Presidio della CISL FP Napoli al Centro Don Orione di Ercolano durante una giornata di mobilitazione: circa 200 prestazioni riabilitative non erogate, rinnovi contrattuali fermi e proposte di welfare aziendale ancora inevase.


Il presidio Cisl al Don Orione di Ercolano
Presidio della CISL FP Napoli davanti al Centro Don Orione di Ercolano durante una giornata di mobilitazione che ha interessato circa 200 prestazioni riabilitative non erogate, mentre sono stati garantiti i servizi minimi previsti dalla normativa sul diritto di sciopero.
Il CCNL ARIS RSA/CDR risulta fermo da oltre quattordici anni. La CISL FP segnala che la situazione riguarda anche il CCNL Sanità Privata AIOP-ARIS 2016-2018, in attesa di rinnovo da più di otto anni, accentuando le differenze tra strutture che erogano prestazioni simili.
«Siamo profondamente legati ai nostri piccoli utenti – spiegano i lavoratori –. Ogni giorno ci prendiamo cura di loro e sappiamo quanto siano importanti continuità e qualità della riabilitazione. Fermarsi oggi non è stato semplice, ma la stanchezza e la frustrazione hanno raggiunto un livello che non poteva più essere ignorato».
«Questa mobilitazione si inserisce pienamente nel grande lavoro che la CISL FP sta portando avanti nella vertenza a tutti i livelli della Federazione, territoriale, regionale e nazionale – ha spiegato Ciro Maraniello, coordinatore provinciale e regionale CISL FP Sanità Privata. – La piena risposta alle questioni tabellari, economiche e normative può arrivare soltanto dalla contrattazione collettiva nazionale. Ma dal territorio arriva un messaggio chiarissimo: i lavoratori sono stanchi e profondamente frustrati. Anche ARIS sul territorio deve farsi interprete di questo malessere presso le proprie sedi nazionali e contribuire a spingere verso una soluzione in tempi rapidi».
Diego Perez, segretario aziendale CISL FP e componente RSU del Don Orione, aggiunge: «È una questione di dignità e di rispetto. I lavoratori chiedono valorizzazione professionale, possibilità di crescita, un trattamento economico adeguato e uno stop alle differenze contrattuali che alimentano la fuoriuscita delle professionalità».
«La centralità della persona dovrebbe significare attenzione all’assistito ma anche al lavoratore – conclude Perez. «Le risorse devono tradursi in qualità dell’assistenza, benessere organizzativo e valorizzazione di chi garantisce i servizi. Non possono prevalere logiche esclusivamente economiche: la persona e la funzione sociale devono restare al centro».
Sul tavolo resta anche il tema del welfare aziendale, previsto con decorrenza dal 1° giugno 2026 ma non ancora attuato. I lavoratori ricordano che, sebbene non avrebbe risolto il contratto, tale strumento avrebbe potuto costituire un segnale concreto mediante ticket mensa, buoni carburante o altre forme di welfare. La CISL FP chiede l’attuazione, preservando la decorrenza di giugno.
La vertenza proseguirà per ottenere pieno riconoscimento economico, professionale e contrattuale per le lavoratrici e i lavoratori del settore, a livello territoriale, regionale e nazionale.
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