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‘Nuovi orizzonti’, il meeting dei giovani il 23, 24 e 25 novembre a Caserta

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“Nuovi Orizzonti” questo il nome della tre giorni organizzata dal Forum Regionale Dei Giovani della Regione Campania che vedrà la partecipazione di centinaia di giovani dall’intera Regione che si sono dati appuntamento a Caserta. Partono i nuovi orizzonti del Forum regionale dei Giovani della Campania, il meeting annuale sulle politiche giovanili con il patrocinio della Camera dei Deputati che quest’anno si terrà il 23,24 e 25 Novembre che coinvolgerà giovani da tutta la Campania per elaborare nuove proposte per i giovani a stretto contatto con le Istituzioni. I lavori si apriranno venerdì 23 con una visita al Complesso monumentale di San Leucio, che sarà la sede della plenaria di apertura sulle tematiche principali saranno l’Europa, il Territorio, l’Occupazione e le Competenze. In serata verrà rappresentato “Il Fulmine Nella Terra-Irpinia 1980” con Orazin Cerino, monologo di teatro civile basato su articoli di giornale, testimonianze e documenti originali che ricostruisce i primi giorni del sisma in Irpinia di cui ricorre l’anniversario. La mattinata di sabato 24 sarà dedicata all’occupabilità dei giovani in Campania, con un approfondimento su quanto fatto finora per arginare questo annoso problema e le possibili ricette per il futuro. Nel pomeriggio verranno fatti dei tavoli di confronti sulle citate tematiche tra tutti i ragazzi partecipanti per elaborare nuove soluzioni. Domenica 25 i Nuovi orizzonti faranno prima tappa alla Reggia di Carditello, per fare il punto della situazione con interlocutori nazionali sullo stato delle politiche giovanili nel nostro Paese, e per poi concludere i lavori nel pomeriggio. In occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che viene celebrata domenica 25 novembre, ci sarà durante la plenaria conclusiva un momento di riflessione sul tema seguendo anche una delle azioni contemplate nella mission del Forum Regionale de Giovani sulle politiche sociali. “La convention annuale del Forum regionale si conferma un momento centrale del dibattito pubblico sulle politiche giovanili. Sono felice dell’entusiasmo che in queste ore si sta creando intorno all’evento, e sono convinto che come fatto in passato riusciremo a dare il nostro contributo al miglioramento delle condizioni dei giovani in Campania” dichiara Giuseppe Caruso, Presidente del Forum regionale dei Giovani- Campania.

 

Operaio travolto dal treno sulla Milano-Brescia

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Un operaio di una ditta esterna che stava lavorando per conto di Rfi e’ stato investito e ucciso da un treno che viaggiava tra Milano e Brescia questa mattina all’alba. Ne da’ notizia Rfi, spiegando che per accertare le cause dell’incidente e’ stata avviata un’inchiesta interna. Il traffico ferroviario sulla linea e’ sospeso e i treni “potranno essere riprogrammati, deviati su percorsi alternativi con allungamenti dei tempi di viaggio e cancellati”. Rfi “esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari”.

Maxi rissa tra parenti per eredità: sei arresti a Torre del Greco

Torre del Greco. Una mega rissa con tanto di mazze e caschi ha coinvolto sei persone, quattro uomini e due donne tra i 50 e i 25 anni. E’ accaduto nella tarda mattinata di ieri in via del Cimitero. Il motivo della rissa è un’ eredità contesa di tre zii anziani. E’ stato necessario l’intervento dei carabinieri a placare gli animi. I militari sono giunti sul posto dopo alcune segnalazioni fatti dai passanti. Gli uomini in divisa hanno trovato le persone con segni di violenza, la più giovane è stata anche portata al pronto soccorso dell’ospedale Maresca. La giovane è stata medicata dai camici bianchi e dimessa con una prognosi di quattro giorni.
Nella giornata di oggi le sei persone arrestate saranno giudicate con rito direttissimo al tribunale di Torre Annunziata. Si tratta del 44enne R.P. e del 40enne G.P. che insieme a C.D.D. si sono scontrati con un loro cognato 50enne R.M. e con la figlia e il genero di quest’ultimo, C.M. e A.C di 25 e 26 anni. Intanto si sta lavorando per cercare di ricostruire la dinamica della rissa ma il motivo alla base sarebbe legato ad un’eredità sostanziosa fatta di immobili e beni mobili di tre zii di età compresa tra i 75 e gli 85 anni, gli uomini non sono sposati e i due gruppi familiari si contenderebbero il tesoretto.

Napoli, stesa a Ponticelli nel regno dei De Luca Bossa: tragedia sfiorata

Napoli. Ennesima stesa la notte scorso a Ponticelli nella zona controllata dal clan De Luca Bossa. In via Carlo Miranda nei pressi del lotto 10 sono stati esplosi ben 14 colpi di pistola contro gli edifici e un proiettile si è conficcato contro la parete della casa di una famiglia estranea a fatti criminali. Per fortuna il proiettile non è entrato perché avrebbe potuto colpire qualcuno presente all’interno. La sparatoria è avvenuta intorno all’una di notte. I centralini della polizia sono stati presi d’assalto dalle telefonate di cittadini impauriti. Secondo una ricostruzione basata su elementi scientifici e non su testimonianze avrebbero fatto fuoco in due e quindi ad agire sarebbero state quattro persone su due scooter. La zona è priva di telecamere e nessuno ha collaborato con la polizia a parte le telefonate di segnalazione della sparatoria. Quella zona, a ridosso del rione De Gasperi, ora è sotto il controllo del clan De Luca Bossa e gli investigatori ipotizzano che la stesa sia opera dei reduci del clan De Micco ormai quasi del tutto tagliati fuori dagli affari illeciti della zona dopo i numerosi arresti  e pentimento che hanno colpito il clan.

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Baby camorrista spara contro i carabinieri e poi nasconde la pistola a casa del nonno: arrestati. IL VIDEO

A Casandrino i carabinieri della stazione di Grumo Nevano hanno notato durante un pattugliamento uno scooter senza targa sul quale sfrecciavano due ragazzi con volto coperto da scaldacollo. alla vista dei carabinieri i due si sono dati alla fuga. i militari hanno preso a inseguirli e all’improvviso il passeggero ha sparato un colpo di pistola contro l’auto dei militari colpendo il cofano della vettura. La sezione rilievi del nucleo investigativo di castello di cisterna sul posto ha rinvenuto un bossolo di semiautomatica calibro 9×21. il giorno dopo i carabinieri di giugliano e grumo nevano hanno identificato il responsabile e dopo averlo inutilmente cercato a casa sua e nei posti che solitamente frequenta hanno fatto irruzione a casa di suo nonno a parete.
L’uomo, Francesco Di Matteo, 60enne, detto “bombolone”, già noto per rapine e associazione a delinquere e ritenuto affiliato al clan camorristico dei “Verde” attivo a Sant’Antimo, quando i militari hanno bussato alla porta non ha aperto ma quasi subito da una finestra sul retro della sua villetta è volata una pistola finita in un terreno.

L’arma, recuperata da militari che avevano circondato la casa, è risultata essere una semiautomatica calibro 9 provento di furto. il 60enne è stato arrestato per la detenzione illegale e in sede di interrogatorio ha provato a negare gli addebiti. la sua spiegazione è stata però ritenuta dal giudice “artefatta e contradditoria” per cui, anche alla luce del suo profilo criminale, è stato sottoposto all’obbligo di dimora e di firma. qualche ora dopo, a Giugliano in Campania, i militari hanno arrestato il responsabile dei colpi d’arma da fuoco: è il nipote del 60enne, un 19enne anch’egli ritenuto contiguo al clan “Verde” e già sottoposto all’obbligo della permanenza in casa per una rapina commessa da minorenne. avendo compreso che i militari erano arrivati a lui e appreso che avevano arrestato il nonno si è consegnato in caserma ammettendo le proprie responsabilità. E’ stato sottoposto a fermo per tentato omicidio, porto e detenzione illegale di arma da sparo e munizioni nonché ricettazione e associato al carcere. dopo la convalida del fermo da parte del g.i.p. di napoli nord, visti gli indizi raccolti e la personalità del 19enne che il giudice ha definito “capace di tutto e refrattario all’autorità”, è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Napoli, calciatore dilettante picchiato in piazza Carlo III solo perché nero

Napoli. E’ stata una vera e propria aggressione razzista quella di cui è rimasto vittima in serata Amir Gassama, giovane attaccante del Gragnano calcio, che milita nel campionato di serie D. A svelare il tutto è stato il tecnico della formazione gialloblù, Rosario Campana, che da tempo cura in prima persona la baby punta, classe 1999: “Mio figlio Amir aggredito e picchiato nei pressi di piazza Carlo III da un gruppo dii ragazzi RAZZISTI ….. solo perché è di pelle nera ….. non esiste ragazzo più buono di mio figlio ……. luridi porci renderete con a Dio ……A noi non ci togliete mai il sorriso.,… ringrazio Gaetano Di Liddo ed i suoi amici …. per essere subito intervenuti ….❤️ nauseato di questo mondo …..”. Ma il ragazzo nonostante la volgare e inqualificabile violenza di cui è rimasto vittima ha spiegato: “Non so perché mi hanno aggredito, forse per il colore della mia pelle, forse per altri motivi che non conosco e nemmeno voglio sapere. L’importante è che ora sto bene e che sia ritornato a casa”. L’aggressione  in piazza Carlo III a Napoli non lontano dalla casa dove abita con l’allenatore dei gialloblu Rosario Campana. Un gruppetto composto da una dozzina di ragazzi gli è arrivato alle spalle e ha cominciato a picchiarlo con calci e pugni. Nonostante le botte subite  Amir è riuscito a scappare e a telefonare a Campana per raccontare l’inqualificabile gesto.

 

Schiavone jr chiamato in aula a testimoniare contro sindaci e patron del centro commerciale Jambo

I giudici accolgono la richiesta della Dda: oggi ascoltato un consulente della Procura
Dovrà parlare in collegamento video nel processo a sindaci ed al patron del centro commerciale Jambo il neo collaboratore di giustizia Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi, Francesco Schiavone Sandokan. Lo ha deciso il collegio davanti al quale si sta svolgendo il processo a carico di Alessandro Falco, l’ex sindaco di Trentola Ducenta, Michele Griffo; Nicola Pagano e Nicola Picone.
La decisione è stata ufficializzata oggi, dopo che il magistrato della Dda Maurizio Giordano aveva già depositato i verbali nei quali Schiavone junior parla degli interessi di Michele Zagaria nel centro commerciale di Trentola Ducenta e delle sue “facili entrature” nella casa comunale per ottenere favoritismi da parte delle amministrazioni comunali.
Oggi, intanto, è stato ascoltato un dirigente della Banca d’Italia che era stato incaricato dalla Procura di accertare tutte le movimentazioni bancarie della famiglia Falco e delle società che gestivano. E’ stato interrogato solo dal pubblico ministero della Dda, mentre alla prossima udienza ci sarà il controesame da parte degli avvocati difensori.

 Gustavo Gentile

Ctp, in arrivo due stipendi e i ticket mensa: i lavoratori vincono la battaglia

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Nel tardo pomeriggio di oggi l’amministratore delegato di Ctp Gianluca Iazeolla ha diramato un comunicato ufficiale, dove si evidenzia il pagamento degli stipendi (due) e dei buoni pasti (otto blocchetti) nel giro di pochi giorni.
“Non mi sento di ringraziare nessuno della proprietà di Ctp – dichiara Domenico Monaco della segreteria regionale Faisa Confail, ma un plauso va alle 700 famiglie dell’azienda e indotto che hanno dimostrato senso di responsabilità continuando a lavorare senza percepire un solo euro. Tantissime le telefonate ricevute dai lavoratori per ringraziarmi, ringraziamenti girati subito ai mittenti, non devo essere ringraziato io, andreste premiati voi lavoratori – continua Monaco, per aver saputo credere nel sindacato e nelle linee guida date per la soluzione del dramma.Resta ancora il rammarico del perché si è arrivati a tanto, si spera adesso nelle indicizzazioni e ricapitalizzazione per tirare definitivamente Ctp dal baratro e di un piano industriale fatto ad opera d’arte. La vicenda non mi sento di definirla conclusa – conclude Monaco, continueremo a restare vigili sulla vicenda e ci auguriamo che in futuro non capitano altri episodi del genere. Ringrazio personalmente tutte le persone che assieme a me hanno lottato per riavere la dignità, quella dignità messa più volte a rischio a causa della incompetenza dei responsabili della città Metropolitana”.

Lavori mai eseguiti all’Asl Napoli 3 Sud da ditte vicine ai Casalesi: 12 indagati

La Dda di Firenze ha chiuso le indagini sugli appalti della Asl Napoli Sud di Torre Annunziata: dodici gli indagati, dieci accusati anche di associazione per delinquere. Coinvolte anche societa’ con sedi in Toscana. Secondo le indagini della Guardia di finanza, i lavori finivano a imprenditori vicini ai clan dei ‘Casalesi’, grazie alla complicita’ del ‘controllore’, cioe’ un funzionario della Asl 3 di Napoli Sud. I lavori venivano infatti appaltati ma mai eseguiti, secondo le accuse, da societa’ con sede in Toscana e Campania, molte delle quali “apri e chiudi” ed intestate a prestanome, attraverso turbative d’asta attuate con “accordi di cartello”. Oltre 50 commesse della Asl 3 di Napoli Sud, per un valore di 6 milioni, per lavori di somma urgenza e “cottimi fiduciari”, banditi per importi al di sotto di valori soglia oltre i quali sarebbe stato necessario imbastire formale gara di appalto, nel mirino dell’inchiesta.

Il papà brucia la casa: muore il figlio di 11 anni

L’ennesima storia di violenza tra marito e moglie questa volta si e’ conclusa in una tragedia che vede vittima uno dei figli della coppia. E’ accaduto oggi pomeriggio prima delle 17 a Sabbioneta, nel Mantovano, dove un uomo ha incendiato la casa dove viveva la moglie per farle pagare l’intenzione di lasciarlo, ma a morire soffocato dal fumo e’ stato il figlio 11enne, Marco, che si trovava a riposare in camera da letto. L’uomo, Gianfranco Zani, 52 anni, artigiano, e’ poi fuggito ma e’ stato bloccato da una pattuglia della polizia stradale a Casalmaggiore, centro della provincia di Cremona a pochi chilometri da Sabbioneta. Qualche giorno fa l’uomo era stato colpito da un provvedimento del gip di Mantova di divieto di avvicinamento alla casa di famiglia, dove vivevano la moglie e tre figli. I dissapori tra i due, infarciti di liti violente, andavano avanti da tempo. Le cose erano precipitate quando, dopo l’ennesima lite, il giudice aveva proibito al marito di avvicinarsi all’abitazione e la moglie, decisa a separarsi, era stata condotta in una casa famiglia per sottrarsi alle percosse del coniuge. La donna era rientrata a casa, una villetta a schiera nella parte nuova di Sabbioneta, dove vivevano anche i tre figli. Oggi pomeriggio la madre, originaria dell’est Europa, era uscita di casa per accompagnare il figlio piu” grande, di 17 anni, all’oratorio; in casa erano rimasti gli altri due bambini di 4 anni e di 11: quest’ultimo in camera da letto per il riposino quotidiano. Il marito, che forse si era appostato da tempo davanti casa per seguire i movimenti della moglie, appena l’ha vista allontanarsi con uno dei figli, e’ entrato in casa e ha dato fuoco ad alcuni arredi che si trovavano al piano superiore. Resta da chiarire se il padre sapesse o meno che gli altri due bambini erano in casa. Poco prima delle 17 lei, mentre in auto ritornava a casa, ha notato il marito, a bordo di un furgone, provenire dall’abitazione. Addirittura, quando lui si e’ accorto della moglie, l’ha speronata, per poi fuggire. La donna si e’ spaventata ma soprattutto ha avuto un tragico presentimento: cosi’ ha accelerato e quando e’ arrivata nei pressi di casa ha visto uscire del fumo dalla villetta. Si e’ precipitata all’interno e ha messo in salvo il bimbo piccolo mentre non e’ riuscita a raggiungere la stanza da letto al piano superiore dove si era sviluppato l’incendio. Ha quindi dato l’allarme. Sono stati poi i Vigili del fuoco a raggiungere l’11enne e a soccorrerlo. Le sue condizioni, pero”, sono apparse subito gravi. Trasportato all’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore, e’ deceduto poco dopo. Nel frattempo il padre e’ stato intercettato da un pattuglia della Polstrada di Casalmaggiore che lo ha fermato. Ora si trova a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.

‘Mi manda zi Dantuccio’: il consigliere Polichetti a caccia di voti nel nome del boss di Cava de’ Tirreni

Cava de’ Tirreni. “Ci manda zi Dantuccio”: il consigliere Polichetti a caccia di voti in nome del boss, in cambio il pregiudicato avrebbe ottenuto posti di lavoro attraverso una cooperativa per ex detenuti. Questo il patto elettorale tra Enrico Polichetti, ex consigliere e assessore cavese e Dantuccio Zullo, il boss cavese con la passione per i cavalli. Secondo l’antimafia il consigliere Enrico Polichetti fu eletto anche grazie all’appoggio del boss Zullo e dei suoi familiari, in cambio il politico promise al suo ‘speciale supporter’ di far lavorare attraverso una cooperativa ex detenuti nell’ambito dei servizi comunali. La procura antimafia di Salerno ha dichiarato concluse le indagini per scambio di voto nei confronti dell’ex consigliere e assessore della Giunta del sindaco Vincenzo Servalli, finito al centro di un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Vincenzo Senatore. Il boss e il politico sono indagati insieme ad Antonio Santoriello, nipote di Dante Zullo per averne sposato la nipote Elvira, che si prestò a far incontrare il candidato al consiglio comunale nelle amministrative del 2015 con Dantuccio all’interno della scuderia di Zullo per stringere il patto pre-elettorale. Inoltre, nell’inchiesta – coordinata dalla Dda e curata dagli uomini della sezione Dia di Salerno – è finito anche Angelo Trapanese, cavese 65enne, funzionario del Comune di Cava de’ Tirreni, accusato – in concorso con Polichetti – di abuso d’ufficio aggravato dalla circostanza di aver agevolato un’associazione di stampo camorristico per l’organizzazione di un evento culinario, la festa della pizza, nel settembre del 2016.
I quattro difesi dagli avvocati Teresa Sorrentino, Marco Salerno e Alfredo Messina dovranno difendersi da pesanti accuse.
Con l’avviso di conclusione delle indagini, il pubblico ministero Vincenzo Senatore ha formalizzato il capo di imputazione nei loro confronti e ricostruito le vicende che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati del politico cavese della frazione S. Lucia, del ras e dei loro complici. Secondo la ricostruzione fatta attraverso le indagini di carabinieri e Dia di Salerno, nel marzo del 2015 Antonio Santoriello, marito di Elvira Zullo, nipote di Dantuccio avrebbe accompagnato Enrico Polichetti presso la scuderia di Dantuccio: “Cumpà ci sta Enrico che tene bisogn dei voti” avrebbe detto Santoriello e Zullo si mise a disposizione: “Qual è il problema. Stiamo qua… te li faccio avere io i voti non ti preoccupare”. Santoriello poi assicurò a Zullo che “tenendo Enrico là quello che ci serve putimm avè”. Fu il politico, poi a prospettare, a Dantuccio Zullo la costituzione di una cooperativa per ottenere dei lavori dal Comune di Cava de Tirreni: “poi possiamo fare, una volta sopra al Comune, una cooperativa per ex detenuti per controllare tutti i lavori necessari per il Comune”.
Quello fu solo il primo incontro, secondo gli inquirenti, che hanno raccolto testimonianze e dichiarazioni nel corso delle indagini. Poi ne seguirono altri, quasi tutti avvenuti nelle frazioni di Santa Lucia e San’Anna a Cava de Tirreni, la zona controllata dal boss. Poi iniziò la campagna elettorale e Polichetti insieme al suo accompagnatore Santoriello batterono le due frazioni collinari di Cava a caccia di voti: “Ci manda zi dantuccio” questa la parola d’ordine, accompagnata dalla consegna del ‘santino elettorale’ che doveva spingere gli elettori di quelle zone a votare per Enrico Polichetti.
Ma queste non sono le sole accuse che sono formalizzate nei confronti di Polichetti. Nel procedimento istruito dalla Dda si contesta all’assessore anche l’accusa di abuso d’ufficio aggravato dall’aver agevolato l’organizzazione mafiosa di Zullo. Secondo l’accusa, Polichetti, in combutta con il funzionario comunale Angelo Trapanese, avrebbe consentito lo svolgimento di una manifestazione culinaria – la Festa della Pizza – con il patrocinio del Comune di Cava, attraverso autorizzazioni ‘carpite’ al sindaco Vincenzo Servalli. L’evento fu fatto senza nulla osta e senza alcuna richiesta di autorizzazione depositata al comune. Un carteggio a ‘mano’ che permise all’associazione Promocava di fare la manifestazione ottenendo un vantaggio patrimoniale e gravi danni nei confronti dell’amministrazione comunale.
Secondo l’antimafia, l’associazione che promosse l’iniziativa era riconducibile a Dante Zullo, tanto che tra i partecipi c’erano Vincenzo Porpora – direttamente interessato all’organizzazione della ‘Festa della pizza’ e proprio a settembre coinvolto insieme a Zullo in un’altra inchiesta per droga e estorsioni, e Carlo Lamberti, delegato per il servizio d’ordine. L’evento si tenne, aggirando tutte le regole e la prassi comunale grazie all’interessamento di Enrico Ppolichetti, nel settembre del 2016.
L’evento ottenne il patrocinio del Comune di Cava, senza che la giunta firmasse il provvedimento, ed inoltre la Promocava ebbe un grosso sconto, circa 16mila euro, sulla tassa da pagare per l’occupazione di suolo pubblico, grazie alla falsa comunicazione sullo spazio effettivamente occupato dalla manifestazione.
Rosaria Federico

Maddaloni, accusati di aver rapinato e picchiato un anziano: chiesti 12 anni di carcere

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Maddaloni. Il pubblico ministero del tribunale di Santa Maria Capua Vetere al termine dell’udienza di rito abbreviato ha chiesto sei anni di carcere per Rosario Mandato, 32 anni, e sei anni per Michele Santonastaso, di 21, entrambi di Maddaloni, accusati di rapina aggravata e continuata, lesioni, danneggiamento aggravato e violenza privata ai danni di un anziano. Le indagini, condotte dai carabinieri di Vitulazio e dirette dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno permesso, a suo tempo, di ricostruire dichiarazioni testimoniali e attività d’individuazione fotografica e di persone, che hanno consentito, sempre all’epoca dell’arresto, di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dei due circa la consumazione di reati commessi, sempre ai danni della stessa persona, un 85enne, nei comuni di Vitulazio e Maddaloni.
Gli eventi si sono svolti il 17 marzo scorso, allorquando i due, dopo aver infranto con un pugno il finestrino dell’autocaravan condotto dalla vittima, colpivano con un pugno all’occhio sinistro l’85enne, procurandogli così un grave trauma, e si impossessarono di 2mila euro. Inoltre, nei primi giorni del mese di marzo, a Maddaloni, i due aggredivano lo stesso anziano e, sotto la costante minaccia di una pistola, si facevano consegnare la somma di trenta euro.

 Gustavo Gentile

Napoli, Fabian Ruiz si becca gli elogi da Hierro

“Il NAPOLI ha avuto un’ottima intuizione, affidandosi a un calciatore giovane ma forte come lui. Oltre alla tecnica ha anche prestanza fisica: il tutto lo rende un ottimo giocatore per il presente e con un futuro roseo davanti. E’ stato un ottimo acquisto dei partenopei. Tutti in Spagna pensiamo che sara’ il nuovo centrocampista della Nazionale maggiore, visto che, al momento, e’ uno dei calciatori piu’ interessanti della nostra Under 21. Ovvio che sia gia’ nei radar della Nazionale A”.

Torna il campionato, riparte la sfida tra i grandi bomber, Milik chiamato alla riscossa

Il tempo delle attese è finito. Se la Juventus ha Cristiano Ronaldo (8 gol in campionato), la Lazio Immobile (8 gol) e l’Inter Icardi (7 gol), non possono certo bastare i 4 gol siglati da Arek Milik per considerarlo il bomber principe di questo Napoli. Il polacco è ancora lontano dalla migliore condizione psico-fisica e non è un caso che nei match più importanti Carlo Ancelotti gli abbia sempre preferito Dries Mertens, come dimostrano i soli 6 minuti totali giocati dal polacco nella doppia sfida col Psg di Champions League.DRIES MANIA – Il belga è arrivato già a quota 7 reti, in un crescendo di prestazioni culminato nella tripletta contro l’Empoli che ha sancito il suo definitivo sorpasso nelle gerarchie dell’ex tecnico di Milan, Real Madrid e Bayern, che sin dall’estate si era opposto alla cessione del folletto belga. Anche perché il triennio sarriano non può essere cancellato con un semplice colpo di spugna, anni in cui è stato proprio Dries a tirare avanti la carretta quando Milik è stato fermo per il doppio infortunio ai legamenti, creando un tridente da sogno che ha incantato mezza Europa grazie al suo mix perfetto: la fantasia d’Insigne, l’intelligenza di Callejon e il senso del gol di Mertens. Tutte qualità che Ancelotti ha saputo preservare, metabolizzare e riutilizzare anche col passaggio al 4-4-2, inserendo una pedina come Fabian come punto di raccordo tra i reparti.L’OMBRA PIATEK – Inoltre a tarpare in qualche modo le ali a Milik ci si è messo anche un suo connazionale, assoluta rivelazione di quest’inizio di stagione: di nome fa Krzysztof, cognome Piatek. Con i suoi 9 gol siglati in questi primi mesi di campionato, l’attaccante del Genoa si è guadagnato le attenzioni di diversi top club europei, tra cui anche il Napoli di Aurelio De Laurentiis che ha già imbastito una bozza di trattativa con Preziosi per strapparlo alla concorrenza. Il che sarebbe una duplice beffa, considerando poi che Milik e Piatek battaglieranno anche in Nazionale per diventare il futuro punto di riferimento della Polonia in vista di Europei (2020) e soprattutto Mondiali (Qatar 2022), anno in cui Lewandowski avrà 34 anni e sarà dunque necessario un ricambio generazionale.SOGNO MATADOR – Se tutto ciò non bastasse, a rendere ancor più complicata la situazione arrivano le parole del presidente De Laurentiis sul mercato, che proprio in questi giorni ha aperto ad un clamoroso ritorno in azzurro di Cavani: “Edi qui ha due figli, Napoli può essere il suo porto rassicurante: se il Psg decidesse di cederlo a poco e se lui si accontenta di 6-7 milioni all’anno allora perché no…”. Un’apertura non da poco quella del patron azzurro, conscio che il Matador porterebbe benefici innegabili in un sistema già rodato come quello di Ancelotti, oltre che una spinta di entusiasmo in tutta la piazza che già la scorsa estate sognava il suo ritorno. E Milik? Inutile dire che con l’arrivo di Cavani il suo spazio si ridurrebbe in maniera sostanziale, specie se Mertens dovesse decidere di restare in azzurro. Fortuna che da qui a giugno mancano ancora sette mesi, tempo che Arek dovrà sfruttare al massimo per risalire le gerarchie e riconquistare la fiducia della società (mai venuta meno, a onor del vero) e soprattutto dei tifosi, che da lui si aspettano il definitivo salto di qualità. Prima che sia troppo tardi.

Consigliere Cinque Stelle aggredito da collega a Casalnuovo: la condanna del sindaco

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“Forte condanna per l’episodio avvenuto questa mattina e che vede coinvolti due consiglieri comunali. In accordo con il presidente del Consiglio comunale stiamo provvedendo ad inviare una lettera di monito rivolto alle forze politiche presenti nel civico consesso. Nei prossimi giorni convochero’ entrambi i consiglieri comunali al fine di comprendere le ragioni di quanto accaduto: i membri del Consiglio dovrebbero dare l’esempio con il loro comportamento e non rendersi protagonisti di questi deprecabili episodi”. E’ quanto sostiene in una nota Massimo Pelliccia, sindaco di Casalnuovo dove oggi un consigliere comunale M5S, Christian Cerbone, e’ stato aggredito da un altro consigliere comunale. “E’ notizia delle ultime ore l’aggressione al nostro consigliere comunale di Casalnuovo di Napoli, Christian Cerbone. Troviamo assolutamente assurdo e grave che un consigliere comunale nell’esercizio delle sue funzioni possa essere aggredito in questo modo da un altro consigliere di maggioranza che lo ha gettato con la testa nel cestino per la carta ed insultato a piu’ riprese. Siamo Di fronte alle azioni piu’ becere. Questa non e’ politica”. Cosi’, in una nota, Iolanda Di Stasio, parlamentare campana del Movimento 5 Stelle Di Commissione Giustizia. “A Christian tutta la nostra solidarieta’ e che possa tornare subito ad essere la nostra sentinella nel Comune di Casalnuovo” conclude Di Stasio.

Michela è scomparsa, l’appello degli amici sui social: “Aiutateci a ritrovarla”.

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Ore di angoscia si vivono a Capodrise nel Casertano: Michela è scomparsa. L’appello degli amici sui social: “Aiutateci a ritrovarla”. Sono ore di angoscia e preoccupazione per i familiari e gli amici di Michela Acciaro, scomparsa ieri 21 novembre da Capodrise. L’ultima volta Michela è stata vista dirigersi verso la stazione di Marcianise. Il tam tam mediatico si è diffuso e gli amici sui social stanno diffondendo la sua foto e il seguente messaggio:
“È di costituzione robusta, altezza circa 1,60, al momento della scomparsa indossava un capotto nero e una borsa verde. Se qualcuno la riconosce, chiamate al numero 377 027 8664 oppure 0823/586100 … grazie!”

Costa annuncia: ‘Acerra si ferma per manutenzione a settembre 2019, ci saranno impianti di compostaggio’

“La manutenzione del termovalorizzatore di Acerra dovrebbe avvenire a settembre, il piano rifiuti regionale dice che si completa il ciclo dei 15 impianti di compostaggio entro due anni, non tra due anni, quindi qualcosa ci sara’ per quel momento”. Lo ha detto il ministro per l’ambiente Sergio Costa commentando il piano della Regione Campania che prevede tre siti di stoccaggio dei rifiuti per il periodo in cui l’impianto di Acerra si spegnera’ per la manutenzione. “La manutenzione – ha detto Costa a margine di un convegno a Napoli – dura 30-35 giorni, credo che qualcosa nel frattempo sara’ gia’ sorta, almeno cosi’ ci e’ stato assicurato dalla Regione, che e’ parte della pubblica amministrazione e se dice una cosa da ministro ho il dovere di crederci”. Costa ha sottolineato che “stiamo parlando dei siti di compostaggio. La differenziata mediamente e’ del 52% in Campania e tende a salire. Abbiamo l’opzione dei siti di compostaggio grazie alla quale l’umido, che e’ la problematica vera e che finisce mediamente in termovalorizzazione, tendera’ drasticamente a diminuire. Parliamo di due anni, quindi un tempo minimo, di conseguenza mi sembra una cosa positiva. Nessuno apoditticamente e’ contro gli impianti di compostaggio, che ci devono stare, poi ci sono le modalita’ di realizzazione. Se non fossero odorigeni e fossero di prossimita’ con l’introduzione dell’Osservatorio dei cittadini, mi sembrano una bella soluzione”.

Cava de’ Tirreni, scippa un’anziana in pieno centro. Bloccato e denunciato dalla Polizia di Stato

Gli agenti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, nel corso di specifica attività di prevenzione e repressione dei reati in genere, sono intervenuti in piazza San Francesco a Cava de’ Tirreni, presso il convento di San Francesco e Sant’Antonio, ove era stato segnalato uno scippo ai danni di una anziana signora. Gli operatori, giunti prontamente sul posto ed acquisite tutte le informazioni dalla denunciante e dai testimoni, riuscivano ad individuare ed a bloccare l’autore del reato che, in un primo momento, si era nascosto nei bagni pubblici del chiostro del citato convento, per poi tentare di dileguarsi con la refurtiva verso il centro cittadino lungo il vicino corso Umberto I. Il giovane, identificato per C.S., di anni 23 di Salerno, pluripregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, attualmente sottoposto alla misura di sicurezza non detentiva della libertà vigilata, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nocera Inferiore, dopo essere stato fotosegnalato a cura della Polizia Scientifica, veniva deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di furto con strappo. La refurtiva è stata poi restituita alla avente diritto.

Immagini shock da Moregine: il ponte si sbriciola per l’esondazioni del Sarno e le vibrazioni dei treni

Le telecamere di Stabiesi al 100% hanno documentato la situazione di totale degrado in cui versa il ponte di Moregine. La struttura si trova a sud di Pompei, al confine con Castellammare di Stabia, già oggetto delle vibrazioni dovute al transito dei treni dell’EAV, versa in una situazione per nulla ottimale. Il ponte, che sovrasta il fiume Sarno, negli anni ha subito notevoli danni provocati anche dall’innalzamento dell’acqua: cemento che cade a pezzi, crepe in diverse parti, tanto da lasciar vedere la gabbia di ferro ormai corroso. Un sopralluogo fatto dai reporter Michele Ruocco e Genny Manzo che ha evidenziato un degrado degli elementi architettonici e strutturali dei manufatti causati dalla mancata manutenzione che mette un punto interrogativo sulla staticità. Nessun allarme ma un invito a chi dovrebbe, verificare periodicamente, consolidare il manufatto questo si.

Ancelotti: ‘Mi piacerebbe allenare Cavani. Scudetto? E’ presto’

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“Ho allenato tanti campioni ma Cavani ancora no. Mai dire mai. A me piace allenare i giocatori bravi e lui è molto bravo.Nel futuro mai dire mai…Maradona è stato il calciatore più difficile da incontrare, ma anche il più corretto e non si è mai lamentato quando provavo a fermarlo. “. L’allenatore del Napoli, Carlo Ancelotti, si esprime così su Edinson Cavani, ex attaccante azzurro, ora in forza al Psg, che, secondo voci di mercato, potrebbe tornare sotto al Vesuvio la prossima estate. Ancelotti, ai microfoni di Kiss Kiss Napoli, parla poi dell’ottimo inizio di stagione: “Scudetto? Non è il momento di fare calcoli. Siamo partiti bene ma si può fare meglio. Il primo bilancio lo si potrà fare alla fine del girone d’andata, quando ci sarà chiarezza anche in Champions League, vedremo se saremo passati e lì vedremo il distacco.E’ un momento determinante per la stagione. Finora le cose sono andate bene, ma occorre un ulteriore sforzo, dobbiamo essere pronti. Passare il turno di Champions – ha spiegato – sarebbe un grandissimo risultato. I cori razzisti? Basta con questo clima che c’è in Italia, non bisogna insultare gli avversari, ma inneggiare ai propri calciatori. Il regolamento parla chiaro, se in trasferta ci saranno ancora episodi del genere valuteremo come comportarci: se a Bergamo ci saranno cori di discriminazione territoriale allora chiederemo la sospensione della partita”.

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