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Nuovo Governo: Di Maio aperto a tutti, tranne che al Cavaliere

Luigi Di Maio lancia, registrando la trasmissione Di Martedì su La7, la proposta di un contratto di governo da sottoscrivere – spiegano fonti M5s – o con la Lega o con il Pd. Secondo una anticipazione di Corriere.it dall’apertura verrebbe esclusa Forza Italia come partito che bloccherebbe i tentativi di riforma del sistema.

“Il Pd, coerentemente con le decisioni assunte in direzione, dirà al presidente Mattarella che non siamo disponibili ad alcun governo che abbia Di Maio o Salvini come premier – ha detto il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci -. La proposta del leader 5 stelle è ovviamente irricevibile”.

“Di Maio dimostra scarsissima cultura istituzionale perchè Berlusconi non ha bisogno di legittimazioni da lui essendo stato in questi anni votato da milioni e milioni di cittadini”, ha detto la capogruppo Fi alla Camera Maria Stella Gelmini commentando il veto del candidato premier M5S a Fi. “Siamo noi indisponibili a fare un governo con chi dimostra di non aver compreso il ruolo che gli elettori gli hanno attribuito”, ha aggiunto.

Auchan vende l’ipermercato di Napoli alla società ‘Sole 365’: scatta la protesta dei sindacati

 

Sindacati sul piede di guerra dopo la comunicazione di Auchan di chiudere i due Ipermercati di Napoli via Argine e Catania. “Dopo lo ‘sfruttamento’, il licenziamento dei lavoratori: Auchan compie una scelta incomprensibile ed arbitraria nel chiudere il punto vendita di via Argine, licenziando 153 lavoratori, e preparandosi ad altre chiusure in Campania. Bisogna fermarla”. E’ quanto afferma il Segretario Generale del Fronte Italiano per il Lavoro e la Partecipazione-Cnal, Salvatore Ronghi. “Bisogna fermare la chiusura dell’ipermercato e costringere la multinazionale francese a ragionare perché non si può consentire l’ennesimo attacco al settore commerciale e al lavoro a Napoli e in Campania” – sottolinea Ronghi – per il quale “occorre aprire immediatamente un tavolo di confronto per il mantenimento dei livelli occupazionali. Ciò anche perché – conclude Ronghi – la vendita-lampo dell’ipermercato alla catena ‘Sole 365′ non lascia presagire nulla di buono per quanto riguarda il trattamento giuridico ed economico dei pochi lavoratori che verranno, per così dire, salvaguardati”. I vertici della catena francese di ipermercati che hanno anche fatto sapere che l’ampio stabilimento di via Argine, a Napoli Est, e’ stato venduto alla societa’ campana “Sole 365”. “L’azienda e’ impegnata a limitare gli impatti sociali, cercando di individuare le migliori soluzioni per ogni collaboratore – ha spiegato Auchan Rental Italia in una nota -. Pertanto, saranno attivate una serie di iniziative e si aprira’ un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per entrambi i punti vendita. Dopo anni di continue perdite, nonostante gli sforzi dell’azienda per il rilancio commerciale dei due punti vendita, la situazione di questi due ipermercati non e’ piu’ sostenibile”. La decisione di stamattina e’ stata un vera e propria doccia fredda per i lavoratori, al punto che l’Auchan di via Argine non ha aperto al pubblico. Una protesta che “andra’ avanti fino a quando non avremo risposte”, ha fatto sapere invece Luana Di Tuoro, segretario generale della Filcams Cgil di Napoli. E poi ha aggiunto: “L’azienda non ci aveva comunicato nulla, non c’erano avvisaglie. A rischio ci sono 153 posti di lavoro più tutto l’indotto, le imprese esterne, dalle ditte di pulizia alla vigilanza, le strutture esterne e tutti gli altri negozi che hanno poca vita senza un ipermercato. Siamo fortemente preoccupati come Cgil per la ricaduta di questa decisione sul tessuto sociale tutto. Questa è una vertenza che si va ad accumulare ad altre che ci sono con una desertificazione del nostro territorio di cui Comune e Regione devono tenere conto”. Una pensiero e una riflessione molto polemica e preoccupata infine nei confronti di chi dovrebbe subentrare al posto di Auchan: “Sole 365 applica dei contratti pirata e non rispetta il contratto nazionale. C’e’, quindi, una inevitabile perdita in termini di diritti. Siamo preoccupati fortemente quando si va incontro a un impoverimento del salario perche’ e’ un impoverimento di tutto il territorio e del potere d’acquisto. E’ anche per questo che chiediamo tutele per i contratti. La politica deve rendersi conto che la Campania e’ a rischio”. Polemiche arrivano anche dalla segreteria nazionale delle UilTucs: “I lavoratori hanno appreso direttamente dall’azienda la chiusura dei due ipermercati. In entrambi i territori erano previsti incontri sindacali in questa settimana, ma evidentemente l’azienda non ha ritenuto opportuno attendere”, si legge in una nota.  “Del resto – aggiunge il sindacato – soltanto due settimane fa, il 19 marzo, in occasione dell’incontro svoltosi a Roma con le segreterie nazionali di Filcams, Fisascat e UilTucs alla presenza di un’ampia delegazione delle strutture territoriali e di Rsa-Rsu, comprese quelle dei territori coinvolti oggi da questa grave scelta, l’azienda aveva omesso di fornire notizia di tale decisione, che e’ impossibile ritenere non fosse gia’ stata adottata. Un simile comportamento inqualificabile – sostiene la UilTcsa – chiarisce, al di la’ di ogni possibile dubbio, l’importanza che Auchan attribuisce alle relazioni sindacali ad ogni livello”. Il sindacato “esprime tutta la sua solidarieta’ alle lavoratrici e ai lavoratori che vedono messa in pericolo la continuita’ dei propri rapporti di lavoro e dei propri progetti di vita personali, per di piu’ in due aree territoriali in cui le problematiche occupazionali risultano particolarmente gravi”. “Ci impegneremo a tutti i livelli e in tutte le sedi – annuncia – per cercare di ridurre al minimo le conseguenze pesanti di questa decisione, sebbene al momento continuiamo a ignorare quali iniziative l’azienda abbia intenzione di adottare”.

Napoli: col Chievo tutti allo stadio, è il momento di crederci ancora di più

Voglia di un Napoli nuovo, che dia piu’ spazio a chi e’ in panchina per cambiare marcia. E’ questo l’orientamento dei tifosi che non mollano nonostante lo stop in casa col Sassuolo e sono pronti a rilanciare domenica contro il Chievo, riempiendo il San Paolo. La prevendita veleggia e si prevedono oltre 40.000 spettatori per la sfida contro i veronesi, per un San Paolo che non vuole cedere di fronte al nuovo allungo della Juventus, schizzata a +4 sugli azzurri. A preoccupare i tifosi e’ soprattutto l’attacco spuntato degli azzurri: la macchina del gol si e’ inceppata e nelle ultime tre partite (due pari e una vittoria) sono arrivati solo due gol, quello di Albiol al Genoa e l’autogol di Rogerio contro il Sassuolo. A secco da un po’ il “tridente dei piccoli”, Insigne-Mertens-Callejon, la pressione e’ alta su Arek Milik che nel finale della gara contro gli emiliani ha dimostrato di essere tornato pericolosissimo nell’area avversaria. La sua traversa in rovesciata poteva far sognare i tifosi che ora lo vogliono vedere di piu’ in campo. Due le strade per fare spazio al polacco: rinunciare a Mertens prima punta o cambiare modulo, passando al 4-2-3-1. Due soluzioni che Sarri difficilmente adottera’ a inizio gara, a meno che non pensi che serva una scossa profonda al suo Napoli. In particolare, il cambio di modulo potrebbe essere favorito dal giudice sportivo che ha fatto scattare la qualifica per Jorginho che era diffidato ed e’ stato ammonito a Sassuolo. Sarri potrebbe puntare a un Napoli super offensivo, con Allan e Hamsik a centrocampo, oppure affidare le chiavi della linea mediana a Diawara che quest’anno e’ stato molto poco considerato dal tecnico azzurro che gli ha concesso solo spezzoni finali di gara in campionato. Domenica sara’ out per squalifica anche Raul Albiol, che Sarri sostituira’ con Chiriches, sperando che Koulibaly ritrovi la concentrazione dopo la difficile serata di Sassuolo. Ma piu’ che l’ombra del Chievo, sul San Paolo incombe l’ipotesi di una vendita, viste le difficolta’ finanziare del Comune di Napoli: “Sono contrario a una cessione dello stadio San Paolo – ha commentato oggi il sindaco de Magistris a Canale 9 – ma se arrivasse un’offerta valida la prenderemmo in considerazione e probabilmente farei un referendum consultivo in citta’: se la maggioranza dei napoletani dovesse essere favorevole alla cessione ad un prezzo dignitoso potrei anche pensarci. Personalmente credo che lo stadio vada riqualificato e ristrutturato cosi’ come gia’ stiamo facendo e che una struttura come il San Paolo non valga meno di 50 milioni di euro. Se dovesse venire De Laurentiis o qualcun altro con una cifra congrua non la riterremmo una follia, non e’ certo il Maschio Angioino o Castel dell’Ovo per i quali direi certamente di no”.

I 5 stelle accusano: ‘A Salerno gli amici di De Lica condannati e promossi’

“Condannati e promossi. E’ il paradossale destino della folta schiera di giannizzeri di Vincenzo De Luca, che con lui hanno condiviso le conseguenze della mannaia della giustizia, per questo puntualmente premiati a suon di prestigiose poltrone”. Lo sostiene, in una nota, il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Gennaro Saiello. “Da quando De Luca amministra questa Regione, – dice ancora Saiello che cita anche una serie di casi emblematici, a suo parere – tra Palazzo Santa Lucia e Palazzo di Citta’ a Salerno c’e’ una sorta di tornello. Chi esce da una delle due sedi istituzionali, entra automaticamente nell’altra. Con la Regione Campania che continua ad essere una diramazione diretta di Salerno. Comune che De Luca non ha mai smesso di amministrare grazie ad un sindaco eterodiretto a cui aveva gia’ imposto la nomina ad assessore del figlio Roberto, legittimandolo addirittura a trattare gare per lo smaltimento di ecoballe per conto del papa'”.

Terra dei fuochi, il Pg: ‘I Pellini scarcerati in base a una sentenza della Consulta’

 

 

L’indulto varato nel 2006 ha determinato la riduzione della pena da sette a quattro anni di reclusione e la recente sentenza della Corte Costituzionale ha stabilito che chi deve scontare una pena fino a 4 anni, anche residua, ha diritto alla sospensione allo scopo di chiedere la misura alternativa al carcere dell’affidamento ai servizi sociali. E’ quanto in sintesi sottolineano in una nota Luigi Riello e Antonio Gialanella, rispettivamente procuratore generale e avvocato generale della Repubblica di Napoli, per spiegare i motivi alla base delle scarcerazione dei tre fratelli Pellini, condannati con sentenza definitiva per disastro ambientale. La loro remissione in liberta’ ha suscitato l’intervento ieri del Vescovo di Acerra, che si e’ detto sconcertato e indignato, e degli attivisti della Terra dei Fuochi che stamattina hanno organizzato un sit-in di protesta davanti al Palazzo di Giustizia, al Centro direzionale di Napoli. Riello e Gialanella hanno spiegato come in questo caso la procura generale non abbia esercitato ”un suo supposto potere discrezionale ma si e’ limitata a dare doverosa attuazione ad una recentissima sentenza della Corte Costituzionale, la n.41 depositata il 2 marzo 2018”.
”Tale sentenza – si legge nella nota – afferma il principio per il quale chi deve scontare una pena, anche residua, fino a 4 anni di carcere ha diritto alla sospensione dell’ordine di esecuzione della stessa pena allo scopo di chiedere e ottenere la misura alternativa al carcere dell’affidamento in prova ai servizi sociali, nella versione ‘allargata’ introdotta dal legislatore nel 2013”. ”Il che vuol dire in tali casi – affermano Riello e Gialanella – come in quello dei tre fratelli condannati piu’ volte, il pubblico ministero abbia emesso un ordine di carcerazione deve sospenderlo, quando la pena ecceda il limite dei quattro anni, in modo che sia dato al condannato il tempo di chiedere al Tribunale di sorveglianza l’affidamento in prova ‘allargato’ ed attendere una decisione al riguardo prima dell’ingresso in carcere; il Tribunale di Sorveglianza al quale spetta la decisione circa l’ingresso in carcere del condannato ovvero la concessione dell’affidamento in prova ai servizi sociali”. ”Ed infatti – spiegano il pg e l’avvocato generale – la Corte costituzionale ricorda, nella sua sentenza, ‘lo scopo del legislatore di deflazionare le carceri, visto che esso si persegue non solo liberando chi le occupa ma anche che vi faccia ingresso chi e’ libero”. Riello e Gialanella ricordano inoltre che ai tre condannati ”la concessione dell’indulto ai sensi della legge n.241 del 2006, per effetto di una decisione della Corte di appello di NAPOLI del 26 gennaio 2018, aveva ridotto la pena degli stessi da sette a quattro anni, dei quali sei mesi gia’ scontati in sede cautelare”. ”Ne e’ seguito l’obbligo, per questa procura generale – conclude la nota – di sospendere l’esecuzione della pena, fermo il diritto dei tre condannati, comunque, per effetto di quanto detto, di domandare ed ottenere tale sospensione in attesa della decisione sulla richiesta di misura alternativa al carcere”.

Commissariata la fondazione Banco di Napoli

Su decisione del Ministero del Tesoro e’ stata commissariata la Fondazione Banco di Napoli. Il commissario prescelto, che si e’ insediato in mattinata, e’ Giovanni Mottura, presidente nazionale degli amministratori giudiziari. Il provvedimento arriva dopo mesi di conflitti interni.
La nuova gestione e’ attesa da una serie di adempimenti: dall’approvazione del bilancio consuntivo alla ricostituzione del Consiglio generale, con la sostituzione di sei componenti tutti dimissionari; fino alla gestione delle elezioni per il rinnovo delle cariche che erano comunque in scadenza a maggio prossimo. Da circa un anno la Fondazione era scossa da un conflitto interno tra il Cda della Fondazione, diretto dal professor Daniele Marrama, e una parte del Consiglio Generale. Una guerra a colpi di esposti al Ministero in cui i sei consiglieri dissidenti chiedevano la revoca del Cda. Al centro della querelle alcune operazioni finanziarie non condivise da una parte dell’organismo di gestione della Fondazione.

Napoli, dall’autopsia la verità sulla morte di Nico a Positano

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Sarà l’autopsia a stabilire cosa abbia portato alla morte di Nicola Marra, il giovane napoletano di 20 anni scomparso tra sabato e domenica scorsi, dopo una notte trascorsa in discoteca a Positano , e trovato senza vita in un vallone della località turistica della costiera Amalfitana. L’esame autoptico – che sarà eseguito con molta probabilità domani, nell’ospedale Ruggi di Salerno – potrebbe riavvolgere il nastro e fare luce su quello che è successo nelle tragiche ore successive alla scomparsa. Secondo quanto accertato finora dagli investigatori, Nicola Marra aveva raggiunto il Music on the Rocks di Positano, la nota discoteca sulla spiaggia di Fornillo, insieme con due ragazze, conosciute appena qualche settimana prima. Probabilmente aveva già bevuto prima di fare ingresso nel locale in quanto sono state trovate delle bottiglie nella sua macchina e sicuramente aveva bevuto alcol all’interno della discoteca. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni quando stava per uscire dalla discoteca non trovò il tagliando per ritirare il cappotto, particolare che – viene riferito – lo aveva particolarmente spazientito. Malgrado le amiche avessero cercato di farlo desistere, lui si incamminò comunque verso il paese. Le ragazze pensano che volesse raggiungere la macchina o forse volesse solo prendere un po’ d’aria, per placare gli stati di malinconia che poco prima lo avevano portato anche alle lacrime. Le giovani erano molto preoccupate ma incontrano altri amici della comitiva di Nicola i quali le rassicurano dicendo che spesso fa cosi’, ma che poi torna sempre. Cercano anche di contattarlo al cellulare ma inutilmente: il ragazzo, infatti, aveva smarrito il telefono all’interno della discoteca e alla chiamata risponde una giovane che l’ha trovato. Essendo rimaste senza un passaggio per rientrare a Napoli, le due giovani vengono ospitate da questi amici in una casa che avevano affittato a Positano per le vacanze pasquali. Trascorrono la notte lì e solo al mattino si rendono conto che di Nicola non c’è più traccia. Un buco lungo diverse ore dove non si sa che cosa abbia fatto e cosa abbia pensato il ventenne da solo in una notte di pioggia e vento. Dalle telecamere visionate dai carabinieri della Compagnia di Amalfi guidati dal capitano Roberto Martina – che sta coordinando le indagini – si isola una immagine che ritrae Nicola mentre si leva la camicia e la mette tra i denti, prima di smarrirla lungo il suo percorso. Camicia che verrà ritrovata dagli abitanti della zona. Il suo corpo senza vita alla fine viene trovato a torso nudo solo nella giornata di ieri, in un vallone. Nicola appartiene a una famiglia benestante di Napoli. Studi al Liceo Tito Lucrezio Caro, prima, e poi al Denza, la madre è un noto e stimato avvocato matrimonialista, Maria Teresa Incisetto, il papà Antonio lavora al Consiglio nazionale delle Ricerche. Era il primogenito. Iscritto alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Luiss di Roma (che frequentava con profitto), un ragazzo senza problemi con un futuro davanti, spezzato da una tragedia che almeno finora è senza un perchè.

Pagò 20mila euro per il posto il banca che la figlia non ottenne, per la Cassazione i soldi restano al truffatore

Chi paga una raccomandazione per un posto di lavoro ai figli e chi prende questi soldi millantando di avere le conoscenze giuste per ottenere il risultato, sono sullo stesso piano quanto a livello di “turpitudine” del comportamento, sottolinea la Cassazione in un curioso verdetto su un ‘affaire’ napoletano. Tuttavia ad avviso degli ‘ermellini’ – che hanno respinto il ricorso di un padre che rivoleva i 20mila euro pagati invano a un ‘amico’ per un posto in banca alla figlia – se la raccomandazione fallisce, e il posto evapora, i soldi devono restare a chi se li e’ presi, come accadeva nell’antica Roma. Con buona pace di chi ha pagato per nulla. In vicende del genere, spiegano i supremi giudici, prevale “il noto brocardo romanistico” per cui “in pari causa turpitudinis melior est condicio possidentis”. Insomma quando il ‘contratto’ di scambio avviene nella reciproca scorrettezza, nulla puo’ essere richiesto indietro e si tiene i soldi l’ultimo che li ha messi in tasca. Spiega la Suprema Corte che pagare per un posto e’ senz’altro un “illecito” contrario alla legge e all’ordine pubblico, e questo “a prescindere dall’esito, magari anche negativo, della trattativa immorale”. E’ pure un atto contrario al buon costume, sottolinea la Cassazione. E quando un accordo ‘turpe’ realizza “la contemporanea violazione tanto dell’ordine pubblico quanto del buon costume, attingendo ad un livello di maggiore gravita'”, nulla si puo’ pretendere indietro. Cosi’ – come nella migliore tradizione napoletana – chi ha avuto ha avuto, e chi ha dato ha dato: i soldi rimangono a chi li ha presi e anche l’articolo 2035 del codice civile viene in soccorso dicendo che “chi ha eseguito una prestazione per uno scopo che, anche da parte sua, costituisca offesa al buon costume non puo’ ripetere quanto ha pagato”. Pertanto Francesco B., un padre di Torre Annunziata nel napoletano, truffato dall’amico Francesco L.M. che si era fatto dare 20mila euro assicurandogli un lavoro al Banco di Napoli per l’amata figlia Luisa, non riavra’ il prezzo della raccomandazione flop. Il poveruomo raggirato aveva denunciato per truffa il millantatore, ma la prescrizione lo aveva salvato. In primo grado il tribunale torrese aveva detto ‘no’ alla restituzione, poi la Corte di Appello di Napoli nel 2016 aveva dato ragione al padre e ordinato all’amico di ridargli i soldi. Ora la Cassazione ha accolto il ricorso del millantatore e ha definitivamente stabilito che si deve tenere i soldi. In nome della “natura della causa e del comportamento, sicuramente da censurare” tenuto da entrambe, il verdetto ha stabilito che le spese legali devono pagarle meta’ per uno.

Innocente ucciso per la sigaretta negata al boss della Paranza dei Bimbi: assolto il presunto killer

Vincenzo Costagliola era stato condannato in primo grado a 24 anni di reclusione perche’ ritenuto il responsabile dell’omicidio di Maurizio Lutricuso, 24 anni, ucciso il 10 febbraio 2014 a Pozzuoli, in provincia di Napoli, per una sigaretta negata al boss. Questa mattina la quarta sezione di Corte d’Assise d’Appello di Napoli lo ha assolto da ogni accusa ritenendo la ricostruzione dei pentiti inattendibile. Determinante e’ stata anche l’ammissione di un altro indagato, all’epoca dei fatti 15enne, che si e’ addossato ogni colpa, riferendo ai magistrati di aver premuto lui il grilletto della pistola ferendo Maurizio al petto e poi uccidendolo con un colpo di pistola alla testa. Difeso dall’avvocato Giovanni Abet, Costagliola e’ stato assolto con formula piena. Resta detenuto perche’ condannato per camorra e droga in quanto ritenuto esponente di primo piano del clan Sibillo, il gruppo di giovani camorristi che tra il 2014 e il 2016 hanno seminato il panico al centro di Napoli con sparatorie e agguati mortali. La Quarta Corte d’Assise d’Appello ha invece condannato a 20 anni Giovanni Cerbone, 21enne del centro storico accusato invece dell’omicidio di un’altra vittima innocente: Tahar Manai, un indiano di 46 anni, colpito tra i vicoli di Forcella per provare la nuova pistola che il ragazzo stava armeggiando per il clan al quale apparteneva.

Eppure solo nel mese di ottobre il boss pentito Vincenzo Amirante aveva nuovamente accusato Costagliola raccontando ai giudici come si sarebbe svolti i fatti. le sue dichiarazioni erano state portate dalla pubblica accusa agli atti del processo di Appello. Aveva detto Amirante: “Posso riferire di molti fatti di sangue. Uno dei questi è l’omicidio di Lutricuso, quel ragazzo ucciso per futili motivi all’esterno della discoteca. Ad ucciderlo fu Vincenzo Costagliola, mentre a vantarsene era il ragazzo che stava con lui e che è stato condannato. Costagliola prese la pistola dall’auto e gli sparò in petto e poi alla testa. Perché aveva risposto male e si era permesso di rifiutare una sigaretta che il boss aveva chiesto per fare uno spinello”.
Morì così, per gioco, Maurizio Lutricuso  un giovane di 24 anni, davanti all’uscita di una discoteca di Pozzuoli il 10 febbraio del 2014, il Private One, al termine di una rissa scoppiata per motivi banali. Costagliola in primo grado era stato condannato a 20 anni di reclusione mentre a 23 anni era  stato invece condannato Salvatore I., detto Tore ‘o maligno”, minorenne all’epoca dei fatti, che  si è auto accusato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio.
“Sì, va bene, sono stato io. Ammetto la mia responsabilità, sono stato io a ucciderlo”.  Così in aula il minorenne conosciuto da tutti nei vicoli di Forcella come Tore ‘o maligno e legato alla “Paranza dei Bimbi”, aveva ammesso in  aula le proprie responsabilità in merito all’omicidio di Maurizio Lutricuso- Il ragazzo era stato ucciso perché aveva osato schiaffeggiare Tore ‘o maligno all’interno della discoteca dopo che questi con toni guappeschi gli aveva chiesto una sigaretta.
Il ragazzo legato in maniera particolare al defunto boss Pasquale Sibillo poi si vantò al telefono del suo gesto.”L’ho sciattato, l’ho ucciso, dici la verità Giuliano, ti è piaciuto? Sette botte. Ma davvero stai facendo? Quello è venuto sotto a me , ha chiavato un pacchero, è partito direttamente con il pacchero è partito. Gugliè, l’ho sfondato, trasc, bunget, poi mi ha pigliato il compagno e mi ha alzato per aria”.
Cosi il killer  parlava con il suo sodale ignorando di essere intercettato. Il finale si commenta da solo: “Ma che me ne fotte di questa storia, ordiniamo due saltimbocca…”  .

(nella foto da sinistra il boss pentito Vincenzo Amirante, Vincenzo Costagliola e la vittima Maurizio Lutricuso)

Forzano la macchina foto-tessere e poi si nascondono nel Municipio: presi

Tentano di scassinare la macchina per le foto-tessere ubicata a pochi passi dalla Questura di Caserta; scoperti da due poliziotti, vengono inseguiti e riescono ad entrare al vicino Municipio, dove sono finalmente fermati e arrestati. Notte movimentata a Caserta, nel cuore della città, a piazza Vanvitelli; in manette sono finiti un 31enne ed un 30enne. Tutto inizia quando qualcuno chiama il 113 dopo aver visto due uomini armeggiare vicino all’apparecchio per le foto installato sul lato di piazza Vanvitelli di fronte alla Banca d’Italia e all’Ufficio immigrazione della Questura; i ladri sanno bene che l’impianto é solitamente utilizzato proprio dai migranti che vengono a sbrigare le pratiche all’ufficio e necessitano di foto, per cui e’ pieno di soldi. La sala operativa della Questura avvisa la volante appena rientrata. I due agenti del Reparto coordinato da Michele Pota escono a piedi e si fiondano verso l’apparecchio, quindi si appostano senza farsi vedere e poco dopo quindi sbucano improvvisamente qualificandosi. I ladri, a quel punto, scappano a gambe levate in direzione del vicino Comune di Caserta, lo aggirano e si dirigono verso l’entrata posteriore del Municipio, in piazza Ruggiero; riescono quindi ad entrare nel Palazzo dell’Ente, pensando di riuscire a nascondersi dai poliziotti. Non é così, perché gli agenti li vedono entrare e li inseguono fino al secondo piano del Comune, dove li fermano ammanettandoli.

Tentano il furto in casa, bloccati dal proprietario e arrestati

I carabinieri di Casal di Principe a Villa Literno, nel Casertano, hanno dato esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Napoli Nord nei confronti di due cittadini rumeni Cristian Chirnoagà, 18 anni, e Romeo Giani Anheliuc, 34 anni, per tentata rapina impropria e lesioni aggravate. L’11 dicembre scorso Chirnoagà insieme a un connazionale minore, denunciato alla magistratura competente, tentò, forzando una finestra di un balcone, di introdursi all’interno di un’abitazione in via Ombrone a Villa Literno per compiere un furto. Il proprietario, in casa, allarmato dai rumori, sorprese i rumeni che prima di tentare la fuga lo aggredirono, causandogli lesioni giudicate guaribili in pochi giorni. Chirnoagà, insieme al terzo complice, Anheliuc, rimasto in strada a coprire il furto, tentò di scappare. La vittima, però riuscì a raggiungerli e a bloccarli fino all’intervento dei Carabinieri. Nel corso delle indagini, grazie all’acquisizione e all’analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona,  é stato possibile procedere a un’accurata ricostruzione della dinamica dell’accaduto.

Napoli, droga nella busta della spesa e a casa trovano una pistola: arrestato

Ieri mattina gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato insieme agli uomini dell’UPG, hanno arrestato Ciro Cuomo, di 47 anni, con precedenti di polizia specifici, per detenzione di sostanza stupefacente e denunciato lo stesso per furto di energia elettrica.Gli agenti , durante servizio di controllo del territorio , all’altezza del Vico Molino al Pendino, hanno notato un uomo che stava accedendo all’interno di uno stabile, con una busta in mano.L’uomo accortosi della presenza degli agenti ha cercato di darsi alla fuga in direzione di via Del Carmine.I poliziotti, insospettiti del comportamento dell’uomo, lo hanno inseguito e dopo aver recuperato la busta che aveva tentato di gettare , lo hanno bloccato.

I poliziotti hanno rinvenuto all’interno della busta grammi 51 di cocaina nonché un bilancino di precisione.Indosso al giovane sono stati rinvenuti e sequestrati anche 95 euro.Gli agenti hanno esteso il controllo all’abitazione del 47enne, in via Enrico Cosenza. Nel vano del cucinotto posto fuori al balcone dell’appartamento, hanno rinvenuto e sequestrato grammi 20,50 di marjuana. Inoltre gli agenti, da un controllo approfondito alle parti comuni dello stabile, hanno rinvenuto in una busta appesa ad un gancio per la biancheria, 87,27 grammi di marjuana ed una pistola calibro 7.65 con caricatore rifornito e un altro caricatore rifornito con cinque cartucce dello stesso calibro.L’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale.

Ex rugbista dell’Amatori Napoli rincorre il ladro e lo fa arrestare

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Lo ha rincorso e lo ha placcato come un vero trequarti per recuperare la refurtiva sottratta nel supermercato dove lavora. Protagonista un rugbista dell’Avezzano rugby di serie B che, durante le festivita’ pasquali, ha inseguito per oltre 100 metri un malintenzionato del posto che aveva occultato sotto la giacca generi alimentari di ogni tipo per poi darsi alla fuga. Il rugbista si chiama Mohamed Traorè, in Italia da 6 anni dalla Costa d’Avorio ed e’ dipendente del supermercato da anni. Momo, come viene chiamato, ha 30 anni, vive ad Avezzano da anni, si e’ sposato con una abruzzese ed ha un figlio di pochi anni: veloce e potente sul campo, e’ stato allertato da un collega anche lui dell’Avezzano rugby che lavora con lui. E’ scattato per raggiungere il ladro che nel frattempo aveva guadagnato un notevole vantaggio. Raggiunto l’uomo, lo ha bloccato recuperando il bottino. Mohamed in passato ha giocato a Napoli con l’Amatori.

Al Teatro Arbostella di Salerno, la compagnia degli Ignoti con ‘La paura numero uno’

Riprende, dopo la pausa pasquale, il cartellone del Teatro Arbostella di Salerno giunto ormai al rush finale. Per i prossimi tre week-end di aprile, sulle tavole del palco della struttura di Viale Verdi ci sarà una conoscenza storica del pubblico ovvero la compagnia degli Ignoti di Napoli. E anche stavolta, il gruppo partenopeo, si è voluto misurare con un altro capolavoro di Eduardo De Filippo dal titolo “La paura numero uno”. Si tratta di un testo poco conosciuto rispetto i classici eduardiani ma ugualmente di forte spessore teatrale.
La paura numero uno del 1950 è ancora la paura numero uno del 2018. La saggia penna di De Filippo in questo lavoro percorre i tempi e sa tratteggiare sapientemente la nostra epoca che, preda del terrore e di un’angosciante precarietà spesso rinuncia a costruire il proprio futuro anestetizzandosi di fronte al dolore per non correre il rischio di sentire troppo un mondo che spaventa e che meriterebbe più cura e attenzione. Matteo Generoso, reduce dalla guerra, spaventato dall’idea di rivivere la tragica esperienza mette in stand-by la sua esistenza e quella dei suoi familiari che esasperati escogiteranno una stramba situazione: far scoppiare un finto conflitto mondiale con le conseguenze che saranno però imprevedibili ed estremamente esilaranti.
Sul palco si muoveranno con maestria Patrizia Pozzi, Gino Amoroso, Francesca Gennarelli, Enza Del Prete, Maria Sole Rampazzi, Andrea Sottolano, Luigi Fusco, Giulia Mancini, Fabio Riccio, Annachiara Sottolano, Luciana D’Alicantro, Lello Esposito, Piero Bellusci e Anna Cipollaro. La regia sarà affidata a Francesca Gennarelli e Roberta De Martino.
Spettacoli il 7-8-14-15-21-22 aprile 2018 – Il Sabato (21.15) la domenica (19.15) ingresso 12 euro, 10 euro ridotto  (si consiglia prenotazione)

Info: 089 38 67 440 – 347 18 69 810 – www.teatroarbostella.it

Castellammare, asfalto al posto dei sanpietrini in piazza: protestano i cittadini

Castellammare di Stabia. Si sta procedendo nel riparare le strade della città ormai piene di buche. Emblematico è il caso però di Piazza Orologio e del centro antico la cui pavimentazione stradale è composta da sampietrini. Il manto stradale non è stato riparato con la messa in posa delle vecchie pietre presenti al margine della strada ma è stata impiegato l’asfalto per tappare gli avvallamenti. L’asfalto, oltre a non risolvere definitivamente il problema, abbinato ai sampietrini è davvero inguardabile. Le foto diventate virali sul web hanno suscitato l’indignazione di alcuni cittadini che si sono detti disgustati e sempre più abbandonati dalle istituzioni.

Foto di Vincenzo Garofalo

Napoletano tenta rapina in sala giochi a Rimini: arrestato

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L’allarme è arrivato alla Questura di Rimini verso mezzanotte e quando le volanti sono intervenute in seguito alla segnalazione hanno intercettato uno scooter con in sella due individui. La polizia ha intimato ai due di fermarsi ma lo scooter si è dato alla fuga. L’inseguimento è andato avanti fino a quando, poco più tardi, imboccando una strada pedonale, i due soggetti sono finiti rovinosamente a terra e solo uno dei due è riuscito a seminare a piedi la polizia. L’altro, un pregiudicato di 47 anni originario di Napoli ma residente in provincia, è stato portato in Questura. Ripercorrendo la strada fatta dallo scooter per sfuggire alla polizia, gli agenti hanno trovato, nascosta sotto un cespuglio, una pistola mitragliatrice giocattolo, priva di tappo rosso e comprensiva di caricatore. Presso la sala giochi, inoltre, un dipendente vittima in prima persona della rapina ha raccontato alla polizia che un uomo con il volto coperto da un casco l’ha minacciato con una pistola ordinandogli di prendere tutti i soldi. Il dipendente è riuscito a far scattare l’allarme ma l’azione non è passata inosservata e i due soggetti che, minacciando l’uomo e la moglie, le uniche persone presenti in sala giochi a quell’ora, sono fuggiti con l’incasso, circa 2.500 euro. Passati al vaglio alcuni filmati delle telecamere di videosorveglianza interne al locale, quindi, gli agenti hanno condotto in carcere il 47enne, responsabile di rapina aggravata in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. Gli uomini della squadra mobile hanno dunque avviato l’attività d’indagine, acquisendo le dichiarazioni ed esaminando i dati emersi, nonché quelli rinvenuti dai rilievi effettuati sul posto dal personale della polizia scientifica, diretti a rintracciare il complice.

Teatro, l’ultimo addio a Luigi De Filippo

L’ultimo erede di una grande dinastia del teatro italiano. Per qualcuno l’eterno Bebe’ di Quaranta… ma non li dimostra!, per altri quella voce inconfondibile, pacata, accogliente, anche nell’ultimo Natale in Casa Cupiello, che volle recitare a tutti i costi, pure in carrozzella. Ma anche un Maestro generoso, con il suo pubblico e con i giovani che chiamava in Compagnia. E’ il ricordo di Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo e Titina, scomparso sabato 31 marzo a 87 anni, nell’ultimo saluto ai funerali celebrati oggi alla Chiesa degli Artisti di Roma. Tanti gli amici e colleghi di scena, stretti intorno alla moglie Laura Tibaldi (negli ultimi anni sua compagna anche nella gestione del Teatro Parioli Peppino De Filippo a Roma), alla figlia Carolina con il marito Maurizio e la nipote Emma. Ma tanti anche gli estimatori, mentre sulla bara, ricoperta di fresie colorate, il saluto ufficiale dei Gonfaloni di Napoli, sua citta’ di nascita, della Regione Campania e di Benevento. ”Entrambi facevamo parte di quella schiera, per molti indecifrabile, di pazzi che vanno in tourne’e 8 mesi l’anno: io da 40 anni, lui per 60 e piu”’, racconta, dopo aver letto la Preghiera degli Artisti, Geppy Gleijeses, con cui De Filippo fece compagnia all’inizio degli anni ’80. ”Luigi era un grande attore, purtroppo riconosciuto fino a un certo punto – ricorda piu’ tardi ai giornalisti – Sicuramente il piu’ grande attore comico teatrale, il piu’ grande Mamo, come si dice, Pulcinella senza maschera, che abbiamo avuto negli anni ’70-’80. E’ stato un grande attore anche quando si e’ dato un aspetto piu’ serio, accogliendo l’eredita’ di Peppino e in parte di Eduardo, che condivideva con Luca. Sono famiglie difficili – riflette Gleijeses – come scrisse Peppino in un suo libro, ma meravigliose. Viverci era complicato. Ti volevano bene, ma avevano comunque un diaframma, portato probabilmente da quello che avevano sofferto i capostipiti, i genitori. Ora spero che lassu’ recitino finalmente al completo tutti e cinque i De Filippo”. ”Ho avuto la fortuna di essere suo amico. Ci frequentavamo spesso – ricorda Pippo Baudo – Ha fatto sforzi fisici enormi per riuscire a recitare. Nell’ultimo Natale in casa Cupiello sembrava non dovesse farcela. Poi, come diceva spesso, il palcoscenico annulla ogni fatica. L’applauso e’ una grande medicina. E Luigi e’ stato un attore sincero, rispettoso dei giovani. Le sue compagnie erano piene di ragazzi cui faceva da maestro”. ”Se li portava fedelmente dietro per anni”, concorda Sebastiano Somma che ha avuto ”la fortuna” di essere prodotto da De Filippo in ”Uno sguardo dal ponte”. ”Resta il ricordo di una famiglia e di quello che ha rappresentato nel teatro mondiale”, dice. Poco prima il Vescovo ausiliare di Roma, Guerino Di Tora, celebrando la Messa aveva ricordato ”l’impegno nel Teatro Sociale di Luigi De Filippo. Era un uomo generoso – aggiunge – Ricordo, quando ero direttore della Caritas di Roma, quanto si dedicava per devolvere i suoi incassi in beneficenza per i piu’ disagiati e per i malati di Aids”. Tra i banchi, anche gli attori Pino Ammendola, Tommaso Bianco, Luigi Petrucci, il presidente della BNL Luigi Abete, il direttore del Teatro Stabile di Napoli, Luca De Fusco, Paolo Cirino Pomicino. Luigi De Filippo sara’ sepolto a Roma, sua citta’ di adozione, nella tomba di famiglia al Verano. Ora, come cita qualcuno nel libro delle firme, ”Calate ‘o sipario. O’ teatro fernuto”.

Napoli, l’assessore regionale Palmieri: ‘No alla chiusura dell’Aauchan di via Argine’

Questa mattina, martedì 3 aprile i lavoratori della Auchan di via Argine a Napoli hanno richiesto la presenza urgente del Governo Regionale dopo che l ‘azienda ha annunciato all’inizio dei turni, la chiusura del punto vendita, entro il 30 aprile 2018.Unito allo sgomento dei 153 lavoratori coinvolti, l’indignazione della Regione verso una notizia che sembra lasciare pochi margini di trattativa, stando al comunicato diffuso dall’azienda.L’assessore al Lavoro Sonia Palmeri, attivata dai lavoratori, è accorsa sul luogo di lavoro per ascoltare le ragioni dei lavoratori e la posizione dell’azienda.Al termine di un serrato confronto con tutte le parti coinvolte, il Governo Regionale ha ribadito un fermo no alla chiusura dell’ipermercato ed insieme al l’assessore alle Attività Produttive Amedeo Lepore si procederà a chiedere ad horas un tavolo presso l’unità di crisi nazionale per scongiurare l’ennesimo attacco al tessuto produttivo campano.

Vendica il pestaggio del padre e spara all’aggressore: arrestato 20enne

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E’ stato individuato e sottoposto a fermo il presunto responsabile del tentativo di omicidio avvenuto la mattina di mercoledi’ scorso in piazza Fontana, nella citta’ vecchia di Taranto. In carcere e’ finito Daniele Piemonte, di 20 anni. E’ lui che avrebbe ‘gambizzato’ con quattro colpi di pistola il 25enne Cristopher Cesario. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile, Piemonte avrebbe agito per vendicare il pestaggio di suo padre, che, due giorni prima, per cause non ancora accertate, era stato picchiato da Cesario e aveva riportato gravi ferite al volto, tanto da essere sottoposto a un intervento chirurgico maxillo-facciale. Le indagini hanno preso le mosse dalle immagini registrate da una telecamera del sistema di videosorveglianza cittadina situata in Piazza Fontana, da cui si rileva – si e’ appreso – che una persona a volto scoperto staziona sul marciapiede antistante il bar come se stesse aspettando qualcuno. Poco dopo sopraggiunge un centauro che, dopo aver fatto un’inversione a ‘U’, viene raggiunto da colpi di arma da fuoco da parte dell’uomo in piedi, il quale continua a sparare anche dopo che la vittima e’ caduta al suolo. Subito dopo il ferimento, l’aggressore sale su un motociclo parcheggiato nei pressi del bar e si allontana. Dall’analisi delle altre telecamere cittadine e’ stato possibile individuare se non la targa, la marca ed il modello dello scooter. Sono le stesse del motociclo intestato al padre del 25enne, in uso al figlio. In via di urgenza sono state disposte anche intercettazioni telefoniche e ambientali. Il provvedimento di fermo e’ stato firmato dal pubblico ministero Lanfranco Marazia, che ha coordinato le indagini.

Morto in ospedale il ladro albanese colpito accidentalmente da un carabiniere durante la fuga

E’ morto questa mattina T.J., l’albanese 42enne che ieri sera e’ stato colpito accidentalmente da un carabiniere della Compagnia di Battipaglia durante la fuga a bordo di un’auto rubata. Il ferimento era accaduto nel Salernitano, sull’autostrada A2, direzione sud. La vettura, una Croma – a bordo della quale c’erano tre albanesi – era stata individuata sulla SS 18, uscita Pontecagnano. I tre, a bordo della Croma, appena vista l’auto dell’Arma, avevano immediatamente invertito la direzione di marcia riprendendo l’autostrada. Il militare, nell’inseguire i tre dopo che questi avevano abbandonato l’auto per darsi alla fuga a piedi, ha scavalcato il guard rail per raggiungere uno dei malviventi. Quest’ultimo si e’ girato all’improvviso in direzione del carabiniere il quale, nell’atto di buttarsi a terra, ha fatto partire involontariamente un colpo che ha colpito il fuggiasco al torace. L’uomo e’ deceduto per le ferite riportate. Intanto proseguono le ricerche dei due complici.