Domani, sabato 6 ottobre, presso la Parrocchia di San Francesco a Scafati (ore 18.00), “Lasciami volare”: un incontro aperto a tutti in cui papà Giampietro Ghidini racconterà la propria storia e quella di suo figlio Emanuele.
Cinque anni fa, esattamente la sera del 24 novembre, Emanuele di appena sedici anni, decide di prendere parte a una cena con degli amici più grandi. Senza pensarci troppo, decide di provare un “francobollo”, un acido che gi venne offerto da uno di questi amici più grandi. Intorno le due di quella stessa e maledetta notte, Emanuele in preda ad attacchi di angoscia, si buttò nel fiume il Chiese, a Gavardo nel Bresciano. Il corpo di Emanuele fu trovato senza vita alcune ore dopo a duecento metri da dove si era tuffato.
Dopo un breve periodo dalla morte di Emanuele, papà Giampietro ha creato una fondazione, “Pesciolino Rosso”, con l’obiettivo di tenere i ragazzi a rischio lontani dalla droga.
“Pochi giorni dopo la morte di mio figlio – racconta Giampietro – capii che, seppure il dolore della perdita di Ema mi avrebbe accompagnato per sempre, sarei riuscito a dare un senso a quello che era successo a lui impegnandomi a fare in modo che non succedesse ad altri ragazzi. Così ho creato la fondazione per Emanuele, così ho scritto il libro “Lasciami Volare” pensato per padri e figli che fanno fatica a parlarsi. Così sono andato in televisione a parlare di Emanuele e di quella sciocchezza che gli è costata la vita, così vado nelle scuole, ovunque mi chiamino a parlare della storia di mio figlio. Così ho coinvolto due ragazzi a fare il giro d’Italia in bici, con me. Perché pedalando, faticando, guardando la meraviglia della natura, non ci si pensa alla droga, ci si salva la vita”.
Una testimonianza di vita quindi, ne tentativo di condividere l’idea che non solo si può sopravvivere al dolore ma che le sofferenze della vita possono aiutare a migliorarsi.”
‘Lasciami volare’, la storia di papà Giampietro impegnato a tenere i ragazzi lontano dalla droga
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