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Volo Napoli-Sofia in ritardo di oltre 5 ore: passeggeri bloccati in aeroporto

Napoli – Nottata di disagi per decine di passeggeri diretti a Sofia con il volo W45078 della compagnia Wizzair, partenza prevista giovedì 12 giugno dall’aeroporto di Capodichino.

L’aereo, inizialmente schedulato per le 15:15, è decollato soltanto in serata, con un ritardo di oltre cinque ore, atterrando in Bulgaria intorno alle 22:48.

I passeggeri, tra cui numerosi italiani, sono rimasti bloccati per ore nello scalo napoletano, in attesa di notizie. Il ritardo ha causato gravi disagi a chi doveva raggiungere la capitale bulgara per motivi di lavoro, salute o vacanza.

Nessuna comunicazione ufficiale è stata diffusa sulle cause precise del disservizio, ma – secondo quanto trapelato – sarebbero escluse cause eccezionali come maltempo o bird strike, considerando che le condizioni meteo erano buone.

In base al Regolamento Europeo 261/2004, i passeggeri coinvolti potrebbero avere diritto a un risarcimento fino a 250 euro, trattandosi di un volo con ritardo superiore alle tre ore e privo di circostanze eccezionali. Per ottenere la compensazione, è possibile presentare istanza direttamente alla compagnia aerea, oppure affidarsi a una claim company come ItaliaRimborso.it o rivolgersi a un CAF.

Un’altra giornata nera per il trasporto aereo, con passeggeri esasperati e un servizio che continua a mostrare criticità anche nelle tratte a breve raggio.

Omicidio Villa Pamphili: Arrestato in Grecia il Presunto Killer di Madre e Figlia

Roma – Svolta decisiva nel macabro caso della donna e della bambina trovate morte a Villa Pamphili. Il presunto assassino, un cittadino americano, è stato fermato a Skiathos, in Grecia, in seguito a un’intensa attività investigativa e a segnalazioni cruciali. L’uomo è ricercato con l’accusa di duplice omicidio aggravato.

La svolta è arrivata grazie al racconto determinante di un testimone che, mercoledì sera, ha contattato il programma televisivo “Chi l’ha visto?”. Il telespettatore ha riferito di aver assistito, giorni prima del ritrovamento dei corpi, a una lite accesa e violenta tra una donna e un uomo, non lontano da Villa Doria Pamphilj.

La discussione era stata così concitata da richiedere l’intervento di una volante della polizia, che aveva identificato i due.

L’uomo fermato in Grecia, descritto con tratti latini, sarebbe stato isolato anche in un’immagine delle telecamere di sorveglianza, ripreso mentre teneva in braccio la bambina che indossava la tutina rosa, poi recuperata nella spazzatura. Le autorità italiane avevano già diramato il suo nome a tutte le forze di polizia internazionali a scopo cautelare, data la sua fuga all’estero.

Gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi giorni di vita della donna, una 29enne, e della sua bambina di pochi mesi. Nella settimana precedente al ritrovamento, madre e figlia utilizzavano i tavoli del mercato San Silverio, nella zona di San Pietro, per mangiare e i bagni per lavarsi.

Alcune testimonianze hanno fornito elementi utili: “Il volto era sempre nascosto dal cappellino, gli occhiali da sole e una barba. Era molto alto, robusto e aveva un atteggiamento minaccioso. Li ho sentiti parlare solo una volta e parlavano in inglese tra di loro”, avrebbe riferito un commerciante. Un clochard ha aggiunto un ulteriore tassello al profilo del sospettato: “Quell’uomo era un violento. Un mese fa ha aggredito un bambino che stava giocando e lo aveva disturbato”.

L’arresto in Grecia rappresenta un passo fondamentale per fare piena luce su questa tragica vicenda che ha scosso la Capitale. Le indagini proseguono per chiarire il movente e le dinamiche esatte del duplice omicidio.

Castellammare, blitz contro i parcheggiatori abusivi e illeciti balneari

Castellammare- Un’operazione congiunta dei carabinieri della Compagnia locale e della polizia municipale ha messo a segno un duro colpo al fenomeno dei parcheggiatori abusivi e alle attività illegali legate alla stagione balneare.

I controlli, intensificati con l’arrivo della prima ondata di caldo estivo, hanno portato a 4 denunce e 24 sanzioni per un importo totale di 10.000 euro.

I casi più eclatanti

Davanti alla struttura sanitaria un uomo è stato sorpreso mentre svolgeva attività di “guardiamacchine” abusiva davanti a un noto centro polispecialistico, avendo addirittura allestito un vero e proprio “ufficio” su strada con sedie e birilli.

Zona lidi di via De Gasperi: un altro soggetto si faceva pagare dai bagnanti per il parcheggio delle auto, approfittando dell’afflusso turistico verso le spiagge.
Area Pozzano: due uomini sono stati colti in flagrante mentre noleggiavano abusivamente lettini da spiaggia trasportati con un’Ape Car. Ulteriori verifiche hanno accertato che uno dei

Le forze dell’ordine hanno concentrato i controlli su tre fronti principali

Parcheggiatori abusivi (con particolare attenzione alle zone vicino strutture sanitarie e spiagge)
Occupazione abusiva del suolo pubblico
Attività commerciali illegali connesse ai servizi balneari
Tutti e quattro i denunciati erano già noti alle forze dell’ordine per aver commesso reati analoghi negli ultimi due anni.

La polizia municipale ha ricordato che sono attivi numeri verdi per segnalare casi di parcheggiatori abusivi, invitando i cittadini a collaborare.

Quello dei parcheggiatori abusivi rappresenta un problema cronico per la città stabiese, che si acuisce particolarmente nel periodo estivo.Le autorità assicurano che i controlli continueranno per tutta la stagione estiva.

E’ attesa per la settimana prossima un’ordinanza comunale che inasprirà le sanzioni per chi occupa abusivamente il suolo pubblico.

Incendio alle pendici del Vesuvio: la Prefettura richiama all’ordine i Comuni

Torre del Greco  – Un vasto incendio è divampato ieri mattina nella zona pedemontana del Vesuvio, nel territorio di Torre del Greco, tra via Pisani e via Cappella.

Le fiamme, che hanno interessato un’area boschiva di interfaccia senza raggiungere il centro abitato, sono state domate dopo ore di interventi coordinati.

Sul posto sono intervenute: 2 squadre dei Vigili del Fuoco, 3 moduli AIB (Antincendio Boschivo). Militari del Gruppo Carabinieri Forestali, 3 squadre della SMA Campania S.p.A.
Le operazioni di spegnimento, concluse nella tarda mattinata, sono state seguite da attività di bonifica dell’area. Fortunatamente non si registrano feriti né danni a strutture o abitazioni.

Il monitoraggio della Prefettura

Il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha seguito in tempo reale l’evolversi della situazione, evidenziando la necessità di maggiori misure preventive nell’area vesuviana. In una nota ufficiale, la Prefettura ha ricordato ai sindaci dei comuni a rischio l’obbligo di:

Sensibilizzare cittadini e categorie professionali (agricoltori, allevatori) sui rischi
Aggiornare il catasto delle aree percorse dal fuoco
Predisporre piani comunali di protezione civile specifici per incendi di interfaccia
Emettere ordinanze mirate che vietino:
Bruciature di residui vegetali nei periodi a rischio
Accumulo di materiale combustibile lungo strade e ferrovie
Mappare punti idrici e depositi pericolosi (carburanti, pirotecnici)
ALLARME PREVENZIONE

L’episodio riaccende i riflettori sulla vulnerabilità del territorio vesuviano, dove la combinazione di fattori climatici e antropici aumenta il rischio incendi nei mesi estivi. Le autorità sottolineano come il 90% dei roghi sia di origine dolosa o colposa, rendendo fondamentale l’azione preventiva.

“Non possiamo abbassare la guardia”, ha dichiarato un portavoce della Protezione Civile regionale. “Questo evento dimostra l’efficacia del sistema di risposta, ma dobbiamo lavorare ancor più sulla prevenzione.”

La situazione resta monitorata: nei prossimi giorni sono previsti sopralluoghi per valutare eventuali danni all’ecosistema. Intanto, i Comuni dell’area vesuviana hanno tempo fino al 20 giugno per comunicare alla Regione l’adozione delle misure anti-incendio.

Sette nuovi santi il 19 ottobre: tra loro anche Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei

Città del Vaticano– La Chiesa cattolica si prepara ad accogliere sette nuovi santi. Lo ha annunciato Papa Leone XIV durante il Concistoro Ordinario Pubblico tenutosi nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, dedicato alla canonizzazione di otto beati.

Nel corso della cerimonia, il Pontefice ha comunicato che la canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis – figure molto amate dai giovani e simbolo di fede vissuta nella quotidianità – avverrà domenica 7 settembre 2025.

Per gli altri sette beati, la data scelta per la canonizzazione è invece domenica 19 ottobre 2025. Tra questi spicca Bartolo Longo, laico e fondatore del celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, noto per la sua intensa attività caritativa e per la promozione della preghiera del Rosario.

Insieme a lui saranno proclamati santi:

  • Ignazio Choukrallah Maloyan, arcivescovo armeno cattolico di Mardin, martire;

  • Peter To Rot, catechista laico, martire in Papua Nuova Guinea;

  • Vincenza Maria Poloni, fondatrice dell’Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona;

  • Maria del Monte Carmelo Rendiles Martínez, fondatrice della Congregazione delle Serve di Gesù;

  • Maria Troncatti, religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, missionaria in Ecuador;

  • José Gregorio Hernández Cisneros, medico venezuelano, considerato simbolo di scienza e fede al servizio dei più poveri.

La celebrazione del 19 ottobre si preannuncia come un momento di grande spiritualità per la Chiesa universale e per le comunità legate ai nuovi santi, le cui vite – molto diverse tra loro per epoca, luogo e vocazione – testimoniano la forza della fede in ogni angolo del mondo.

Concessi colloqui in videochiamata per i detenuti al 41bis

Per il Tribunale di sorveglianza di Milano “rispetta la Convenzione dei Diritti dell’Uomo”
Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto il reclamo presentato da un detenuto sottoposto al regime di 41 bis presso il carcere di Opera, stabilendo che egli ha diritto a colloqui con i familiari anche in videochiamata.

Secondo quanto affermato dal magistrato, “il rispetto della Costituzione e della Convenzione dei diritti dell’uomo rende necessario riconoscere” anche “al detenuto sottoposto al 41 bis il diritto di effettuare colloqui in videochiamata con i propri familiari in sostituzione dei colloqui in presenza, secondo modalità individuate dall’Amministrazione penitenziaria e nei limiti derivanti dal numero di postazioni”.

Il detenuto lamentava l’impossibilità di comunicare con la moglie, residente in Sicilia e che non vede da anni, e con i due figli, anch’essi reclusi in altri istituti. Il carcere di Opera, opponendosi, aveva chiesto il rigetto del reclamo, sostenendo che si trattasse di una richiesta dettata da un “mero interesse personale non attinente alla violazione di diritti soggettivi”.

La direzione penitenziaria aveva inoltre sollevato “controindicazioni di natura organizzativa”, spiegando che le salette utilizzate per le videochiamate coincidono con quelle dedicate alle udienze penali in videoconferenza, e che l’elevato numero di detenuti e le poche postazioni disponibili rendono complessa la gestione.

Tuttavia, la giudice Beatrice Secchi ha richiamato la necessità di un equilibrio tra le esigenze del regime di carcere duro e i diritti dei detenuti: resta infatti “la necessità di realizzare un corretto bilanciamento fra le esigenze proprie del regime 41 bis e quella di garantire l’effettività del diritto a conservare i legami familiari attraverso la fruizione dei colloqui”.

Il diritto al colloquio con i familiari, ha ricordato la giudice, è tutelato dalla Costituzione attraverso gli articoli 29, 30 e 31, nonché dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il regime 41 bis, ha sottolineato ancora Secchi, è legittimo “solo se funzionale non già ad assicurare un surplus di punizione per gli autori di reati di speciale gravità, bensì esclusivamente a contenere la persistente pericolosità di singoli detenuti”, a condizione che le restrizioni non risultino «sproporzionate o tali da vanificare del tutto la funzione rieducativa della pena”.

Dal 2022, i colloqui visivi da remoto — introdotti in via emergenziale durante la pandemia — sono rimasti in vigore per i detenuti nei circuiti di media e alta sicurezza. Il Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) utilizza una rete intranet protetta, che garantisce sicurezza, impedisce intrusioni esterne e consente la registrazione e l’interruzione dei colloqui, se necessario.

Alla luce di questo quadro, il diritto ai colloqui in videochiamata, secondo il Tribunale, “deve essere riconosciuto non solo nei casi in cui il familiare non possa effettuare il colloquio in presenza per ‘età o malattia’, ma anche per differenti motivazioni pure facilmente documentabili: non c’è alcun ragionevole motivo per imporre al familiare di compiere lunghi viaggi per recarsi, ogni volta, nell’istituto penitenziario ove si trova il detenuto, spesso attraversando l’Italia e sostenendo costi non irrisori”.

Quanto ai figli, “pacificamente il diritto ad effettuare colloqui in videochiamata deve essere riconosciuto quando anche il familiare risulti detenuto, sempre che ovviamente il colloquio in presenza sia stato autorizzato”.

Violenza di genere, al via “ProgettoRispetto”: firmato protocollo tra Polizia di Stato e Fondazione Conad ETS

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Roma – È stato siglato il 13 giugno 2025 il protocollo d’intesa tra la Polizia di Stato e la Fondazione Conad ETS per l’avvio del progetto nazionale “ProgettoRispetto – Insieme contro la violenza di genere”, un’iniziativa rivolta in particolare alle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e prevenire ogni forma di violenza basata sul genere.

L’accordo è stato sottoscritto dal Prefetto Alessandro Giuliano, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, e da Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice della Fondazione Conad ETS. Il progetto nasce dalla comune volontà di costruire una società più equa e consapevole, intervenendo in modo concreto su educazione, prevenzione e supporto alle vittime.

Attraverso il portale www.progettorispetto.it, saranno messi a disposizione materiali didattici gratuiti, documentari, testimonianze e incontri formativi rivolti a studenti, docenti e famiglie delle scuole secondarie di primo e secondo grado. In calendario anche workshop interattivi, campagne social, e attività con esperti e formatori locali.

Il protocollo prevede inoltre azioni di sostegno alle vittime, come percorsi di reinserimento lavorativo e approfondimenti sui principali strumenti di prevenzione e tutela – tra cui le misure del Questore e i dispositivi di pronto intervento attivati dalla Polizia.

“ProgettoRispetto” si inserisce nel solco della campagna permanente “Questo non è amore”, portata avanti dalla Polizia di Stato per contrastare la violenza sulle donne e sostenere chi trova il coraggio di denunciare. «Crediamo che la cultura del rispetto e dell’uguaglianza debba essere promossa a partire dai più giovani – ha dichiarato Maria Cristina Alfieri – nei contesti in cui crescono e si formano come cittadini. Questo progetto rappresenta un passo importante verso una società in cui nessuno venga discriminato o colpito per ciò che è».

L’intesa punta anche a raggiungere le persone nei luoghi della quotidianità: nei supermercati, nei momenti di svago, tra clienti e lavoratori. Un modello innovativo di prevenzione diffusa, che rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche e terzo settore.

La Polizia di Stato, da sempre punto di riferimento per la sicurezza sul territorio, sottolinea il valore strategico di questa collaborazione nel diffondere messaggi di legalità e parità. La Fondazione Conad ETS, nata per valorizzare le iniziative di sostenibilità sociale delle cooperative associate a Conad, conferma il proprio impegno filantropico per il bene comune e la coesione delle comunità.

Per maggiori informazioni è attivo il sito ufficiale: www.progettorispetto.it.

Napoli, sequestrati oltre 20mila articoli contraffatti al corso Umberto e denunciate 6 persone

Napoli – Maxi operazione contro l’ambulantato abusivo e il commercio di prodotti contraffatti nel cuore della città.

Nei giorni scorsi, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e agenti della Polizia Locale di Napoli hanno eseguito una serie di controlli mirati tra corso Umberto e i vicoli del Rione Lavinaio, area da tempo segnalata come epicentro del fenomeno.

L’intervento congiunto ha portato al sequestro di oltre 20mila articoli tra merce contraffatta, prodotti non certificati e tabacchi di contrabbando. In particolare, la Polizia Locale ha effettuato 8 sequestri amministrativi nei confronti di ambulanti non autorizzati, per un totale di circa 2.500 articoli tra cappelli, occhiali, accessori elettronici e oggettistica varia.

Sul fronte del contrasto alla contraffazione, i “baschi verdi” del Gruppo Pronto Impiego della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 10mila capi d’abbigliamento e accessori recanti marchi falsi di note griffe. Nell’ambito dell’operazione, 3 cittadini extracomunitari sono stati denunciati per commercio illecito di prodotti contraffatti.

Sempre nel corso dei controlli, altri 2 extracomunitari sono stati denunciati per la vendita di giocattoli privi di certificazioni di sicurezza, ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute dei minori. I giocattoli, sequestrati dalle Fiamme Gialle, erano oltre 8mila pezzi.

 Al rione Lavinaio sequestrati anche 19 chilogrammi di sigarette

L’operazione ha interessato anche il mercato parallelo del tabacco: nel Rione Lavinaio, i finanzieri hanno sequestrato 19 chili di sigarette di contrabbando, sanzionando un cittadino italiano ritenuto responsabile della vendita illecita.

L’azione congiunta delle forze dell’ordine si inserisce nel più ampio piano di contrasto all’illegalità diffusa, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica, garantire la sicurezza dei consumatori e salvaguardare il commercio regolare.

Antonio Conte: “Non avevo alcun accordo con la Juventus”

Antonio Conte, il tecnico del quarto scudetto del Napoli fa finalmente chiarezza sulle voci girare nei mesi scorsi a proprosito di un suo accordo con la Juventus.

“No, assolutamente io non avevo nessun accordo con la Juventus e ho rifiutato categoricamente”. Lo ha chiarito nel corso del nuovo appuntamento in due puntate con Federico Buffa Talks, la produzione originale firmata Sky Sport insieme al direttore Federico Ferri, da oggi su Sky e in streaming su Now, disponibile anche On Demand (il primo episodio alle 21 su Sky Sport Uno e a mezzanotte su Sky Sport Calcio. I nuovi passaggi sono previsti da domani).

“Io ho firmato un contratto di tre anni con il Napoli – aggiunge Antonio Conte – L’obiettivo quale era? Quello che ho sempre detto: di costruire delle basi solide e non delle basi dove alla fine, alla prima situazione, potessero sgretolarsi. Il primo step ci siamo messi come obiettivo il ritorno in Europa, neanche la Champions League.

Poi il fatto che noi siamo arrivati alla vittoria del campionato, nella mia testa e nella mia visione, nel mio progetto non è cambiato assolutamente niente. Quello che mi è dispiaciuto – continua il tecnico campione d’Italia – è che su una possibilità di un eventuale divorzio tra me e il Napoli, a un mese o un mese e mezzo dalla fine del campionato si sia già iniziato a parlare, si sia parlato di me alla Juventus”.

“Detto questo, per me la Juventus è, era e sarà sempre la Juventus, è chiaro -sottolinea il tecnico salentino-. Quindi nessuno, come ho detto, anche col Lecce, potrà mai inficiare il mio sentimento nei confronti di questo Club… della mia storia. Dove sono cresciuto, capisci?

Mi dà fastidio perché tante volte anche dietro il mio e la mia persona… Dietro il mio personaggio tanti ci marciano, tanti comunque sono degli avvoltoi, perché comunque mi rendo conto che il nome mio è diverso rispetto a tanti. Mi ricordo benissimo anche quest’anno alla presentazione del Napoli, noi siamo lì in piazzetta e a un certo punto i tifosi del Napoli iniziano a chiedermi di saltare con loro: ‘Chi non salta juventino è’. Io stoppo tutti e dico: ‘Fermiamoci un attimo. Non mi potete chiedere ciò che non potrò mai fare.

A Napoli me la sono goduta. Me la sono goduta perché, ripeto, si fa tanto per arrivare al traguardo e vincere. Una volta che tu arrivi al traguardo te la devi godere, altrimenti non ha senso. Cioè non ha senso fare il percorso e non ha senso fare tutti quei sacrifici”.

LDA in concerto al Centro Campania: il 23 giugno il ritorno sul palco con “Shalla”

MARCANISE – LDA torna a infiammare il palco, e lo fa con uno show gratuito pensato per abbracciare i fan e lanciare un nuovo capitolo della sua carriera. L’appuntamento è sabato 23 giugno, alle 22:00 in Piazza Campania, nel cuore del Centro Commerciale Campania di Marcianise. Un live a ingresso libero che promette emozioni forti e nuove vibrazioni.

Classe 2003, romano di nascita e artista in costante crescita, LDA è pronto a sorprendere ancora. Dopo una serie di freestyle pubblicati sui social che hanno riacceso l’hype, è arrivato il momento del confronto diretto con il pubblico. Il palco sarà la cassa di risonanza perfetta per il suo nuovo singolo, Shalla, uscito lo scorso 11 aprile. Una traccia intensa, dalle sfumature urban e R&B, che rappresenta più di una semplice novità discografica: è un manifesto personale, un inno alla libertà, alla leggerezza consapevole, al coraggio di lasciarsi andare senza smarrire sé stessi.

La performance a Marcianise sarà un viaggio nella musica e nell’evoluzione artistica di un talento che non ha mai smesso di mettersi in gioco. Tra hit del passato e suoni nuovi, LDA porterà in scena la sua visione rinnovata, con l’energia e l’autenticità che lo hanno reso uno dei nomi più amati della scena pop-R&B italiana. Un evento da non perdere, dove la musica diventa occasione d’incontro, riscatto e festa.

De Laurentiis: “Il mio successo nel Napoli? Merito della disciplina imparata nel cinema”

NAPOLI – “Il segreto del mio successo nel Napoli? La disciplina del cinema, dove impari a vedere il particolare nel totale e a non lasciare nulla al caso”. Con la consueta sicurezza e un pizzico di teatralità, Aurelio De Laurentiis torna a rivendicare il metodo dietro la rinascita calcistica del club partenopeo. Lo ha fatto in una cornice a lui congeniale, il teatro Bellini di Napoli, in occasione della prima tappa degli Stati Generali della Cultura promossi da Il Sole 24 Ore con il titolo “La grande bellezza per lo sviluppo dell’Italia”.

Il produttore cinematografico e patron azzurro ha tracciato un filo diretto tra la sua esperienza nel mondo delle immagini e quella, altrettanto di successo, nel mondo del pallone. “Nel cinema devi saper costruire ogni dettaglio, non puoi improvvisare – ha detto – e questo approccio lo porto ogni giorno anche nel calcio”.

L’evento, dedicato alle industrie creative come motore per la crescita del Paese, ha così accolto anche una riflessione sull’intreccio tra arte, impresa e sport, con De Laurentiis a fare da esempio vivente di quanto una visione imprenditoriale solida e trasversale possa produrre risultati concreti. In campo e fuori.

Caso Astori, tre medici condannati per falso: pene ridotte, ma resta l’ombra del documento manomesso

FIRENZE – La sentenza è arrivata, ma il sapore è amaro. Nel processo parallelo alla tragica scomparsa di Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto nel sonno il 4 marzo 2018 durante il ritiro a Udine, il Tribunale di Firenze ha emesso tre condanne per falso ideologico legato alla presunta manipolazione di un certificato medico. Condanne lievi, decisamente più basse di quelle richieste dalla Procura, ma che confermano un quadro inquietante: qualcuno ha cercato di riscrivere la realtà su un foglio ufficiale, dopo la morte di un uomo.

Il professor Giorgio Galanti, già condannato in via definitiva per omicidio colposo nel marzo scorso, ha ricevuto un anno di reclusione. Accanto a lui, otto mesi per la dottoressa Loria Toncelli e per il professor Pietro Amedeo Modesti, quest’ultimo accusato anche di aver distrutto un documento autentico. La Corte, presieduta dal giudice Paolo De Meo, ha escluso l’aggravante del “certificato fidefacente”, riconoscendo però la falsità del documento.

Quel certificato medico, datato 10 luglio 2017, attestava l’esecuzione di uno specifico esame cardiologico – lo strain cardiaco – che, secondo l’accusa, non fu mai eseguito. E che invece comparve nella documentazione solo mesi dopo la morte di Astori. Per il pubblico ministero Antonio Nastasi, si trattava di una manovra per alleggerire le responsabilità di Galanti nel processo principale. Il documento, stampato su carta intestata datata aprile 2019, sarebbe stato creato ad arte.

Nonostante la difesa dei tre imputati avesse chiesto l’assoluzione, sostenendo che si trattasse di un errore materiale e non di dolo, il tribunale ha riconosciuto la colpa. L’avvocato Sigfrido Fenyes, legale di Galanti, ha già annunciato ricorso, parlando di “passo avanti” grazie al riconoscimento parziale delle tesi difensive.

Ma a rimanere senza risposta è la richiesta di giustizia avanzata dalla famiglia di Astori. Nessun risarcimento per la compagna Francesca Fioretti, per la figlia Vittoria e per i genitori e il fratello del calciatore. Secondo i giudici, non è stato provato che quel documento falso abbia aggravato il dolore già inflitto dalla perdita.

Il docufilm “Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli” inaugura il Tam Tam Digifest

Napoli torna a raccontarsi sul grande schermo con la potenza del mito, della fede e del calcio. Sabato 21 giugno, al Cineteatro La Perla, debutta in anteprima “Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli”, il docufilm firmato da Giulio Gargia che darà il via alla ventesima edizione del Tam Tam Digifest, quest’anno interamente dedicata al fumetto e al cinema d’animazione.

Il film è una visione ironica e poetica della città, ambientata nell’anno del terzo scudetto del Napoli, tra la gloria azzurra e le trasformazioni culturali di un’intera comunità. Protagonisti, due icone immortali: San Gennaro, interpretato da Patrizio Rispo, e Diego Armando Maradona, impersonato da Zap Mangusta. Insieme, danno vita a un immaginario “derby dell’anima”, un confronto surreale tra chi protegge la città dal cielo e chi l’ha portata in paradiso con un pallone.

Prodotto da Tam Tam in collaborazione con Millennium Cinematografica e Michelangelo Film, il docufilm intreccia fiction, animazione e testimonianze reali. Tra i contributi spiccano quelli di Roberto Saviano, Conchita Sannino, lo street artist Salvatore Iodice, l’antropologo Marino Niola e Don Luigi Calemme, testimoni di un’identità urbana che cambia ma non dimentica.

“Maradona, San Gennaro e lo sciopero dei miracoli” è più di un film: è il racconto di una Napoli che non chiede più prodigi, ma che vince, sogna e resiste con la forza della sua gente. Tra le strade di Forcella, i pastori di San Gregorio Armeno e i murales di Largo Maradona, si celebra una fede laica che unisce campo e cielo, memoria e futuro. Un’opera che fotografa una città viva, orgogliosa, finalmente consapevole che può farcela anche senza miracoli.

Gianmarco Tognazzi ospite a Pellezzano per “Racconti d’estate”

Pellezzano si prepara ad accogliere uno dei volti più eleganti e profondi del cinema italiano contemporaneo. Domenica 15 giugno, Gianmarco Tognazzi sarà il protagonista del secondo appuntamento della rassegna “Racconti d’estate”, organizzata da dLiveMedia in collaborazione con il Comune di Pellezzano, Scabec e la Provincia di Salerno. L’incontro, moderato dalla giornalista Stefania Maffeo, si terrà alle 18.15 nei Giardini pubblici di Piazza Municipio e vedrà la partecipazione del sindaco Francesco Morra e del direttore artistico Roberto Vargiu.

Figlio d’arte, ma mai ombra del suo celebre cognome, Tognazzi ha costruito una carriera solida e credibile, scegliendo sempre la via dell’intelligenza interpretativa e dell’eleganza narrativa. Ironico e lucido, è diventato una voce originale nel panorama italiano, capace di coniugare misura, profondità e uno stile personale che sfugge alle mode.

«Con Gianmarco non portiamo solo un nome noto — ha spiegato Vargiu — ma una sensibilità unica, un punto di vista prezioso su cosa significhi oggi fare arte con onestà e passione». L’appuntamento si preannuncia come un momento di grande qualità artistica, pensato per chi ama ascoltare storie raccontate con autenticità, per chi sa riconoscere la forza delle parole dette con consapevolezza.

Violenze su una ragazzina: condannati due calciatori ex Messina

Messina– Una sentenza destinata a far discutere: Clemente Crisci, calciatore originario di San Felice a Cancello e attualmente centrocampista del Ragusa, è stato condannato a sei anni di carcere per violenza sessuale su una minorenne di 14 anni.

I fatti risalgono al novembre 2020, in pieno lockdown, a Messina, dove Crisci militava all’epoca nella squadra locale. Insieme a lui, il compagno di squadra Carmine Cretella, oggi giocatore del Padova appena promosso in Serie B, ha ricevuto una pena più lieve: due anni, con sospensione condizionale subordinata al pagamento di 5.000 euro alla parte civile.

La sentenza è stata emessa dalla presidente della prima sezione penale del Tribunale di Messina, Rita Sergi.

L’indagine è scattata dopo la denuncia dei genitori della vittima, innescata da un passaparola partito da un’amica della 14enne. La giovane si era confidata con una psicologa, che aveva poi informato la famiglia.

Secondo la ricostruzione della Procura di Messina, Crisci avrebbe avuto un rapporto sessuale con la minorenne, mentre a Cretella è stato contestato un palpeggiamento nelle parti intime, con l’attenuante di non aver consumato un atto sessuale completo.

Il pubblico ministero Anna Maria Arena aveva chiesto pene più severe: 9 anni per Crisci e 6 per Cretella. Oltre alla condanna, Crisci dovrà versare una provvisionale immediata di 15.000 euro e risarcire i danni, ancora da quantificare, alla parte civile costituita dalla famiglia della ragazza.

 

Camorra, sequestro beni nelle Marche a due fratelli legati ai clan casertani

Un ingente patrimonio immobiliare è stato sequestrato dai finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ancona e Ascoli Piceno nell’ambito di un’operazione antimafia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Ancona.

Il provvedimento ha colpito due fratelli di origine campana, uno dei quali condannato per associazione mafiosa, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.

Il sequestro, disposto come misura di prevenzione patrimoniale, ha riguardato 25 unità immobiliari, tra cui numerosi appartamenti, un albergo, depositi, magazzini, uffici e stazioni di servizio, e 23 terreni per un’estensione complessiva di oltre 200.000 metri quadrati, tutti ubicati nella provincia di Ascoli Piceno. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 4 milioni di euro.

Secondo quanto accertato dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Ancona e dalla Compagnia di San Benedetto del Tronto, i due fratelli – un tempo considerati a capo di un clan di camorra attivo tra Caserta e Napoli – si sarebbero trasferiti nelle Marche all’inizio degli anni ’90, in seguito a una faida con un gruppo rivale. Una volta stabilitisi nel territorio piceno, avrebbero investito capitali ritenuti di provenienza illecita in una serie di acquisizioni immobiliari.

Le indagini patrimoniali hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la consistenza dei beni, evidenziando una netta sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni acquisiti nel tempo. Le autorità inquirenti ritengono che le risorse utilizzate per le acquisizioni derivino da attività criminali pregresse, tra cui estorsioni, ricettazione, traffico di armi e droga e reati fallimentari.

Il sequestro, eseguito sulla base delle normative previste dal Codice Antimafia, ha anche un forte valore simbolico e sociale: colpire le ricchezze accumulate illecitamente significa anche sottrarre potere e influenza alla criminalità organizzata e restituire alla collettività risorse sottratte al circuito legale dell’economia.

La Guardia di Finanza sottolinea che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone coinvolte sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile.

Napoli, in consiglio comunale acceso dibattito sulla questione taxi

Napoli – Nella cornice della Sala dei Baroni,  si è svolta ieri una seduta del Consiglio Comunale particolarmente animata, con al centro del dibattito le problematiche del settore taxi.

Mentre alcuni interventi sono stati apprezzati per il loro approccio costruttivo, altri hanno suscitato forti polemiche, lasciando insoddisfatta una parte della categoria.

I Consiglieri Comunali Luigi Carbone e Claudio Cecere hanno ricevuto il plauso delle organizzazioni di categoria per i loro interventi mirati e propositivi. Attenti alle esigenze del settore, hanno affrontato con concretezza temi cruciali come:

Miglioramento della mobilità urbana
Riduzione delle criticità nelle aree di sosta
Potenziamento dei servizi a favore degli operatori
“Finalmente una politica che ascolta e agisce”, ha commentato un rappresentante dei tassisti presenti in aula.

Le critiche all’Assessore alla Legalità: solo sanzioni, nessuna soluzione

Ben diverso il tono utilizzato dall’Assessore alla Legalità, Antonio De Iesu, il cui intervento ha lasciato perplessi i rappresentanti del settore. Nonostante i numerosi incontri preliminari con le Organizzazioni Sindacali, l’Assessore ha incentrato il suo discorso quasi esclusivamente su provvedimenti repressivi e sanzionatori, senza fornire risposte concrete alle richieste avanzate da mesi:

Velocità commerciale – Necessità di regole chiare per evitare disparità di trattamento.
Piano traffico – Richiesta di un coordinamento efficace per ridurre il congestionamento urbano.
Riapertura delle ZTL – Problema irrisolto che continua a penalizzare gli operatori.
Contrasto all’abusivismo – Fenomeno dilagante che danneggia il mercato regolare.
“Siamo stanchi di promesse non mantenute e di un approccio punitivo che non risolve i veri problemi”, ha dichiarato un portavoce dei Tassisti Napoletani.

La categoria resta in allerta: “Non molleremo”

Al termine della seduta, le reazioni tra i tassisti sono state nette: la pazienza si sta esaurendo. Se da un lato si riconosce l’impegno di alcuni rappresentanti istituzionali, dall’altro cresce la delusione verso chi continua a ignorare le reali necessità del settore.

“La politica deve capire che non siamo disposti a fare un passo indietro”, ha avvertito un sindacalista. “Se non arriveranno risposte, saremo costretti a intensificare le nostre proteste.”

Prossimi passi: monitoraggio e mobilitazione

Le organizzazioni di categoria hanno annunciato che continueranno a vigilare sull’operato dell’Amministrazione, pronti a tornare in piazza se le richieste non verranno ascoltate. Intanto, la Voce dei Tassisti Napoletani lancia un messaggio chiaro:

“La nostra battaglia è per un servizio migliore e per un trattamento equo. Chi ci governa scelga da che parte stare.”

Castel Volturno, incentivi non dovuti: danno erariale da oltre 200mila euro. Scatta il sequestro

Castel Volturno – Avrebbe incassato incentivi economici non spettanti, generando un danno erariale di oltre 214mila euro ai danni del Comune di Castel Volturno.

Per questo motivo, il responsabile pro tempore dell’Ufficio Tecnico comunale è finito nel mirino della Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania, che ha ottenuto un provvedimento di sequestro conservativo ante causam nei suoi confronti.

Il sequestro, eseguito dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, è stato disposto dal Presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti di Napoli, in base agli articoli 74 e 75 del Codice della giustizia contabile, per un importo pari al danno accertato: 214.053,33 euro.

Contestualmente, è stato notificato all’indagato un invito a dedurre, come previsto dall’art. 67 dello stesso Codice.

L’indagine ha preso avvio da un’istruttoria interna all’Ufficio Tecnico del Comune e si è sviluppata attraverso una serie di accertamenti patrimoniali condotti dalle Fiamme Gialle, sotto la direzione del pubblico ministero contabile Mauro Senatore e il coordinamento del procuratore regionale Antonio Giuseppone.

Secondo quanto emerso, il danno erariale si sarebbe concretizzato nel 2023 con l’erogazione indebita di compensi a favore del dirigente e di altri dipendenti comunali. Gli incentivi, riferiti a funzioni tecniche per opere pubbliche – in particolare la realizzazione della cosiddetta “cittadella scolastica”, finanziata con oltre 30 milioni di euro di fondi PNRR – sarebbero risultati non dovuti, in quanto eccedenti i limiti previsti dalla legge e riferiti ad attività non riconducibili ai percettori.

La condotta contestata, stando alla ricostruzione della Procura contabile, sarebbe stata messa in atto in palese conflitto di interessi, attraverso atti amministrativi redatti con l’intento di autoliquidarsi i compensi per la progettazione di opere pubbliche, compresa quella strategica destinata all’istruzione locale.

Il provvedimento cautelare ha riguardato disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili dell’indagato, con l’obiettivo di tutelare le ragioni del bilancio pubblico e garantire il recupero delle somme indebitamente percepite.

L’operazione si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dalla Guardia di Finanza, in sinergia con la magistratura contabile, per il contrasto agli illeciti nella gestione di fondi pubblici e per la tutela dell’integrità economica dell’Ente locale.

Elodie incanta il Maradona con Gigi D’Alessio ospite d’onore

Napoli – Una serata memorabile ha illuminato lo Stadio Maradona ieri sera, con la tappa napoletana di “Elodie The Stadium Show”.

La popstar romana ha offerto al suo pubblico un’esperienza live di respiro internazionale, celebrando il suo stile inconfondibile e la sua potente presenza scenica. L’evento ha raggiunto l’apice con la sorpresa della serata: l’ospite d’onore, il cantautore partenopeo Gigi D’Alessio.

Duetto a sorpresa e uno show in quattro atti

Gigi D’Alessio ha calcato il palco del Maradona proponendo tre brani simbolo del suo vasto repertorio, mandando in visibilio il pubblico napoletano e creando un momento di grande impatto emotivo e musicale. La collaborazione tra i due artisti ha rappresentato uno dei momenti clou dello spettacolo.

Lo show di Elodie, un vero e proprio spettacolo multidisciplinare, si è sviluppato attraverso quattro atti distinti: “Audace”, “Galattica”, “Magnetica” ed “Erotica”. Questa suddivisione, già anticipata dalle copertine del suo ultimo album “Mi Ami Mi Odi” uscito lo scorso maggio, ha guidato gli spettatori attraverso le diverse sfaccettature artistiche della cantante.

Sul main stage, Elodie è stata accompagnata da una band di sette musicisti, tre coriste e un dinamico corpo di ballo composto da 16 danzatori, contribuendo a creare un’atmosfera vibrante e visivamente mozzafiato. La direzione artistica dell’intero spettacolo è stata affidata a Laccio, noto per la sua capacità di creare performance di grande impatto e innovazione.

La tappa napoletana ha confermato il successo del tour di Elodie, che continua a consolidare il suo status di icona pop, capace di unire musica, stile e una forte identità artistica in uno show che non lascia indifferenti.

Napoli, turisti rapinati in pieno giorno a via Marina: arrestato 40enne nigeriano

Napoli – Attimi di paura a Napoli per una coppia di turisti statunitensi, aggrediti e rapinati in pieno giorno lungo via Marina. L’episodio è avvenuto mentre i due, approfittando di una pausa sotto il sole estivo, si erano seduti su un muretto della zona per consultare lo smartphone e pianificare le prossime tappe della loro visita in città.

Improvvisamente, un uomo si è avvicinato alla coppia: si tratta di un 40enne di nazionalità nigeriana, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio italiano.

Approfittando di un momento di distrazione, il malvivente ha afferrato lo zaino della donna, tentando di strapparglielo con violenza.

La vittima ha cercato di opporsi, ma è stata trascinata per alcuni metri sull’asfalto tra urla di paura e dolore, prima che l’aggressore riuscisse a sottrarle lo zaino e a fuggire tra le auto incolonnate nel traffico.

L’allarme è scattato immediatamente. I carabinieridella stazione Napoli Borgoloreto, già presenti in zona, si sono messi sulle tracce del rapinatore. In pochi minuti, il 40enne è stato rintracciato, bloccato e arrestato. Lo zaino è stato recuperato e restituito alla turista statunitense, sotto shock ma fortunatamente illesa.

Determinanti per la riuscita dell’operazione anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in via Marina, che hanno permesso agli investigatori di ricostruire con precisione le fasi della rapina e di identificare il responsabile.

L’uomo è stato trasferito in carcere in attesa di giudizio. Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi simili riconducibili allo stesso autore.