Studenti a lavare piatti o a raccogliere le olive: fallisce l’alternanza, scolari in piazza

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Napoli. Alternanza scuola lavoro, il fallimento della ‘Buona scuola’ e lo sfruttamento degli studenti. La denuncia arriva dall’Unione degli studenti che il 13 ottobre aderisce allo sciopero indetto in molte città italiane con manifestazioni e flash mob. “Gran parte dei percorsi di alternanza si sono rivelati poco o per nulla formativi, poco affini con l’indirizzo di studi, perdite di tempo e nella gran parte dei casi percorsi di lavoro gratuito e sfruttamento”. Ha detto Gigi Cannavacciuolo dell’Unione degli Studenti della Campania. Il 13 ottobre si svolgeranno manifestazioni e flash mob davanti alle aziende con l’obiettivo “di rompere la catena di sfruttamento in cui gli studenti occupano l’ultimo anello”. E per fare luce sull’esito e l’andamento dei percorsi di alternanza introdotti – ricorda l’UdS – dalla ‘Buona Scuola’ varata dal Governo Renzi, è stata realizzata una ricerca da cui emerge che il 46% degli oltre 2mila studenti della Campania intervistati, ha dovuto sostenere delle spese per partecipare all’alternanza, il 63% ha svolto percorsi “non inerenti” al proprio indirizzo di studi, il 38% ritiene che sono stati negati diritti che dovrebbero essere garantiti e il totale degli studenti intervistati “vuole essere coinvolto nella determinazione del proprio percorso di alternanza”. Dai questionari è emerso che studenti di un alberghiero di Salerno si sono trovati a lavare i piatti; ragazzi di un Istituto agrario di Benevento sono stati mandati a raccogliere le olive; studenti di diversi istituti e licei di Salerno sono stati utilizzati agli infopoint delle Luci d’Artista; studenti di un liceo scientifico di Pomigliano si sono ritrovati a fare volantinaggio per l’azienda. L’anno prossimo il percorso alternanza scuola-lavoro, ricorda l’organizzazione, “sara’ anche materia dell’esame di Stato per i maturandi al posto della tesina, dopo l’approvazione della delega sulla valutazione la scorsa primavera”. La ricerca è stata realizzata con la campagna “Diritti, non piega’ti” attraverso la distribuzione di questionari nelle scuole della Campania con l’obiettivo di realizzare “un’analisi qualitativa” dell’alternanza e “per smascherare il volto positivo propagandato dal ministero dell’Istruzione e dal Governo in premiata ditta con Confindustria”.

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