I carabinieri della stazione Torre del Greco capoluogo hanno arrestato un 60enne del luogo già noto alle forze dell’ordine perché resosi responsabile di evasione dagli arresti domiciliari, a cui era stato sottoposto per vari furti di biciclette nella penisola sorrentina. Al principio di marzo era stato arrestato dai carabinieri di Sorrento subito dopo aver rubato una bicicletta elettrica e mentre era in procinto di salire su un treno in direzione di Napoli con il maltolto. Da allora, in meno di un mese, è stato arrestato almeno cinque volte per evasione. L’ultima volta era stato fermato tre giorni da dalla Polfer alla Stazione centrale di Napoli dopo l’ennesimo furto di una bici.
Castellammare, evade per la Pasquetta: arrestato affiliato al clan
Castellammare, evade dai domiciliari per la Pasquetta mai i carabinieri lo beccano e lo arrestano. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castellammare di Stabia hanno arrestato Michele Imparato, un 47enne della traversa Lattaro già noto alle forze dell’ordine ritenuto affiliato al disciolto clan camorristico degli “imparato”. Stava scontando 8 mesi di reclusione in regime domiciliare per resistenza a pubblico ufficiale ma i militari dell’arma lo hanno sorpreso in stato di evasione. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.
Patty Pravo, la ragazza del Piper ai suoi primi settant’anni
Nicoletta Strambelli, per tutti Patty Pravo, compirà i suoi primi settant’anni il prossimo 9 aprile.
Nata a Venezia, frequenta il Conservatorio della sua città nei corsi di composizione e pianoforte per poi stabilirsi a Roma dopo il ritorno dalla Gran Bretagna. A Roma intanto era nato il Piper Club, locale nel quale diventa una vera e propria star. Ben presto si ritrova negli studi della RCA a registrare “Ragazzo triste”, il suo primo disco, versione italiana di “But you’re mine”. Un successo travolgente: la sua voce rinnova la canzone italiana. Poche apparizioni in tv e si conferma il successo discografico. Il nuovo 45 giri “Sto con te” e “Qui e là” vanno a ruba, stessa sorte, negli anni Settanta, per “Tu mi fai girar” o “Pazza idea”. All’apice del successo, non mancano le proposte cinematografiche, fra cui una pellicola ispirata alla sua storia e al clima di quegli anni intitolata “L’immensità (La ragazza del Piper)”. Tornata in auge nel 1990 vincendo “Una rotonda sul mare” e incidendo un nuovo disco con i suoi successi rivisitati e reinterpretati in chiave moderna. Nel 1994 incide a Pechino un nuovo lavoro: “Ideogrammi”, cantato in italiano, cinese, francese e con l’utilizzo di “slang” inventati, traendo ispirazioni dai dialetti locali.
Una nuova pausa per Patty Pravo fino al 1997, quando al Festival di Sanremo, canta “Dimmi che non vuoi morire”, scritta da Vasco Rossi. Con l’album successivo “Notte, guai e libertà” riconquista il pubblico. Dopo un’ulteriore collaborazione con Vasco Rossi nell’album “Una donna da sognare”, nel 2002 torna a Sanremo con “L’immenso” e un nuovo album: “Radio station”. Il 2 ottobre 2007 esce nelle librerie il libro “Bla, bla, bla…”, autobiografia scritta con Massimo Cotto. Viene pubblicato a novembre 2007 l’album “Spero che ti piaccia…Pour toi…, un omaggio della cantante veneziana alla indimenticabile Dalida, a vent’anni dalla sua morte. Nel 2008 esce il singolo “La bambola” per celebrare i quarant’anni dalla sua uscita e nel mese di febbraio dell’anno seguente partecipa al Festival di Sanremo 2009 con il brano “E io un giorno verrò là”, composto dal giovane Andrea Cutri. L’inedito sanremese viene inserito nel doppio album Live. Torna a Sanremo 2011 con il brano “Il vento e le rose” e nel 2016, per la decima volta, con il brano “Cieli immensi”.
Una vita piena quella di Patty Pravo, ricca delle più diverse esperienze: una infanzia libera, sua madre conosciuta tardi, il successo, le droghe e Jimi Hendrix. E’ la vita piena di una star senza tempo, la cui musica attraversa trasversalmente molte generazioni.
San Gennarello sotto choc per la morte di Luigi ucciso da un ucraino ubriaco e drogato alla guida
Aveva assunto anche droga oltre che essere ubriaco l’ucraino che nella notte di Pasqua si è schiantato con la sua auto contro una Fiat Punto con tre giovanissimi di San Gennarello di Ottaviano, causandone la morte di uno dei tre e il ferimento grave di un secondo. La vittima si chiamava Luigi Cangianiello, di 27 anni, è morto sul colpo. Un suo amico, Giovanni Coppola, è in coma farmacologico all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Un altro amico di Luigi, Francesco Ambrosio, è rimasto ferito ma è stato subito dichiarato fuori pericolo. L’ucraino che guidava una potente Bmw ha riportato solo lievi ferite così come la moglie e un amico che erano in auto con lui. E’ stato subito arrestato e rinchiuso a Poggioreale con l’accusa di omicidio stradale. L’incidente è avvenuto alle 2,30 della notte tra domenica e lunedì in viale Terracciano, centralissima arteria residenziale di Pomigliano. La Bmw che viaggiava ad oltre 140 chilometri all’ora non si è fermata allo stop e si è schiantata contro l’auto dei tre ragazzi di San Gennarello che era usciti per una birra e un panino. L’impatto è stato violentissimo tanto che Luigi Cangianiello, che era seduto sul sedile posteriore, ha sfondato com la testa il parabrezza dell’auto e si è schiantato con un marciapiede. E’ morto sul colpo. Una scena raccapricciante si è presentata davanti agli occhi dei soccorritori. L’auto dei ragazzi si era schiantata contro il gazebo di un bar, fortunatamente chiuso a quell’ora. La giovane vittima era molto conosciuta nella frazione di San Gennarello di Ottaviano, lui gestiva un supermercato, aveva la passione per il calcio e la musica, e il padre Aldo è un volontario dell’associazione Valsi di san Giuseppe Vesuviano che assiste anziani e disabili. Degli altri due amici coinvolti nell’incidente Francesco Ambrosio lavora a Milano: è tornato per le vacanze di Pasqua proprio per stare insieme agli amici e alla famiglia, mentre Giovanni Coppola fa il cameriere. Il sindaco di Ottaviano ha proclamato per domani, giorno dei funerali, il lutto cittadino.
Terra dei Fuochi, l’anatema del Vescovo contro la scarcerazione dei Pellini
Acerra. La scarcerazione, dopo dieci mesi di reclusione, dei fratelli Pellini, imprenditori finiti in carcere con una condanna per disastro ambientale sta scatenando un fiume di polemiche. La liberazione dei tre condannati ha provocato anche la mobilitazione delle associazioni della Terra dei Fuochi i cui militanti faranno anche una manifestazione. I fratelli Pellini sono usciti di prigione in modo così rapido grazie all’effetto dei sei mesi di reclusione cautelare, dello sconto di tre anni consentito dall’indulto del 2006 e di un provvedimento di sospensione della reclusione inferiore ai quattro anni. Un provvedimento provvisorio che dovrà essere valutato dal tribunale. Oltre alla mobilitazione generale a scendere in campo contro il provvedimento dei giudici è proprio il vescovo di Acerra che non ha perso occasione di parlare durante la messa di Pasqua.
“La decisione di scarcerare i Pellini – dice dal leggio – sottovaluta il dramma umanitario dell’inquinamento, umilia i cittadini e incoraggia certi comportamenti. Siamo rassegnati perché la legge ha fallito. Questa notizia – ha affermato Di Donna – ci ha lasciato sgomenti. Desta come minimo un forte sconcerto, un rammarico. Sono stati condannati per un grave disastro ambientale di cui ancora oggi non è possibile calcolare completamente gli effetti devastanti sulla salute dei cittadini. E anche se è un provvedimento che si dice provvisorio ridimensiona comunque fortemente quella sentenza grave, chiara, che la corte di cassazione, massimo grado di giustizia, solo pochi mesi fa aveva emanato e che parlava di grave disastro ambientale ad Acerra. È stata dunque una decisione che suscita sconcerto in noi perché significa sottovalutare il dramma umanitario dell’inquinamento per il quale da noi si continua ad ammalarsi e a morire. Una decisione che suscita disorientamento per la difformità di giudizio tra i diversi organi della giustizia. Una decisione che non tiene in considerazione, umilia e mortifica la sensibilità dei cittadini verso il dramma ambientale. Una decisione che, nonostante un decreto del governo di due anni fa sulla terra dei fuochi, incoraggia certi comportamenti. Sì, capisco la vostra rassegnazione: noi sperimentiamo il fallimento delle leggi, della nostra ansia di giustizia. L’immobilismo è sovrano e questo genera rassegnazione perché tutto fermo: gli impegni assunti dalle istituzioni, ma anche i nostri impegni personali e sociali sembrano fermi in questo ambito. L’osservatorio regionale sull’ambiente non parte – dice – E non parliamo delle bonifiche. Si, c’è lo smaltimento delle ecoballe. Ma anche quello va a rilento. Inoltre indagini recenti hanno dimostrato che si continua a lucrare sull’affare dei rifiuti. E le richieste che più volte i cittadini hanno avanzato e cioè quelle di una moratoria seria, che si opponga a nuovi insediamenti inquinanti, le richieste di controllare continuamente l’aria che è inquinata, di far funzionare le centraline per il controllo delle polveri sottili: inevase”.
Sequestrati 800mila litri di alcol nocivi in provincia di Napoli
Il Reparto Carabinieri Tutela Agroalimentare di Salerno e il personale dell’Agenzia delle Dogane di Napoli 2, Salerno e Caserta, hanno posto sotto sequestro circa 786mila litri di alcool pronto alla vendita. La sostanza – si aggiunge – non era idonea al consumo umano. Una persona è stata denunciata per frode in commercio di sostanze nocive (articoli 444 e 515 del codice penale). L’immissione di tale prodotto nocivo sul mercato avrebbe permesso introiti pari a circa 12milioni di euro. Gli investigatori hanno sequestrato l’intero stabilimento oggetto delle verifiche, poiché privo della prevista Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), per un valore corrente dell’intero provvedimento pari a circa 10milioni di euro. Dopo il decreto, disposto della Procura della Repubblica di Napoli Nord, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo di ulteriori 13.000 litri di prodotti ed infusi a base di alcool – si spiega in una nota – contenenti sostanze nocive e non ritenuti idonee al consumo umano, per un valore commerciale pari a 250.000 euro. L’attività dell’Arma, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane – si sottolinea – ha permesso di sventare l’immissione sul mercato di sostanze che avrebbero minato la sicurezza alimentare degli italiani e offuscato l’immagine degli operatori onesti del comparto.
Morto l’anziano colpito dalla caduta delle luminarie per il tornado a Sessa Aurunca
Sessa Aurunca. E’ morto il professore Michele Bosso,82 anni, ferito dalla caduta di luminarie avvenuta nella piazza principale sabato pomeriggio a causa di un improvviso tornado che aveva colpito il centro del paese.Nella stessa circostanza era rimasta ferita anche una donna, Gemma Fastoso che aveva riportato un trauma cranico, fortunatamente non grave, e varie contusioni ed escoriazioni. La tragedia ha colpito il comune casertano. Le immagini della furia del tornado e della caduta delle luminarie in piazza XX Settembre. Il sindaco Silvio Sasso ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali, il comitato festeggiamenti ha rinviato le varie manifestazioni programmate fino a mercoledì per la festa della Madonna Avvocata del Popolo e San Leone IX, patroni della città.Il vescovo, Orazio Francesco Piazza, nella Messa celebrata per la festa patronale, ha invitato i fedeli a pregare per Bosso e i familiari. Sulla caduta delle luminarie è stata aperta un’inchiesta da parte della magistratura.
Torneo di Calcio Giovanile “Costa di Sorrento”, i risultati della 11esima edizione
Sorrento. Spettacolo e divertimento regala ancora un volta in Penisola Sorrentina il Torneo di Calcio Giovanile “Costa di Sorrento” andato in scena dal 29 al 31 marzo. L’evento, firmato dall’associazione leader nel turismo sportivo Sud Eventi in collaborazione con lo sponsor tecnico Legea, ha visto la partecipazione di oltre mille ragazzi in rappresentanza di oltre cinquanta squadre provenienti dall’Italia.
Vittoria dell’Atletico Grifone Calcio nella categoria 2009, mentre per la categoria 2008 vittoria ai calci di rigore per il S.Aniello. La stessa società campana ha vinto anche nelle categorie 2007, 2006 e 2005, confermando di avere un validissimo settore giovanile. Nella categoria 2004, invece, successo per la compagine toscana del Gavorrano, nella categoria 2003 vittoria del trofeo per la Virtus Napoli. Infine, nella categoria 2202, vittoria della Scuola Calcio Bernardino Cordova.
«Il divertimento dei ragazzi, insieme agli accompagnatori e alle loro famiglie, è per noi l’aspetto più importante, per cui vederli andare via con il sorriso sui volti è sempre una grande soddisfazione. – dichiara il presidente della Sud Eventi, Nello Malafronte – È un torneo in forte crescita e lo testimonia la presenza di tantissimi team e ci auguriamo che i nostri eventi possano essere un ulteriore elemento trainante per l’economia turistica dei nostri splendidi territori campani».
Il “Costa di Sorrento” ha aperto ufficialmente la stagione sportiva delle manifestazioni targate Sud Eventi. Al torneo pasquale seguirà nel Cilento, a sud della provincia di Salerno, il “Cilento Sport Festival” dal 29 aprile al 1 maggio. Il programma completo degli eventi si può scaricare sul sito www.sudeventi.it
Detenuto muore in ospedale per una perforazione all’intestino: scatta l’inchiesta
E’ morto in carcere a Fuorni per una perforazione all’intestino dopo che era stato ricoverato alcuni giorni prima per accertamenti presso la sezione detentiva dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ma era stato dimesso. lamentava forti dolori addominali. Aniello Bruno, 50 anni, un noto pregiudicato di Angri condannato per associazione camorristica è morto nella notte tra sabato e domenica in un disperato tentativo di intervento chirurgico per tamponare la perforazione che aveva all’intestino. La moglie, che lo aveva visto il giorno prima durante il colloquio, ha presentato una denuncia attraverso l’avvocato Pierluigi Spadafora. La salma del detenuto ora è stata sequestrata e il magistrato ha disposto l’autopsia che dovrà chiarire le cause della morte ed eventuali responsabilità. La moglie ha saputo della morte del marito la domenica di Pasqua quando è stata avvisata che l’uomo era morto durante un intervento chirurgico in ospedale senza nemmeno avvisarla del suo ricovero. Anche i compagni di cella hanno fatto sapere tramite l’avvocato che Aniello si lamentava da una settimana. la moglie ora vuole capire se il marito poteva essere salvato se ci fosse stata una maggiore attenzione nelle visite mediche. Il magistrato ha disposto il sequestro anche di tutte le cartelle cliniche.
Aniello Bruno era stato arrestato nel febbraio del 2017 insieme con il boss Marzio Galasso detto ‘Marzullo’, il figlio Giovanni e Aldo Fluido Esposito detto ‘Gigin o cusacc’. Secondo l’accusa minacciavano le vittime delle loro estorsioni, quasi sempre imprenditori edili, costringendoli a pagare il pizzo. Le indagini partirono dopo l’esplosione di un ordigno in un cantiere edile di Sant’Egidio del Monte Albino nel 2016, dove stava sorgendo un centro medico polispecialistico. Numerosi gli episodi contestati ai Galasso, padre e figlio. In particolare per l’estorsione al centro medico, dopo aver fatto esplodere l’ordigno, i due imposero alla vittima di mettersi sotto la ‘protezione’ della malavita per evitare conseguenze peggiori. Tra le vittime il titolare di una impresa edile che avrebbe dovuto versare la somma di 50mila euro,e quello di una ditta impegnata a realizzare un sottovia carrabile ad Angri, commissionato da Rete Ferrovie Italiane. Fu poi la volta di una società immobiliare, anch’essa costretta a versare cinquemila euro per la cessione di una quota di una comproprietà familiare collegata all’impresa stessa.
Le indagini si sono concentrate tra il 2016 e il 2017. Marzio Galasso è accusato anche di evasione dagli arresti domiciliari, di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di detenzione di armi. Reato contestato unicamente anche a Fluido, che avrebbe «commercializzato illegalmente» armi di svariato tipo e calibro, in favore proprio di Galasso Marzio che secondo quanto emerso nel corso delle indagini era vicino al clan scafatese dei Loreto-Ridosso. I quattro, però, facevano riferimento al clan Galasso-Fontanella, operante nella zona tra Angri e Sant’Antonio Abate.
Nico, il 21enne trovato morto in un vallone a Positano e il mistero della camicia tolta
La Procura di Salerno ha aperto un’inchiesta sulla morte del 21enne napoletano Nico Marra trovato cadavere nel pomeriggio di oggi, dopo due giorni e mezzo di ricerche, in un vallone a Positano dove era andato a divertirsi per la Pasqua con un gruppo di amici. Il magistrato ha disposto anche l’autopsia sul corpo per stabilire come per prassi, ad accertare le cause del decesso. C’è un particolare misterioso sulla sua morte perché lungo le scale che portano poi al vallone sottostante dove è stato trovato il suo corpo, i soccorritori hanno trovato la sua camicia. E quindi hanno avuto la certezza di cercare in quella zona. Il suo corpo è stato ritrovato e individuato alle 13 è stato poi recuperato verso le 16 dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, Servizio Regionale Campania e dai Vigili del Fuoco. Di Nico si erno perse le tracce nella notte tra sabato e domenica nei pressi della discoteca Music on the rocks alla fine della famosa spiaggia di Fornillo a Positano. Secondo quanto raccontato dai testimoni il ragazzo aveva bevuto un po troppo e ad un certo punto è stato visto uscire dal locale. ma non aveva fatto ritorno nell’appartamento alla Chiesa Nuova affittato con altri tre amici. Si era temuto anche il peggio pensando che fosse caduto in mare dalla scogliera esterna della discoteca. Ipotesi scartata perchè qualcuno dopo la denuncia di scomparsa da parte dei familiari e degli amici aveva fatto sapere ai carabinieri di averlo visto in giro nella notte per le strade di Positano.La giornata di sabato si era ritrovato con gli amici al Bar Internazionale dove aveva assistito alla partita del Napoli. Alla fine della partita erano scesi tutti a bordo dell’auto, parcheggiata distante dal centro, sulla Statale Amalfitana 163, in località Sponda.
E’ uscito dalla discoteca dopo le 3 di notte, seguito a distanza da una ragazza. Poi è risalito in Piazza dei Mulini dove le telecamere lo hanno ripreso alle 4,17 completamente da solo. Poi il ragazzo è stato ripreso mentre camminava lungo Via Cristoforo Colombo, la strada che poi porta alla Sponda dove aveva parcheggiato l’auto nei pressi della ferramenta Casola. Dopo la Sponda ha imboccato le scale di Via Kempff, superando il luogo dove aveva parcheggiato l’auto. all’individuazione del corpo del giovane napoletano si è arrivati perché lungo scale è stata ritrovata la sua camicia la sua camicia. E qui nasce il dubbio e scatta il mistero in questo storia. Perchè Nico nonostante le temperature rigide della notte si è tolto la camicia? Le immagini lo hanno ripreso prima di salire le scale che esce dall’auto con la camicia tra i denti? Il grado alcolico era talmente elevato che ha sentito la necessità di togliersela? Gli sarà caduta durante la salita in evidente stato di euforia. O ha incontrato qualcuno che lo ha spinto giù dal dirupo? Gli investigatori stanno riguardo le immagini delle telecamere anche per capire se ci sono altre figure umane che compaiono prima e dopo la presenza di Nico in quella zona. Quella è una scala poco frequentata e poco abitata che porta al “Cimitero vecchio” di Positano, la parte meno recente del cimitero locale, da una parte , e dall’altra alla località “Selva”. Ed è proprio verso la”Selva” che si è recato Nicola. Una zona impervia e senza illuminazione dove la strada si trasforma in un sentiero che sovrasta il vallone “Fiumiciello”, dove si trova l’omonima spiaggia. Ed è qui che il ragazzo sarebbe scivolato precipitando da un burrone da una trentina di metri di altezza. Almeno questa è l’ipotesi più accreditata. Ma il dubbio della camicia resta e allora gli investigatori vogliono vederci chiaro fino in fondo.
Ladro d’auto ferito gravemente in un conflitto a fuoco con i carabinieri
Ladro d’auto ferito gravemente dai carabinieri durante una sparatoria nel corso di un rocambolesco inseguimento in autostrada. E’ accaduto in serata a Mercato San Severino. Il ferito, che si trova ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ed è sottoposto a un delicato intervento chirurgico, è un albanese di 40 anni. Con lui vi erano anche due complici che sono riusciti a fuggire e sono attivamente ricercati. Il terzetto era stato intercettato da una pattuglia dei carabinieri alla barriera autostradale di Mercato san Severino dove avevano da poco compiuto il furto di un’auto. Ne è è nato un inseguimento che si è protratto fino in via Picentino a Pontecagnano Faiano. Qui i tre hanno abbandonato l’auto e hanno cercato la fuga a piedi scavalcando il guard rail. Ne è nato uno conflitto a fuoco. Ma uno dei tre è rimasto ferito da un proiettile esploso dai carabinieri nel tentativo di fermare la loro fuga.
Bimba di sei anni cade e muore nel vano motore di un motoscafo
Una bambina di sei anni è morta per le ferite riportate in un incidente avvenuto a bordo di un motoscafo nei pressi di Lezzeno, sul lago di Como. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri la bimba sarebbe scivolata nel vano motore dell’ imbarcazione del nonno picchiando la testa contro gli ingranaggi. Soccorsa dall’elicottero del 118, la bimba è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Brescia dove è deceduta nel primo pomeriggio.
Il nonno della bimba è sotto choc. La dinamica non è ancora stata chiarita: la bambina era su un motoscafo a pochi metri da riva, nei pressi del cantiere nautico Matteri. L’imbarcazione aveva aperti i portelloni del vano motore, uno dei quali si sarebbe improvvisamente chiuso. La bambina sarebbe stata colpita proprio da uno dei portelloni ed è caduta nel vano motore, riportando un gravissimo trauma cranico.
Pasquetta, rientro da bollino rosso sulla Roma-Napoli e in altre parti d’Italia
Rientro dalle vacanze di Pasqua e dalla gita di Pasquetta con traffico intenso sull’A1 Roma-Napoli. Dal pomeriggio il flusso di veicoli e’ andato gradualmente aumentando fino a diventare intenso in serata sia in direzione Roma sia verso Napoli, tra Colleferro e Cassino, nel Frusinate. Non si sono registrate, finora, situazioni critiche e la polizia stradale e’ impegnata con diverse pattuglie per monitorare il rientro nelle grandi citta’ dopo il ponte di Pasqua.Code causa traffico intenso anche sulla A1 Roma-Napoli a Santa Maria Capua Vetere in uscita in direzione da Napoli dalle 20.30. Lo comunica Viaggiare informati. Ma non va bene neanche su altre autostrade italiane. Pasquetta da bollino rosso lungo tutto lo Stivale per le gite fuori porta e per il rientro dalle vacanze pasquali. Complice la giornata di bel tempo anche al Nord, traffico intenso sulle autostrade e strade extraurbane italiane. Incolonnamenti si sono verificati in prossimità con le città turistiche e verso le località marittime. Traffico anche in corrispondenza del lago di Garda. La situazione più critica riguarda il tratto veneto della A4 Torino Trieste. In direzione Milano le code superano i 20 chilometri. Tra Padova e Vicenza i rallentamenti segnano i 13 chilometri. In mattinata si sono registrati 11 km di incolonnamenti nei pressi di Verona.La situazione è migliorata nel pomeriggio, in attesa dell’ora di punta prevista in serata. Il calvario riguarda migliaia di automobilisti che si sono messi in viaggio. Sono circa 11 milioni gli italiani che hanno scelto di fare una gita fuori porta, anche con il classico picnic nel verde nel rispetto della tradizione al mare, in montagna, in campagna o comunque nel verde, fuori e dentro le città. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti/Ixè per la Pasquetta dalla quale si evidenzia la voglia di evasione degli italiani spinti dal caldo e dal sole dopo un inverno freddo e piovoso. Oltre 350mila persone hanno deciso di pranzare a tavola in un agriturismo a Pasquetta per cogliere l’opportunità di trascorrere una giornata lontano dalle città senza rinunciare alla comodità e alla protezione garantita dall’ospitalità delle aziende di campagna.In Liguria code a Barriera Di Genova Ovest (Km. 132,8) in direzione Genova dalle 20.34. Sulla A10 Genova Ventimiglia, traffico intenso nel tratto compreso tra Arenzano (Km. 20,2) e Allacciamento A26 Ge Voltri-Gravellona T. (Km. 12,6) in direzione Genova dalle 19.53. Secondo quanto comunica Viaggiare informati, in Sicilia sulla A20 Messina-Palermo traffico intenso tra Barriera Di Messina Nord (Km. 20,5) e Svincolo Messina-Boccetta (Km. 8,9) in direzione Messina. Traffico intenso sulla A1 Roma-Napoli a Santa Maria Capua Vetere in uscita in direzione da Napoli dalle 20.30. In Toscana sulla S01 per Livorno, code nel tratto compreso tra Svincolo Pontedera Ovest-Ponsacco (Km. 55) e Svincolo Santa Croce Sull’arno (Km. 38) in direzione Firenze dalle 20.30. In Lombardia le code tra Seriate (Km. 181,1) e Cavenago (Km. 152,1) in direzione Milano sono iniziate alle 17.39.
Napoli, autista Anm muore mentre è al lavoro
Napoli. “Poco fa l’addetto all’esercizio su gomma l’ autista Nicola Barbato di circa 60 anni è stato colto da malore mentre era in servizio presso il deposito di via Puglie. Purtroppo nn ce l’ha fatta. Gli operatori del 118 hanno cercato di rianimarlo senza esito. Si è trattato di Infarto. L’azienda esprime il suo commosso cordoglio”. Lo rende noto l’Anm. Si è sentito male poco dopo le 18. I colleghi hanno chiamato i soccorsi e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno cercato di rianimarlo per una ventina di minuti ma inutilmente. Si sarebbe trattato di infarto. L’azienda, in una nota, esprime “il proprio commosso cordoglio alla famiglia Barbato”
E’ nato Diego Matias Maradona, la gioia di nonno Diego
Diego Armando Maradona ha un altro nipote ed è nonno ancora una volta. Dopo Benjamin, nato dall’unione di sua figlia Giannina con l’attaccante ora al Man City Sergio Aguero, oggi è nato Diego Matias, primogenito di Diego Maradona junior e di sua moglie Nunzia. “Vi racconto che è nato il mio nipotino Diego Matias Maradona, pesa 3 kg e mezzo, ed è bellissimo. Sono molto felice e mi riempie il cuore. Ora me lo godrò come non sono riuscito a fare con mio figlio Diego”, ha scritto l’ex fuoriclasse sui social. “E’ nato Diego Matías Maradona!Pesa 3.480 kg e sia lui che la mamma stanno benissimo. Il papà invece incomincerà a cambiarsi i pannolini insieme a lui!”, ha scritto invece su Instagram Diego jr., figlio dell’ex Pibe de Oro e di Cristiana Sinagra ed ex giocatore della nazionale italiana di beach soccer: segnò anche un gol nella finale dei Mondiali 2008 a Marsiglia, persa 5-3 dagli azzurri contro il Brasile.
Trentamila arrivi a Ischia per il ponte di Pasqua
Sono stati circa trentamila gli arrivi nell’isola di Ischia nel ponte di Pasqua e 28000 le partenze (dato questo rilevato alle 19). E’ il bilancio diffuso dal comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Ischia, tenente di vascello, Alessio De Angelis, che ha tenuto in considerazione gli arrivi e le partenze da venerdi’ santo a oggi. Il dato e’ in linea con gli arrivi e le partenze del 2016 (ponte pasquale dal 25 al 28 marzo) quando gli arrivi furono 25.878 e 21.675 le partenze. Ma inferiore a quello del 2017 (ponte pasquale dal 14 al 17 aprile) quando i passeggeri in arrivo furono 40.871 e 30.254 quelli in partenza. Ischia e’ stata scelta per il ponte pasquale, tra gli altri, anche dal leader della Lega Matteo Salvini che vi ha trascorso tre giorni di relax prima di rituffarsi nella settimana delle consultazioni al Quirinale.
Avellino: Novellino non si dimette, si va verso l’esonero
La decisione dell’esonero è stata presa da Walter Taccone in prima persona che dopo aver atteso le eventuali dimissioni dell’allenatore, dopo aver incassato un no secco dallo stesso Novellino, ha convocato il diesse Enzo De Vito e il figlio Massimiliano. Difficile arrivare a Stellone e Drago, che hanno già rifiutato il Pescara. Sul taccuino i nomi di Bergodi e Foscarini ma circola insistente anche il nome di Sasà Sullo, ex vice di Ventura con la Nazionale Italiana
Controlli antidroga a Capri: 9 giovani denunciati
Controlli antidroga con unita’ cinofile al porto di Capri in occasione della festività di Pasquetta. In azione i finanzieri della tenenza di Capri e del gruppo pronto impiego di NapoliI con due cani addestrati, in collaborazione con il personale della dogana. Numerosi i giovani, in transito sulle banchine di Marina Grande, fermati e sottoposti a controllo. Nove persone sono state segnalate al Prefetto per possesso di droga per uso personale. Sequestrate alcune decine di grammi di hashish e marijuana.
Napoli, nuova stesa di camorra contro l’abitazione di Sergiolino Grassia
Ennesima stesa di camorra a Napoli. Gia’ sabato scorso, a Forcella, in piazza Calenda, nel cuore di Napoli, i sicari avevano fatto fuoco cinque volte contro l’abitazione di un pregiudicato legato al clan Giuliano, gli ex boss della zona adesso quasi tutti in carcere. Domenica una sparatoria e’ stata segnalata a San Giovanni a Teduccio, quartiere orientale della citta’. La ‘stesa’, raid con spari in aria per strada, e’ avvenuta in via Sorrento, nei pressi dell’abitazione di un pregiudicato piu’ volte finito nel mirino dei pistoleri, dato che contro di lui sono state organizzate ben quattro spedizioni. Si tratta di Sergio Grassia, ex uomo di fiducia del boss Ciro Rinaldi detto my way, arrestato due settimane fa quale mandante dell’omicidio di Raffaele Ultimo Cepparulo e dell’innocente, Ciro Colonna avvenuto il 7 giugno del 2016 in un cicrolo privato al Lorro 0 di Ponticelli. Grassia negli ultimi tempi si sarebbe allontanato dal clan Rinaldi. In una delle stese contro la sua abitazione, quella del pomeriggio del 31 dicembre, fu ferito per errore un ragazzino di 12 anni affacciato alla finestra dell’abitazione di un suo parente. Non si esclude che la sparatoria di San Giovanni a Teduccio sia collegata a quella di Forcella per una serie di accordi tra clan. In particolare i Rinaldi e Giuliano contro i Mazzarella da sempre in combutta per la spartizione del territorio sia del centro città sia della zona Orientale. L’arresto di Rinaldi deve aver dato di nuovo slancio ai Mazzarelliani dopo che il mese scorso in un precedente blitz finirono in carcere in 10 tra cui il boss Francesco Mazzarella mentre risultano ancora latitanti il reggente Salvatore Fido e altri due affiliati. Ma nonostante la mazzata ricevuta dallo Stato il clan Mazzarella continua nella sua guerra contro i Rinaldi: Tra il due e tre marzo scorso infatti ci sono stati due stese, una sempre in via Sorrento dove fu ferito un anziano innocente e una secondo in vico Soprammuro nei pressi di piazza Mercato sempre in zona Rinaldi.
Il gruppo grazie a Ciro Mazzarella, al latitante Salvatore Fido latitante e al cosiddetto uomo nero” di San Giorgio a Cremano ha in mano il controllo degli affari illeciti da Portici, san Giorgio a Cremano e una buona parte della zona orientale di Napoli fino a piazza Mercato. Gli investigatori stanno monitorando anche la situazione di Ponticelli dopo l’arresto di Michele Minichini e della matrigna Anna De Luca Bossa, anche loro coinvolti nel blitz per il duplice omicidio Cepparulo-Colonna









