Archeologia Digitale

Pompei, nuovi scavi a Porta Stabia: ricostruita con l’IA fuga di un uomo dall’eruzione

Straordinaria scoperta nella necropoli: ritrovati i resti di due fuggiaschi del 79 d.C. Grazie alla collaborazione tra il Parco e l’Università di Padova, la tecnologia restituisce un’immagine realistica e scientifica della tragedia
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A quasi duemila anni dall’eruzione che cancellò la città, l’intelligenza artificiale varca le soglie di Pompei per riportare alla luce non solo reperti, ma storie umane. Per la prima volta, il Parco Archeologico, in collaborazione con l’Università di Padova, ha utilizzato software di IA e tecniche digitali avanzate per ricostruire gli ultimi istanti di vita di una delle vittime ritrovate durante i recenti scavi nella necropoli di Porta Stabia.

La fuga disperata: un mortaio come scudo

L’indagine ha portato alla luce i resti di due uomini. Il più giovane è stato probabilmente ucciso all’istante da una nube ardente (corrente piroclastica), mentre il più adulto offre una testimonianza commovente della lotta per la sopravvivenza. Quest’ultimo è stato ritrovato con un mortaio di terracotta accanto al capo: l’uomo lo aveva usato come scudo per proteggersi dalla pioggia incessante di lapilli, una dinamica che conferma le cronache di Plinio il Giovane, il quale descrisse i fuggiaschi con cuscini legati sulla testa per ripararsi dai detriti. Accanto a lui, gli archeologi hanno rinvenuto una lucerna per farsi luce nel buio della cenere, un anello di ferro e dieci monete di bronzo.

L’IA al servizio della Storia

Il modello digitale generato non è una semplice fantasia grafica, ma un prototipo sperimentale basato su dati scientifici rigorosi. «L’IA può contribuire a un rinnovamento degli studi classici, raccontando il mondo antico in maniera più immersiva», spiega il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel. Un concetto ripreso dal Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che sottolinea come le metodologie innovative possano regalare prospettive storiche inedite, rendendo la conoscenza accessibile a un pubblico sempre più vasto.

Etica e Tecnologia: il dibattito di Orbits 2026

Il tema dell’intelligenza artificiale sarà al centro del dibattito internazionale a luglio, quando Pompei ospiterà l’evento “Orbits — Dialogues with Intelligence”. Tra i protagonisti il filosofo di Yale Luciano Floridi, che avverte: «L’IA produce ipotesi, non verità. La responsabilità scientifica resta umana. Il rischio non è che l’IA sbagli, ma che noi smettiamo di pensare usandola».

Questa scoperta conferma ancora una volta come Pompei sia un laboratorio unico al mondo, capace di coniugare l’erudizione dell’archeologia tradizionale con la “magia” della ricostruzione digitale, permettendoci di guardare negli occhi chi, duemila anni fa, cercava invano di sfuggire alla furia del vulcano.

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