Pompei – Un’aggressione brutalmente violenta, scaturita da vecchi rancori personali e sfociata nel sangue nella calura estiva dello scorso giugno. C’è una svolta importante nelle indagini sulla spedizione punitiva avvenuta nei pressi del “Mercato dei Fiori” di Pompei: gli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane del posto, ritenuto uno dei responsabili del raid.
Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, contesta all’indagato reati pesantissimi: lesioni personali aggravate, furto aggravato in concorso e porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’aggressione, la lama e il furto della moto
I fatti risalgono alla notte del 20 giugno 2026. La vittima si trovava nei pressi della zona commerciale quando è stata accerchiata da un branco di giovani, tra i quali figurava l’odierno indiziato. Nel giro di pochi istanti la discussione è degenerata: il ragazzo è stato travolto da una pioggia di calci e pugni e poi colpito ripetutamente con un coltello.
Un’aggressione efferata che ha provocato al giovane profonde ferite da taglio tra l’anca e la coscia, oltre alla frattura dell’acetabolo, con una prognosi di guarigione stabilità dai sanitari in ben sessanta giorni.
Non solo la violenza fisica: approfittando del caos e del momento di totale vulnerabilità della vittima sanguinante a terra, l’indagato avrebbe anche istigato un complice a rubargli le chiavi della sua motocicletta, una potente Kawasaki Z900, per poi darsi alla fuga nel buio della notte.
Le indagini e le immagini della videosorveglianza
A chiudere il cerchio attorno al gruppo è stata un’articolata attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata. Per ricostruire nel dettaglio i concitati minuti dell’agguato, gli investigatori si sono avvalsi dei filmati estratti dai sistemi di videosorveglianza della zona, incrociandoli con le testimonianze raccolte e con i successivi riconoscimenti fotografici.
Elementi che hanno evidenziato un quadro indiziario solido e consentito di contestare aggravanti specifiche: l’aver agito di notte per ostacolare la difesa della vittima, la destrezza nel furto e i futili motivi alla base dell’aggressione.
La notifica in carcere
Per l’indagato la notifica del nuovo provvedimento è arrivata direttamente dietro le sbarre della Casa Circondariale “G. Salvia” di Poggioreale, a Napoli, dove il giovane si trovava già recluso per un’altra vicenda giudiziaria.
Il procedimento versa attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come stabilito dai principi costituzionali a garanzia dell’indagato, la misura cautelare potrà essere impugnata dinanzi al Tribunale del Riesame e la responsabilità penale del giovane sarà accertata solo a seguito di un’eventuale sentenza definitiva di condanna.



