bruno, ex assistente in servizio al Commissariato di Nola. Il poliziotto finì nel mirino della magistratura nel 2013 quando il collaboratore di giustizia, Salvatore De Martino – arrestato nel 2011 – lo indica come il referente del suo clan per ottenere informazioni riservate e evitare arresti o controlli. Il pentito sostenne di aver raccolto le amicizie e l’eredità del boss Felice Napoletano, ucciso nel maggio del 2003. In particolare, parlò di alcuni poliziotti del commissariato di Nola: Giuseppe Bruno, Pasquale De Santis e altri due agenti, la cui posizione è stata archiviata nel corso dell’udienza preliminare. Nel 2015 De Santis fu giudicato con rito abbreviato e fu condannato ad una mite condanna, Bruno invece scelse la strada del giudizio ordinario. Difeso dall’avvocato Giuseppe De Gregorio, il 19 febbraio scorso i giudici del Tribunale di Nola hanno assolto Giuseppe Bruno.
Nel corso del dibattimento ha evidenziato le incongruenze delle accuse del pentito. Nonostante, De Marino sostenne che grazie al poliziotto il clan aveva la possibilità di commettere estorsioni e traffici d’armi non è riuscito a collocare la condotta dell’agente in un arco temporale prestabilito.
L’ex ras, riferendo di un viaggio con Bruno per andare a trovare un boss in Calabria, non avrebbe indicato la località dell’incontro. La Procura, che per Bruno aveva invocato una condanna a otto anni di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso, favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, è stata smentita dalla sentenza dei giudici nolani che hanno assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.
N’drangheta all’estero: arresti in Slovacchia
Nel corso delle perquisizioni domiciliari sono state arrestate una decina di persone, ha detto ai media il presidente della polizia slovacca Tibor Gaspar. La pista principale delle indagini e’ la criminalita’ organizzata, ha anche spiegato. “Dello sviluppo dell’inchiesta informeremo nel corso della giornata”, ha riferito all’agenzia Tasr, Martin Waldl, del presidio della polizia. Kuciak, trovato ucciso nel suo appartamento insieme alla ragazza la settimana scorsa, aveva scritto su quattro famiglie calabresi, ritenute dell’orbita ndranghetista – Vadala’, Cinnante, Roda’ e Catroppa – che nell’Est della Slovacchia svolgono attivita’ imprenditoriali soprattutto nell’agricultura. Il reporter aveva inoltre rivelato i legami dell’imprenditore Antonino Vadala’ con l’assistente del premier Robert Fico, Maria Troskova, e il segretario del consiglio di sicurezza, Vilian Jasan. Entrambi hanno fatto un passo indietro ieri, fino alla fine delle indagini.
Cisterna, oggi Antonietta sarà operata per estrarle la pallottola dal volto
E’ ancora sedata e ricoverata nella terapia intensiva dell’ospedale San Camillo di Roma, Antonietta Gargiulo, la moglie del carabiniere autore della strage familiare di ieri a Cisterna di Latina. Secondo quanto si e’ appreso, le sue condizioni sono gravi ma stazionarie e la prognosi rimane al momento riservata. I medici stanno valutando quando sottoporla a un intervento maxillo-facciale alla mascella sinistra, colpita da un proiettile. L’operazione potrebbe esserci nelle prossime ore, forse in giornata. Intanto a Melito sua città di origine si prega per lei e per le sue bambine scomparse. In città infatti vive il fratello Giovanni Gargiulo, molto conosciuto e titolare di un negozio di articoli sacri. L’uomo frequenta la parrocchia Santa Maria delle Grazie di piazza Santo Stefano, dove da anni è impegnato con la comunità Gesù risorto. Così come facevano la sorella e il marito quando il loro matrimonio non mostrava i segnali della crisi. I due infatti frequentavano il gruppo di preghiera ‘Gesu’ risorto’ nella chiesa di San Valentino a Cisterna. Situazione diversa invece si vive a Traversa privata Casilli, a pochi passi dal Corso Secondigliano. E’ li che è cresciuto Luigi Capasso, il carabiniere autore della strage. Il padre Giuseppe, dipendente comunale in pensione, e la mamma Nunzia si sono chiusi nel loro dolore. Chi conosceva Gino, così come veniva chiamato nel quartiere il carabiniere, non riesce a darsi una spiegazione di quanto accaduto. Capasso era tornato a casa la scorsa settimana per salutare i genitori e niente lasciava presagire a una tragedia che solo oggi per molti era già annunciata.
Furto di carte credito: arrestata una donna lucana
Una persona è stata arrestata e altre sei sono state denunciate in stato di libertà alla magistratura dai Carabinieri, in provincia di Potenza, con le accuse – a vario titolo – di furto aggravato e indebito utilizzo di carte di credito. La persona arrestata è una donna di Paterno che, in una casa, ha rubato una borsa e denaro contante.
Preso falso dentista: curava e operava su un furgone
Senza nessun requisito professionale offriva cure ortodontiche in forma itinerante, viaggiando per le città d’Abruzzo su un autocarro con l’insegna pubblicitaria “Sos Dentiera”. I Carabinieri del Nas di Pescara hanno denunciato per esercizio abusivo della professione odontoiatrica un 55enne della provincia di Chieti. Con un kit pronto all’uso, è stato accertato, l’uomo effettuava visite diagnostiche, trattamenti sanitari, riparazioni odontotecniche a ignari pazienti. La Procura di Pescara ha emesso un decreto di perquisizione locale e personale, eseguito, in collaborazione con i Carabinieri della Compagnia di Chieti, nell’abitazione del falso dentista. Oltre al furgone, i militari hanno trovato una struttura abusiva allestita, nelle pertinenze dell’immobile, con pannelli in legno e cartongesso al cui interno erano stati allestiti uno studio dentistico e un laboratorio odontotecnico. L’operazione rientra nell’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo sanitario portata avanti in tutto l’Abruzzo.



